
A pesca con il “pescatutto”
di Simone Bini
Durante il periodo estivo, mi trovavo in ferie all’Argentario e più precisamente a Talamone, un luogo unico immerso nel Parco Naturale della Maremma.
Quotidianamente uscivo con la mia barca per effettuare le tecniche di pesca a drifting, traina e spinning raggiungendo anche le isole Formiche ed il Giglio.
Purtroppo i primi giorni non hanno regalato grandi soddisfazioni.

Una mattina agli inizi di agosto, passo dal negozio di caccia e pesca di Fonteblanda, dove Leonardo Lucchi, proprietario ed amico da anni, mi aspettava per andare a provare un’esca artificiale che aveva brevettato durante il periodo invernale.

La mia imbarcazione “Snap”, alle ore 6.30 lascia gli ormeggi per una battuta di pesca sulla foce del fiume Ombrone ad Alberese.
Durante la navigazione Leonardo mi mostra questa esca artificiale di plastica trasparente dotata di alette stabilizzatrici che permettono di mantenere una perfetta stabilità verticale al pesce morto simulando movimenti notatori facendolo così sembrare vivo.
Inizialmente mi sono incuriosito soprattutto per osservare la stabilità ed il movimento che aveva in fase di traina, quindi raggiunta questa bellissima foce inizia la fase di preparazione dell’esca.
Effettuando sempre la pesca innescando il vivo (aguglie, sugarelli, cefali, sgombri ed anguille), che negli anni mi hanno permesso di insidiare lecce, spigole e pesci serra, questa nuova esca inizialmente mi lasciava perplesso.
La grande comodità è sicuramente quella che nella pesca a traina spesso è complicato reperire pesci da innescare per poter insidiare i grossi predatori e questo artificiale poteva essere la grande svolta per iniziare la pesca senza dover ammattire.
Durante la mattinata di pesca abbiamo utilizzato un luccetto di mare e tre gronghetti tutti congelati.
La preparazione di questa esca è molto semplice, con il pescatutto non ci sono particolari accorgimenti nell’aggiustare l’esca; basta posizionare il pesce verticale sull’attrezzo e fissarlo con le relative fascette in dotazione, lungo il corpo del pesce nella parte ventrale viene attaccato ad una girella il finale di cavetto d’ acciaio o di dacron.
I finali possono esser sia muniti di ami che di ancorine, anche se le seconde spesso si rivelano più efficaci. Il pesce esca viene successivamente legato con il filo elastico al cavetto, ma è importante non stringerete troppo il pesce per evitare la rotazione durante la traina.
Il pescatutto avendo l’alloggio universale per la testa del pesce esca, può essere impiegato anche con aguglie morte alle quali dovrà essere chiuso il becco durante la fase di traina.
Iniziamo a trainare impostando una canna da 20 LBS ed una da 25 LBS, montate una con il piombo a sgancio rapido da 150 gr. e l’altra con una palla da 1 Kg collegata all’affondatore.
La lenza che Leonardo mi consiglia è con il finale in fluoro carbon da 0.40 lungo circa 8-10 mt.
Iniziamo a trainare ad una andatura di 2 nodi in cerca di un pesce serra o di una leccia; pesci che spesso stazionano su questa foce.
Dopo 20 minuti si sgancia la lenza dall’affondatore e la frizione del mulinello ci regala il classico rumore dell’abboccata, ma appena viene presa in mano la canna la preda ci saluta.
Revisioniamo la lenza e notiamo che un pesce serra aveva morso l’esca nell’unico punto dove non c’era l’amo, allora decidiamo di montare un cavetto con tre ami ed una ancoretta terminale.
Dopo 40 minuti la modifica si rivela fondamentale ed un pesce serra sui due chili dopo qualche salto è nel guadino.
Decidiamo di allontanarsi dalla foce su un fondale di circa 12 mt e dopo poco è strike di nuovo un serra di dimensioni maggiori, circa 4 kg regala a Leonardo un divertente combattimento e soprattutto una grande soddisfazione per il suo pescatutto, il sole era già alto quando abbiamo deciso di rientrare in porto.
La bella mattinata estiva ci ha regalato due esemplari di pesci serra che grazie al pesce finto non sono riusciti a resistere alla nostra esca.
Soddisfatto dalle prestazioni, la mattina successiva decido di andare a spinning sulla foce del fiume Albegna per provare l’esca con un’altra tecnica.
Utilizzo una canna in tre pezzi da 50 gr. per lanciare un gronghetti di piccole dimensioni e dopo svariati lanci arriva tra le mie mani una spigola di 900 gr.
L’esca ha il movimento perfetto e dopo aver fatto pratica con la velocità di recupero, riesco a prendere anche un pesce serra di 2 Kg.
La mattinata si è conclusa con queste due prede che spesso stazionano nelle aree di foce ed in quelle portuali.
Sicuramente poter pescare con un esca che si prepara in due minuti è una comodità e nella fase di lancio a spinning non mi è mai capitato che il pesce decongelato si staccasse dal pescatutto.
Il pescatutto può esser acquistato direttamente presso il caccia e pesca Lucchi in via degli Eucalipti, 1 a Fonteblanda Grosseto e per informazioni contattate il 340-2968525.
Si ricerca un distributore del “pescatutto” per l’Italia. |
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