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Il risveglio delle lacustri
di Andrea Fusignani

Fine aprile, di un inverno che definirlo inverno è alquanto strano, un inverno che volgeva sempre di più alla primavera, e che ha rischiato di lasciare laghi, torrenti e fiumi senz’acqua. Ma poi come per incanto la natura ha svolto il suo corso e copiosa dal cielo è scesa la pioggia che ha portato nuova linfa ai nostri beneamati ambienti di caccia.
E con questo cambiamento, al Lago dei Pontini di Acquapartita (FC), accade un fatto che lascia meravigliati.

Il risveglio delle trote lacustri
Nel bacino in questione è presente una consistente popolazione, che durante i rigori invernali preferisce abitare gli strati profondi del lago, ma che con i primi tepori e le prime schiuse primaverili, tornano verso la superficie in caccia di piccoli pesci e insetti, e infatti appena si giunge sul posto, si rimane meravigliati dalle molteplici bollate di questi potenti salmonidi.
L’appassionato lanciatore che si reca al Pontini ha quindi davanti a sé due scelte: o pescare nel sottoriva, oppure lanciare a centro lago per avere buone possibilità di incontrarsi con questi stupendi pesci.
Ma parliamo un po’ di tecnica e di attrezzature.

Partiamo sempre con una canna che abbia come lunghezza compresa fra i 7’ e gli 8’, con una grammatura di lancio di 5-20 gr, abbastanza morbida in punta ma sufficientemente rigida lungo il fusto, in modo che ferrando a distanza non rischiamo di perdere il pesce (complice anche l’amo singolo che dobbiamo sostituire all’ancoretta).
Come mulinello consiglio un buon 2500, caricato con un nylon del diametro compreso fra lo 0.16 e lo 0.20. L’esiguità del filo non deve far pensare a pesci molto sospettosi, ma al fatto che per arrivare lontano con la nostra esca, un nylon di diametro contenuto ci aiuta moltissimo.
Ed eccoci a parlare di esche artificiali. Come sempre ricordo che le regole del comprensorio vietano l’uso di ancorette e ardiglioni, quindi sostituiremo ai nostri artificiali l’armamento iniziale con degli ami singoli privi di ardiglione, di misura dal 6 all’ 8, ottimi i Fox e gli Owner da Carpfishing. Iniziamo subito con un’esca dedicata proprio alla lacustre nei grandi bacini ma che nelle misure più piccole è adatta anche a piccoli laghi, come appunto il Pontini, sto parlando dell’arcinoto Filibustiere che è l’esca principe per insidiare le lacustri e i cavedani nei grandi laghi del Nord Italia.

Purtroppo però, reperire buoni Filibustieri in commercio è alquanto raro, poiché solitamente si tratta di produzioni artigianali. Però la Real Winner fabbrica ottimi modelli che non è impossibile trovare in rete. Ottimi colori il dorso nero pancia argento e il dorso nero pancia dorata. Il movimento da imprimere al Filibustiere, consiste in un recupero regolare a canna bassa, con velocità moderata. L’attacco è spesso molto violento, e la trota si allama da sola. Durante la fase di combattimento non dobbiamo mai allentare il filo, perché l’assenza di ardiglione, provoca parecchie slamature.
Altra categoria di esche che riscuotono un certo successo, sono gli ondulanti.
Di questa categoria c’è l’imbarazzo della scelta, come modelli, misure, colori, ecc…. ma personalmente dopo varie prove sono arrivato alla conclusione che realmente nel lago in oggetto bastino questi:
Martin Perca da 6 gr. colore giallo fluo, a cui abbinare un piccolo grub giallo fluo nell’amo;
Blue Fox More Silda sempre da 6 gr colore argento con strisce gialla e arancione;
Mepps Cyclops del due colore rosa fluo.
Lanceremo i nostri ondulanti là dove le bollate si fanno più frequenti, e recupereremo i nostri articiali imprimendogli un saliscendi.
Ricordiamoci due cose nell’uso degli ondulanti:
la prima è che devono viaggiare sotto il pelo dell’acqua;
di mantenere sempre concentrazione poiché spesso la trota attacca durante la calata dell’ondulante, e ci coglie impreparati. Un’altra categoria di esche che in giornate come quella che sto descrivendo rendono molto bene, sono i Walking The Dog. Zara Puppy della Heddon, Water Monitor della Jackall Bros e Dog X Jr. della Megabass, recuperati con colpetti di canna sono una ottima e divertente alternativa alle due categorie citate sopra.

Informazioni agriturismo Le Ceregne
Nei pressi del comprensorio Parcolaghi sorge l’Agriturismo Le Ceregne. Nei dintorni dell’Agriturismo si possono praticare tutti o quasi le tecniche di pesca in acqua dolce, abbiamo per voi preparato alcune indicazioni in base alle zone di maggiore interesse:

Il fiume Tevere, nella zona sopra il Lago di Montedoglio, assume un carattere torrentizio, e si presta quindi molto bene alla pesca al colpo e allo spinning.
Le specie ittiche che potremo insidiare con la prima tecnica saranno: cavedani, barbi, vaironi, scardole, lasche, carassi, tinche e carpe.
Pescando a spinning invece avremo ottime possibilità di incontrare oltre ai soliti cavedani, anche qualche trota e persici reali.
Per la prima tecnica ottime postazioni sono le buche che si trovano lungo il corso e per l’incontro con le carpe e le tinche dovrete recarvi nel tratto in cui il fiume entra nella Diga di Montedoglio. Per lo spinning privilegeremo sempre le buche, ma anche le correntine e le rapide, oltre al già citato tratto di ingresso nella diga, dove si può concretizzare l’incontro anche con il luccio. Per quanto riguarda i permessi, il tratto del Tevere in questione è classificato come Zona C, quindi serve la sola Licenza Governativa, attenzione ai cartelli poiché troviamo anche zone di frega dove la pesca è chiusa per alcuni periodi dell’anno.

La Diga di Montedoglio
è un grande bacino artificiale, formato dall’allargamento del Tevere, e al suo interno nuotano molte specie ittiche interessanti per svariate tecniche di pesca.
Si possono effettuare il carpfishing, lo spinning, la pesca al colpo, ma anche il ledgering.
In questo ambiente incontreremo: carpe, tinche, cavedani, carassi, scardole, persici reali, persici trota, luciperca, lucci e pesci gatto.
All’interno del bacino, è necessario il solo possesso della Licenza Governativa.

Il tratto del Tevere a valle della diga, è adibito alla sola pesca a mosca. Vi sorge infatti la famosa Tail Water, un tratto di fiume di 13 km, in cui si pesca soltanto con la sola tecnica della pesca a mosca, previo rilascio di permesso del costo di 10 euro, e in possesso della Licenza Governativa. Nel tratto in questione i pesci maggiormente insidiati sono le trote fario e i temoli, oltre agli immancabili cavedani. La riserva di pesca è una delle più conosciute in Italia ed inizia a soli 3 km dall’Agriturismo.
Per maggiori informazioni: www.moscaclubaltotevere.it

A 20 km dall’Agriturismo, sorge il comprensorio della Parcolaghi, un insieme di laghi e laghetti per soddisfare tutte le tecniche di pesca.
Dai grandi laghi di Acquapartita, Pontini e Lungo, ai piccoli laghi della Riserva Fario e Alberello, passando per i tratti di torrente Para, Alferello e Savio, potremmo esercitare in un ambiente incontaminato svariate tecniche di pesca quali: spinning, pesca a mosca, carpfishing e trota lago.
Nei bacini si trovano: carpe, amur, cavedani, storioni, tinche, black bass, lucci, trote fario, trote iridee, trote lacustri e striped bass.
Per poter pescare nei laghi, occorre solo il permesso che vi verrà rilasciato dal guardapesca.
Per acquisti di attrezzatura o solo per informazioni e per pagare i permessi, nel paesino di Acquapartita è presente il Pesca Shop, di proprietà della direzione della Parcolaghi.
Per raggiungere il comprensorio, prendere la strada statale E45 in direzione Cesena e uscire a Bagno di Romagna. Successivamente seguire le indicazioni per Acquapartita.
Per maggiori informazioni: www.parcolaghi.com

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