
Spinning: Calendario 2007
di Roberto Granata
Uno dei quesiti piuttosto ricorrenti che il pescatore si pone, o gli amici pescatori si pongono nel programmare un’uscita di pesca, riguarda l’orario d’inizio.
Si pensa che data la stagione sarà inutile alzarsi presto, oppure di aspettare il tardo pomeriggio perché forse arriverà un temporale, e via di questo passo.
E’ giusto pensare e cercare di programmare questo (anche se poi possono verificarsi tutt’altre condizioni) perché indubbiamente, se tutto resta come crediamo, siamo avvantaggiati rispetto ad un’uscita alla cieca.
Prima di vedere gli orari migliori nelle svariate situazioni di stagione, di clima e di tutto quello che può influire, ricordiamo che il fine primario di tutto questo ed il maggior vantaggio che avremo è l’aumento di “attività” del pesce e, di conseguenza, a patto di agire bene, la sua minore diffidenza.
Possiamo dire, parafrasando il famoso detto biblico, che “Se il pesce sapesse a che ora viene il pescatore, non si lascerebbe catturare”.
Parliamo prima delle varie ore buone del giorno a seconda della stagione, e poi vediamo più da vicino come si comportano alcune specie di predatori ( Black Bass - Luccio - Cavedano ) in funzione di questo.
Ricordo che mi sto riferendo all’Italia del Nord e del Centro-Nord, almeno parlando dei mesi, ma rapportando le condizioni che qui trovate alla vostra zona, qualche consiglio utile si trova sempre.
GENNAIO
Il detto “Chi dorme non piglia pesci” non è sicuramente stato inventato in questo mese. Il mattino, anche non molto presto, è normalmente da scartare. Anzi, trovandoci di fronte ad un Gennaio classico, con gelate mattutine e magari non solo, possiamo tranquillamente alzarci e pescare con calma. Le ore centrali (12-15 circa) sono le uniche dove i predatori possono dare un pochino sfogo ai loro istinti, (anche in virtù della maggior luce presente), poiché l’acqua non riesce a scaldarsi, o lo fa di pochissimo e per un lasso di tempo molto ridotto. La situazione cambia nel caso di un periodo nuvoloso, con pioggia o neve. Il clima è meno rigido, specie dopo qualche giorno così, e persino l’acqua riesce ad essere meno fredda rispetto a quando il clima è secco, sereno e stabile. Possiamo estendere le ore buone dalle 9-10 alle 16-17 circa. A parte tutto ciò, orientatevi sempre in inverno verso condizioni perturbate, perché il clima opposto, a parte il freddo, è comunque spesso sinonimo di apatia nei predatori.
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FEBBRAIO
Possono sussistere le condizioni di gennaio, il che è tutto dire, ma oltre a guadagnare lentamente un po’ di luce, con una moderata estensione degli orari consigliati in gennaio, possono capitare giornate di timida primavera, da prendere al volo se veramente tiepide, ma soprattutto se non si tratta di un giorno solo, dove l’acqua faticherà comunque a scaldarsi anche di poco, ma di qualche giorno, che basterà a mettere in moto, anche qui specie nelle ore centrali, i nostri predatori. In questo caso possiamo preferire ambienti poco profondi, e quindi riscaldabili più facilmente.
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MARZO
Comincia a farsi più interessante anche il mattino presto, sin dall’alba, ma a patto che anche di notte il termometro non scenda più sotto lo zero, e non si formi più né la brina, né tanto meno il gelo. La sua fama di mese pazzo è ben meritata, perché possiamo trovarci di fronte a condizioni invernali o “quasi estive” a seconda dell’andamento climatico. Stiamo comunque ancora attenti alla temperatura dell’acqua, che per diventare interessante ha ancora bisogno di qualche giornata giusta. In questo mese e nel prossimo si assiste al “risveglio” dei primi black-bass, che generalmente sono anche i più belli ed i meno sospettosi, quindi massima attenzione ai sottoriva poco profondi di lanche, laghetti e bacini vari, sempre per la maggiore escursione termica dell’elemento liquido.
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APRILE
Uno dei mesi migliori un po’ per tutto ed a tutte le ore, pur con le dovute eccezioni. Valgono i consiglio di marzo, ma ora siamo più liberi in tutti i sensi. Due occasioni da non perdere: le ore che precedono i primi temporali (anzitutto), ed il passaggio all’ora legale. E’ evidente che al pesce quest’ultima non interessa, ma al pescatore sì. Infatti se prima era tabù la piccola pescata dopo il lavoro nel vicino fiume, adesso questo è fattibile, e per di più il tramonto già in aprile si può rivelare uno dei momenti più interessanti.
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MAGGIO
Riferendoci ad un maggio “classico”, con un andamento climatico che va progressivamente assumendo contorni estivi, pur divenendo sempre migliori le prime ore del mattino e le ultime prima del tramonto, cominciano a diventare “peggiori” le ore centrali della giornata. Questo non succede logicamente in presenza di giornate nuvolose e freschine, specie se non isolate, ma quando nel primo pomeriggio fa già veramente caldo può cominciare a regnare in taluni predatori una certa apatia, anche se le sorprese non mancano, ma questo lo vedremo parlando delle singole specie e dei prossimi mesi.
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GIUGNO
Anche se appare evidente che con l’avanzare dell’estate l’alba ed il tramonto sono da non perdere, in giugno ed anche più avanti, in piena estate, proprio gli orari ritenuti “peggiori” (nel primo pomeriggio) offrono sorprese, e neanche tanto raramente. Con un sole cocente ed anche un periodo di alta pressione stabile è possibile insidiare i predatori con un discreto successo, a patto di usare esche disturbatrici (come i rotanti) od anche disturbatrici nel senso di un po’ chiassose. Non raggiungeremo di solito i risultati dell’alba e del tramonto, ma questa condizione, apparentemente negativa, merita invece maggior considerazione, specie se si pensa che una specie di quelle catturabili è l’insospettato luccio.
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LUGLIO
Niente di particolare da aggiungere rispetto al mese precedente. Le ore migliori restano le prime e le ultime del giorno, la canicola può sì riservare le sorprese di cui parlavamo, ma questo non è sicuramente il mese d’oro per lo spinning. Attenti sempre, ma ancora di più adesso, ai temporali.
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AGOSTO
E’ un mese estivo, ma può rivelare i primi deboli sprazzi d’autunno, od almeno un indebolimento dei massimi caldi. Sono queste le occasioni a cui dobbiamo mirare, visto che per il resto agosto non si discosta molto dai mesi precedenti. A parte le giornate che si accorciano un poco, e per forza di cosa ci dobbiamo regolare, oltre ai soliti alba e tramonto può essere produttivo insistere già nel pomeriggio, o comunque diverse ore prima del tramonto, nel caso detto prima, e cioè quei timidissimi sprazzi d’autunno.
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SETTEMBRE
Uno dei mesi più interessanti in assoluto, praticamente buono a tutte le ore, purchè non intervengano fenomeni atmosferici particolari. In un settembre “classico” è proprio questo clima di transizione a rendere promettenti un po’ tutti gli orari. Si creano, o meglio ritornano un po’ le situazioni primaverili, con la differenza di trovare il pesce un pochino sospettoso.
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OTTOBRE
Siamo ancora “al top”, talvolta anche al mattino ed alla sera, ma già di questi orari l’acqua può diventare un po’ freddina. Mese eccezionale per catturare predatori di taglia. I momenti migliori solitamente sono quelli del tardo mattino fino al pomeriggio (soprattutto) un pochino prima del tramonto. Osservate con attenzione le ultime schiuse copiose di insetti, nelle ultime giornate decisamente calde. In quei giorni taluni predatori (black-bass in primis) sono sul piede di guerra.
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NOVEMBRE
Se siamo di fronte ad un clima discretamente mite, di fine autunno, è possibile ancora pescare con profitto fino al tramonto. Nel caso invece di un novembre un po’ freddino sarà meglio limitare la nostra attività piscatoria alle ore centrali. La chiave del successo sta proprio nell’interpretare questo mese di transizione, passando da una pesca di impronta estivo-autunnale ad un’altra invernale, a seconda del clima. Cambiano gli artificiali, il loro modo di lavorare e la profondità nella quale lavoreranno. Nel primo pomeriggio di un giorno ancora assolato e mite, ad esempio, può rendere ancora un rotante quasi in superficie, ed in un freddo mattino di brina un bel minnow mosso sul fondo molto lentamente.
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DICEMBRE
Normalmente non c’è molto da fare. Il clima rigido e le giornate molto corte possono limitare le nostre possibilità a poche ore. Valgono quindi i consigli dati per il mese di gennaio, prestando particolare attenzione a quanto detto riguardo ai periodi nuvolosi e meno freddi.
Passiamo ora in rassegna alcune specie di predatori, proponendo alcuni esempi del loro comportamento in determinati orari e situazioni.
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BLACK BASS
Al loro “risveglio”, in coincidenza con i primi tepori primaverili, solitamente sono le ore del pomeriggio a rendere di più. Il perché è semplice: l’acqua ha avuto il tempo di scaldarsi, specie nei punti dove è poco profonda, come i sottoriva e gli angoli degli stagni, delle lanche ed anche dei laghi, ed ecco perché troviamo ad inizio primavera tutti i boccaloni concentrati in quei punti.
Acqua tiepida, maggiore presenza di cibo ed ambiente idoneo per prepararsi alla riproduzione. Durante questo periodo di solito attaccano per fame, anche se con i boccaloni le sorprese non mancano mai, e può succedere che, pur avendo la fama di pesce diffidente, dopo essersi slamato da un minnow, riattacchi con rabbia un rotante che lo infastidisce od un vermone che ballonzola con cura sotto il suo naso.
Nel pieno della calura, oltre a posizionarsi spesso sul fondo, diventano piuttosto apatici. Meglio quindi l’alba o l’imbrunire, anche perché appena finite le loro fatiche riproduttive le grosse femmine hanno fame, e, pur con alcune eccezioni, prediligono queste ore.
Il discorso cambia, e si fa più simile a quanto detto riguardo alla primavera, da settembre fino alla fine della sua “attività”, dove ridiventano ottimi gli orari centrali della giornata, meglio ancora se contornati da tempo afoso o da temporali veri e propri.
Ricordo che, riguardo ai temporali, il momento magico sono sicuramente le ore che lo precedono e non viceversa.
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LUCCIO
Sembra insidiabile con successo negli orari “canonici”, cioè prime ed ultime ore di luce d’estate e centro giornata d’inverno, ma più lo si conosce da vicino e più si scopre che la palma di pesce pazzo andrebbe assegnata a lui più che al black. Oltre alle ore logiche, non certo da scartare, possiamo contare su una nutrita serie di eccezioni, alcune delle quali sono diventate regole col passare degli anni e la migliore conoscenza della sua vita. Una volta si pensava che “più fa freddo e meglio è”.
Deduzione orribile, che portava alcuni ad insidiarlo alle otto di mattina facendo quasi i buchi nel ghiaccio, stile esquimesi, per di più con artificiali completamente inadatti in quel frangente (vedi rotanti), coi risultati che potete immaginare.
Altra affermazione obsoleta: “In tutto il resto dell’anno è meglio lasciar perdere”. Basterebbe una giornata di quelle giuste per smentire per sempre simili affermazioni, ma basterebbe solo pensare che nessun animale può nutrirsi un mese all’anno.
Comunque, vale senz’altro la pena di insistere al di fuori degli orari “classici”, specie con artificiali disturbatori (rotanti, tandem).
Come già detto, un notevole esempio sono le ore centrali di piena estate, ma anche nel periodo riproduttivo assistiamo ad attacchi in orari ritenuti strani.
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CAVEDANO
Più che le ore giuste, dovremmo dare i “minuti giusti”.
C’è il rischio di vedere smentite le nostre teorie qualche decina di volte in una giornata.
Avrete capito che, se il tempo e l’ora non cambiano, è chiaro che è il cavedano a cambiare comportamento, a seconda di dove vive, per cui non è sempre facile trarre deduzioni logiche, anche se il consiglio più produttivo è quello di adeguarsi a questi cambiamenti e cercare di conoscerli.
Da una correntina ad un’altra distante pochi metri può variare il modo di cercarlo, e potremmo proporre molti altri esempi, ma tutto ciò dipende poco dall’orario, e sarebbe fuori discorso parlarne.
In ogni caso sono buone anche le ore centrali estive, quanto tanti loro “colleghi” sono apatici, soprattutto in acque un po’ mosse ed ossigenate, ma anche in acqua ferma, se fatto arrabbiare, non manca di rispondere con uno dei suoi tipici attacchi fulminei. All’opposto, se preso per fame, può succedere di catturarlo, anche se non molto frequentemente, in pieno inverno anche all’alba ed al tramonto, visto che da buon pesce onnivoro o quasi, si aggira nel suo habitat anche in orari piuttosto freddi.
Concludiamo qui la carrellata delle “ore buone”, ricordando ancora una volta che nella pesca non ci sono moltissime teorie assolutamente certe e che quindi quanto detto è indicativo, soprattutto parlando di alloctoni, ma con un buon spirito di osservazione e di ricerca, tutto può sicuramente essere migliorato.
Anche le ore della pesca.
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