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Spinning: strategie d'estate
di Roberto Granata

L’estate ci regala senz’altro opportunità di pesca in buon numero, non fosse altro che per le maggiori ore di luce disponibili, anche se va detto che con le specie alloctone comparse in misura maggiore in questi ultimi anni (lucioperca, aspio e siluro) possiamo avere splendide opportunità anche, e talvolta soprattutto, nel cuore delle tenebre.
Tuttavia, parlando di spinning in modo “globale”, è innegabile che avere a disposizione qualche ora in più di luce, unitamente a temperature dell’acqua non certo da “letargo”, e che diventano spesso ottimali all’alba ed al tramonto, non può che giovare alla nostra passione. Per far sì però che questa diventi produttiva in modo piuttosto costante occorre (anche d’estate) tenere presenti alcuni accorgimenti, o meglio alcune piccole regole, che ci possono non tanto salvare da un “cappotto” (poco frequente in estate), ma regalare momenti decisamente migliori e talvolta indimenticabili. Esaminiamo quindi alcune situazioni tipicamente estive.

Quanto caldo?
Le temperature proibitive in ambo i sensi (caldo o freddo) portano sovente il pesce ad uno stato apatico. Ritengo che, come fu difficile sfatare negli anni la convinzione “più fa freddo e meglio è”, specie riguardo al luccio, anche l’opposto, cioè le situazioni da “caldo torrido”, vadano esaminate meglio. E’ chiaro che d’estate il numero di pescatori aumenta, ma quante volte molti di noi dopo qualche uscita poco o niente produttiva, specie alle prime esperienze, hanno gettato la spugna o sono passati a prede o tecniche più facili? Ebbene, questo poteva essere, a volte, la causa del troppo caldo. E come porre rimedio senza passare (mai nello spinning!) a più miti consigli?
Vediamo:

Con un caldo eccessivo diverse specie di predatori sono portate a rifugiarsi verso il fondo. E’ lì che potremmo trovarli, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Questo comportamento viene sicuramente amplificato dopo diversi giorni di “canicola”, ognuno peggiore del precedente. Queste giornate, se ci facciamo caso, hanno come denominatore comune tempo sereno, alta pressione costante e cielo “terso”, con scarsa umidità.
Facendo ulteriormente mente locale, ci accorgiamo che le medesime condizioni si hanno in un periodo tipico e non certo felice del pieno dell’inverno, e ciò avvalora l’importanza delle condizioni meteo ai fini della pesca.
Come ho già detto in altre occasioni, gli “antipodi” delle stagioni diventano quindi un fenomeno fastidioso anche per i predatori, per i tre motivi elencati, che oltretutto portano a temperature dell’acqua proibitive, in ambo i sensi. A questo comportamento sfugge inaspettatamente, a volte, il luccio. Il troppo caldo determina in lui alcune “stranezze” che spesso si traducono in feroci ed inaspettati attacchi.
Vorrei ribadire che stiamo parlando di periodi particolari che è giusto conoscere, anche perché possono durare più del previsto, ma che al di là di tutto questo la ricerca ai predatori in estate si svolge spesso in ben altre fasce d’acqua, chiaramente verso la superficie.
Tuttavia un particolare importante riguarda la pesca del black: dopo la sua “ascesa” verso la superficie, più o meno costante a seconda dell’andamento climatico, della temperatura dell’acqua e di molto altro, durante il caldo torrido non si fa più “vedere” a galla, se non in momenti e situazioni particolari. Mi permetto di far osservare che molto spesso questi comportamenti possono trarre in inganno. Spesso si potrebbe pensare al suo comportamento “bizzarro”, al luogo comune (che io però non ritengo sempre tale) che lo indica come un pesce “strafottente” alla vista delle nostre insidie, anche perché si pensa sovente che il black una volta abbandonate le profondità non vi ritorni più fino all’autunno. Ma non è così, ed il pensarlo rischia semplicemente di farci pescare a galla quando il pesce si trova sul fondo. Anch’io un tempo, alle mie prime esperienze, seguivo questo “luogo comune”, che mi portava però (nel periodo suddetto) a scarsi risultati. Ad un certo punto si impose il ragionamento. Lascia perdere la teoria, e pensaci bene; se i boccaloni non sono a galla, dove vuoi che siano? Questo ragionamento, che con animo distaccato verrebbe fatto in meno di un secondo, rischia invece di non diventare tale a causa di preconcetti non adatti allo scopo. Questo almeno è, e vuole essere soltanto, il mio modesto parere.

Tecniche ed artificiali
Tralasciamo ora le situazioni particolari, ma comunque ricorrenti, per passare a qualche consiglio riguardo ai momenti più “normali” dell’estate, o comunque a quella serie di situazioni piuttosto tipiche di questo periodo, cercando di capire come sfruttarle al meglio. Ecco una carrellata di consigli.
All’alba ed al tramonto, anche se non si tratta di una regola fissa, sono spesso preferibili artificiali provocanti principalmente lo stimolo della fame, come ad esempio i minnows od altre imitazioni di animaletti vari. Nelle ore centrali della giornata, apparentemente più avverse, un artificiale disturbatore (come il classico cucchiaino rotante) può fare “perdere le staffe” a predatori apatici e svogliati. Vediamo subito come recuperarlo a dovere. Il recupero di un rotante non dovrebbe mai avvenire in modo “uniforme”, ma condito da colpi di canna, che producono sfarfallamenti irregolari, e quindi diversi tipi e frequenze di vibrazioni, da “stop and go”, da variazioni di traiettoria, di velocità e molto altro. A proposito di velocità: nella stagione calda può essere un po’ più sostenuta che in altre, ma, mi raccomando, ciò non significa che dobbiamo “smanovellare” come dei pazzi perché manderemmo all’aria i tanti modi d’uso del rotante (ed anche di altri artificiali), oltre a non poter sondare gli strati d’acqua più opportuni. Inoltre, nella maggioranza dei casi, un recupero “più dura e meglio è”, e non va mai, secondo me, condotto di fretta.
Nel caso di temperature oltremodo torride, descritto all’inizio dell’articolo, è chiaro che il recupero andrà condotto verso il fondo. Ma come sapere quando è il momento giusto per far scendere le nostre insidie negli strati d’acqua inferiori? Aspettando di realizzare, infatti, che a galla non catturiamo o quasi, potremmo sprecare inutilmente qualche uscita, specie se i nostri impegni non ci permettono di pescare tutti i giorni o quasi, e quindi di “monitorare” bene la situazione. Ecco qualche piccolo suggerimento: Ricordate che i primissimi giorni di caldo esagerato (per noi) potrebbero non esserlo ancora per i pesci, proprio perché la temperatura dell’acqua non ha ancora raggiunto livelli proibitivi. Viceversa, un relativo abbassamento di temperatura nell’aria potrebbe raffreddare leggermente l’acqua soltanto dopo un certo tempo, ammesso che duri sufficientemente a lungo per poterlo fare. In poche parole, le due temperature non vanno sempre per forza di cose a pari passo, e quando ci vanno, occorre il giusto tempo perché una delle due metta in movimento l’altra.
Possiamo osservare il comportamento di alcune specie facilmente “avvistabili”, ad esempio il black. Normalmente il suo periodo riproduttivo è già terminato. Viceversa, avrebbe potuto influire sul suo livello di stazionamento, ma spesso, nel discorso e nel periodo in questione, è proprio l’elevata temperatura dell’acqua che può farlo rifugiare sul fondo. Appena questa si normalizza un poco, infatti, il boccalone si riporta verso la superficie, ivi mantenendosi fin verso la fine della sua attività. Potendo scegliere, è meglio frequentare acque un po’ mosse, ed anche e soprattutto briglie, cascatelle e salti d’acqua vari. Qui le temperature, ed ancor di più il livello di ossigenazione, si mantengono su valori più costanti e, visto come potrebbero essere “ridotti” altri ambienti, rappresentano spesso un vero e proprio toccasana per un regolare svolgimento degli istinti della fauna ittica.
Abbiamo così parlato di spinning nella magica estate, dove, con la giusta cognizione, potremmo catturare anche il “pesce del freddo”, il luccio, alle due del pomeriggio del mese di luglio, con un caldo soffocante. Vale la pena allora di ricordare che, come dissi nel mio primo articolo su Pescareonline, lo spinning non si ferma.

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