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Spinning in mare - Affrontiamo la scogliera
di Stefano Montone - www.campaniafishing.it

Acqua torbida ed onde alte, sicuramente non una condizione agevole per molti ma una sfida e soprattutto una grande occasione per l’angler che sa di andare ad insidiare la regina. Come tutti ben sanno le onde alzano i sedimenti e tra la sabbia smossa vi sono vermi e crostacei di cui si cibano i pesci. Sotto la scogliera, oltre al movimento di vegetazione e sedimenti c’è anche un movimento frenetico di piccoli avannotti sballottati di qua e di la alla ricerca di una tana provvisoria in attesa del tempo sereno. Ciò crea una zona di pascolo sotto i nostri piedi … forse sarebbe meglio parlare di una zona di caccia! E’ proprio in questa occasione che le grosse spigole si mettono a girovagare lungo le scogliere e le dighe foranee alla ricerca della preda facile.

Ma in tali condizioni anche la spigola diventa preda facile del proprio “predatore”, l’angler moderno. Con l’acqua scura e mossa è più difficile vedere la lenza, è più difficile capire che quella sagoma che si muove freneticamente non è un Cefalotto ma un bel X-Rap! Dunque analizziamo la nostra pesca a spinning in relazione alla situazione atmosferica anzi decritta.
Non cercheremo canaloni come facciamo sulla spiaggia, ne tantomeno cercheremo buche e depressioni sotto la scogliera difficili da notare – cercheremo movimento di materiale organico staccatosi dagli sogli.

E’ proprio dove vediamo galleggiare alghe e rami che ci sarà maggiore possibilità di catturare la spigola anche di taglia. Per prima cosa stiamo ben attenti a non cadere in acqua – in tali condizioni sarebbe molto triste e poi il pericolo di battere il cranio su una pietra e alto. Ultimamente nelle esche da spinning c’è una e vera e propria infrazione di “testa rossa”, l’esperienza ci dice che in tali situazioni è meglio affidarsi a colorazioni naturali e misure delle esche non eccessive. Da non disdegnare nell’occasione gli ondulanti del tipo Toby, meglio ancora se innescati con amo singolo e con un grub bianco o un’anguillina a tergo.
L’azione di pesca può essere indirizzata in due modi.
Il più redditizio è il lancio lungo a fil di scogliera. In questo modo le possibilità di perdere il prezioso artificiale sono molto alte ma è tanto più alta la possibilità di cattura.

Un’altra tecnica che ci aiuta tanto e che è mutuata dalla pesca a spinning in fiume è quella di pescare a raggiera.
Ossia creiamo un semicerchio immaginario davanti a noi, con lanci più o meno precisi, cerchiamo di scandagliare millimetricamente tutta la zona che ci siamo precedentemente prefissi di battere. I lanci dovranno essere ravvicinati in modo da coprire la maggior parte di mezza luna che ci siamo immaginata.
Un'altra tecnica vincente in questi casi è la pesca “in caccia”.

Per questa tecnica però bisogna avere una buona conoscenza del posto da battere. In pratica andremo a lanciare dietro quelle pietre dove sappiamo che già si sono prese delle spigole anche con altre tecniche con esche naturali. Per coloro che invece hanno il coraggio e la forza di affrontare queste situazioni meteo/ambientali di notte… il pesce della vita può essere sempre in agguato...

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