
Spinning al persico sole
Testo e foto di Stefano Montone
Premessa sulla specie: persico sole, Lepomis gibbosus (Linnaeus, 1758)
In alcuni luoghi è denominato anche Pettinessa o Pesce Orologio.
FAMIGLIA: Centrarhidae - ORDINE: Perciformes
Corpo tondeggiante e molto compresso lateralmente; testa grande con bocca terminale piccola; pinna dorsale unica con raggi anteriori spinosi; colorazione vistosa e sgargiante verde-azzurra con riflessi metallici; macchia rossa e nera al margine dell’opercolo; linea azzurra ai lati del capo e sugli opercoli; la femmina ha colorazione meno vivace.
Raggiunge facilmente i 10-15 cm, in condizioni particolarmente favorevoli fino a 20 cm. L’accrescimento è rapido. La specie originaria del Nord America, fu introdotta in Italia insieme al Black Bass e al Gambero della Luisiana nel 1800, attualmente è largamente diffusa su gran parte del territorio italiano in laghi, fiumi e stagni.
La specie è euriterma, facilmente adattabile a molti tipi di ambiente; vive particolarmente nelle zone litorali ricche di vegetazione di ambienti lacustri con fondali sabbiosi e melmosi e fiumi a lento corso. Si adatta anche in acque con salinità elevata.
E’ un pesce molto territoriale. Il maschio si prende cura degli avannotti e sorveglia attivamente il nido. E’ un pesce esclusivamente carnivoro (larve d’insetti, crostacei, uova ed avannotti).
Si riproduce tra maggio e agosto; le uova sono deposte in una piccola buca sul fondo, preparata dal maschio a colpi di coda e aiutandosi con la bocca. La maturità sessuale viene raggiunta al primo anno.
La pesca
Ciò premesso dobbiamo specificare che il Persico Sole è un predatore.
A differenza degli altri predoni non effettua lunghi inseguimenti.
E’ un pesce che se ne sta quasi sempre immobile a mezz’acqua e insegue la preda per massimo mezzo metro dopo di che desiste dall’intento. Esperienza ci insegna che il Persico Sole attacca anche minnow sui 5-6 centimentri ma senza rimanere attaccato all’amo dato la sua bocca molto piccola.
Dunque per ingannarli necessitano esche particolarmente piccole.
Vanno bene quasi tutte a patto che siano armate con ami o ancorette di modeste dimensioni. La tecnica vincente è lo “stop and go” – un recupero intervallato con lunghe e numerose pause. Ottimi allo scopo sono i piccoli crank con rapporto di galleggiabilità equilibrato, nel senso che quando si ferma il recupero restano sospesi a mezz’acqua.
Ma il persico sole non disdegna le altre esche come i siliconici.
In tal caso useremo artificiali dal corpo quasi anguillifirme con l’amo posto quasi sulla cosa dato che a differenza del black bass, il Persico Sole attacca in coda e non da sotto. I siliconi dovranno essere piombati in testa e andranno recuperati a piccoli strappetti o a saliscendi. Spesso si verificano attacchi anche su piccoli rotanti del numero zero con colorazioni vistose. In tal caso il recupero sarà molto lento con improvvise accelerazioni.
Quando si usano i rotanti vanno evitate le pause, cioè va fatto in modo che la paletta smetta di ruotare. Il Persico Sole è un pesce molto sospettoso e si accorge facilmente dell’insidia. Dunque in queste due righe, ho cercato di descrivervi una pesca alternativa che può regalarci anche belle soddisfazione con le catture degli esemplari più grossi che in taluni posti arrivano anche a venti centimetri.
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