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Selezioniamo la taglia: il Jig per il bass
di Andrea Fusignani

Settembre coincide con un momento della stagione molto buono per il bass, difatti dopo la calura dell’estate l’amato centrarchide si prepara a rallentare il suo ritmo metabolico in attesa dell’inverno, e quindi in questo periodo tende ad immagazzinare provviste in vista della penuria del periodo freddo. Come ben sappiamo il bass, da predatore, spazia in una vasta gamma di prede: dai piccoli pesci foraggio fino a quelli grossi, insetti, anche piccoli vertebrati, anfibi, rettili e crostacei.
I crostacei infatti, e nella fattispecie i gamberi, rappresentano la preda preferita del bass, poiché sono un cibo facile da reperire, molto facile da catturare e soprattutto altamente proteico. Ed è qui che noi stimoleremo l’attacco del grosso bass offrendogli davanti alla bocca un jig.
Cos’è il jig?
Il jig non è altro che una testina piombata di varia grammatura, costituita da un amo, un pettinino anti-incaglio e uno skirt di materiale plastico.
Il jig può essere un finesse jig (solitamente con pesi di 3/8-1/4 oz.) oppure un jig più consistente (3/4-1 oz.) diviso a sua volta in round head jig (cioè con la testa tonda) o flat back jig (con la testa schiacciata) e suddiviso ancora una volta in Silicon jig (gonnellino in silicone) e Rubber jig (gonnellino in gomma).
Perché prendiamo in esame proprio il jig come esca da selezione? Semplice perché il grosso bass non può farsi scappare un succulento gambero o insetto di fondale che saltella allegramente davanti alla sua faccia, noncurante di quello che gli capiterà. Il jig poi dovrà essere arricchito da un trailer in silicone, per aumentarne il volume, il movimento e quindi la capacità attrattiva.
Il colore del trailer dovrà assomigliare il più possibile al gonnellino del jig, ma un abbinamento jig nero trailer bianco, dà ottimi risultati in acque appena velate o verso sera.
Esistono in commercio diversi tipi di trailer, io mi limito a consigliarvi quelli della Zoom con i suoi Speed Craw, Zuper Chunc e Speed Chunc, in quanto costano poco e hanno un’ottima resa.
Se poi vogliamo qualcosa di veramente impagabile, ecco che allora vi dico di provare i Deathadder Hog della Deps, nella misura da 3”, i Gary Yamamoto Baby Craw, i Caleo Craw di Molix e perché no anche i Larva sempre di Molix.
Ma ora vediamo un attimo attrezzature, luoghi e movimenti per utilizzare correttamente il nostro jig, e perché no qualche marca su cui indirizzarvi se deciderete di provarli.
Diciamo che come attrezzatura bisogna optare per il casting, per una certa rigidità della canna, potenza e azione.
In commercio esistono svariati tipi di canne adatti alla situazione, addirittura marche famose come G-Loomis hanno una linea proprio fatta su misura per la pesca a jig, e questo la dice lunga sulla sua resa nei confronti dei big bass.
Quindi parlando di potenza direi che le canne da jig si dividono in canne da ¼-1 oz . di potenza, per usare jig in spazi aperti, o cover (coperture) non troppo intricate, e canne da 1-1/2 oz più potenti, per pescare nelle heavy cover. Come lunghezza visto che si tratta di canne monopezzo, un ottimo connubio per un lanciatore sia dal belly che da terra sarà una canna di 6’5” massimo 6’8”. Abbiniamogli un buon mulinello robusto (Shimano Curado, o per i professionisti Daiwa TD-Z Type R +, e altre chicche made in Japan), caricato con un fluorocarbon, e poi vi spiegherò il perché, da 14- 16 lbs.
Perché utilizzare un’attrezzatura così potente per pescare bass vi chiederete voi, beh è semplice, come dicevo prima pescheremo soprattutto dentro gli ostacoli e le coperture, e quindi vi servirà una discreta potenza per sradicare i bass (occhio che col jig si va dagli otto etti in su e un bass di un chilo preso in mezzo ad una bella ramaia e una brutta gatta da pelare) dai loro nascondigli.
La rigidità della canna unita a quella del fluorocarbon ci permetteranno innanzitutto di avere sempre contatto con la nostra esca e di riconoscere ogni minimo segnale di abboccata e ci aiuteranno per così dire, anche a scandagliare il fondo (perché proprio sul fondo operano i nostri jig) e non ultimo ci daranno una bella mano durante la ferrata, che dev’essere la più potente possibile, per piantare nella bocca del bass il jig, il cui amo deve dapprima bucare il pettinino anti-incaglio che è già duro e successivamente anche la bocca del bass e fare quindi presa salda.
Ora vediamo quindi quando utilizzare il jig e che movimento imprimergli.
Diciamo che il jig può essere utilizzato ovunque, anche se rende il meglio di sé in presenza di bastonaie e canneti (appunto ambienti in primis dove il bass si rintana, e in secondo gli ambienti dove troveremo anche i gamberi a lui tanto amati).
Una volta raggiunta la postazione, lanciamo la nostra insidia facendo meno rumore possibile durante la caduta in acqua, gli faremo guadagnare il fondo e una volta raggiuntolo, inizieremo un recupero fatto di saltelli a contatto col fondo, lavorando principalmente a canna alta e imprimendo col pettini di cimino e recuperando poco filo alla volta.
E’ un recupero abbastanza monotono e lento, ma solitamente se un bass staziona proprio dove abbiamo lanciato non tarderà molto ad abboccare e potremmo sentire o una serie di colpi, oppure avremo un blocco dell’esca quasi come se avessimo incagliato seguito da una partenza (importantissimo guardare sempre il filo).
Comunque al minimo segnale di abboccata, abbassiamo la canna e tendiamo il filo e prepariamoci a dare una delle ferrate più potenti che siamo in grado di dare, e se riusciremo nel nostro intento vedrete che alla fine la tecnica del jig vi farà innamorare. Per concludere voglio consigliarvi qualche marca e qualche colore dei nostri jig.
Come colori rimaniamo su colorazioni naturali, quali Watermelo, Brown, Pumpkin, Black/blue, Black/violet, black e in presenza di acque velata, bianco e Black/chartreuse.
Come marche potrei citarvi i Deps Flatbacker, e Sliding, ottimi nelle cover per la loro testina schiacciata che tende a farli scivolare sugli ostacoli; i Gamakatsu Cobra e Archie, Molix coi suoi Kento jig e Tenax dall’ottimo prezzo; sempre ottimo prezzo lo troviamo nei jig di Fina, che produce ottimi ami. Se vogliamo spendere qualcosina in più allora proviamo i Keitech Tungsten jig, con testina al tungsteno che affondano più velocemente, e sempre in tungsteno ottimi e a buon prezzo i Zero One Jig della OSP. Bene con questo penso di avervi detto tutto, ora tocca voi provare e insistere (i primi tempi non aspettatevi risultati eclatanti, ma perseverate) e ricordatevi che il big è sempre dietro l’angolo.

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