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L'inglese, magia e semplicità
Di Jader Lazzari

Ogni tanto mi capita, come ripensando ad un vecchio amore mai sopito, di provare una irresistibile, irrefrenabile, incontenibile voglia di una pescata all'inglese in uno dei tanti canali sempre in forma del ferrarese. Chi mi conosce sa di cosa parlo e sa che certi posti esistono davvero, nonostante tutto intorno a noi spesso si tinga di pessimismo e di rassegnazione sullo stato generale delle nostre acque. A metà settimana mi “pisciavo” letteralmente addosso dalla voglia e sabato mattina ho ceduto.

Solo un "semo", classico scemo in slang bolognese, si può alzare alle 4 e mezza, sapendo che “Quel Posto” oggi dovrà essere suo e senza alcun rischio di arrivare troppo tardi... così sabato mattina, con la mia bella “guazzolina” mattutina, con una bella colazione sontuosa alle spalle da garantirmi autonomia fino alle 15 (purtroppo alle 16 la lady reclamava impegni famigliari) mi sono ritrovato gia dalle 6 e 20 sulle sponde del paradiso. Buio intorno a me. Io, solo io e niente intorno. La nutria che ha sloggiato disturbata dal mio arrivo, qualche tonfo di pesci e l'immancabile “quacchero” di tutti i numerosi uccelli acquatici presenti. L'odore dell'autunno è impalpabile per un normale umano abituato al clichè dello standard quotidiano, per non parlare del senso di smisurata libertà che ti urla dentro la solitudine ricercata.

E' ancora buio e con estrema lentezza scarico l'attrezzatura, scendendo per il breve argine ma con occhio attento alla carriola, a soli pochi metri da me... Qui a quest'ora ci può essere solo un pescatore o un ladro! Godendo e pregustando la giornata, grazie al balletto rumoroso dei pesci, preparo la mia inglesina e la fioca luce di un lampione in lontananza mi crea quel contrasto luminoso minimo per preparare il tutto. Comincia a schiarire e sono pronto. Lenza, pastura ed assetto sono "in squadro" come se fossi pronto per una gara con me stesso. Intanto arriva un amico che pescherà con me qualche ora scherzando amabilmente e condividendo il gradimento dei padroni di casa. Sondo e decido una condotta già ampiamente rivista nelle puntate precedenti. Il galleggiante, un bodied con bulbo e Sarcanda sarà il portavoce di un monologo ininterrotto per circa 7 ore.... azz sono le 7 passate...

Pastura very doc e un mezzo chilo di carne da corsa incollata e partono le danze. I pesci, volgari al purista dei tempi moderni, sono breme, carassi ed aspi. Ognuno di questi, a seconda della mangiata, è facilmente riconoscibile ben prima della ferrata. L'assenza di vento e la buona luminosità data dal contrasto con le fronde della sponda opposta, mi permettono di pescare tarato "cattivo" e quindi posso facilmente giocare con gli amici pinnuti che oggi han voglia di farsi una gita nella mia nassa. Una quindicina di carassi dai quattro agli otto etti, 6 aspi di cui alcuni carini, sui 30 cm, e una quarantina di breme, dalle blicchette da 50 grammi alle piu adulte di 6 - 7 etti...

la mia bella giornata di pace è letteralmente volata via, con una gran voglia di continuare anche quando la clessidra incorruttibile mi diceva stop. Nessuna carpa oggi, di solito qualcuna arriva in queste pescate, ma so perfettamente da cosa è dipeso, per non aver voluto forzare le dinamiche della pasturazione. A malincuore rinchiudo ed osservo compiaciuto il frutto di questa bella giornata, oltre 15 chili di pinnuti che per loro fortuna possono raccontare ancora di quanto si stia caldi in quella stanza di rete fitta... ma in fondo in fondo han mangiato bene e speso poco... Sono pescatine apparentemente "leggere" come queste che continuano, volta dopo volta, anno dopo anno, a rinvigorirmi ed a condannarmi a vagare perennemente alla ricerca di me stesso, fra le mancate ore di sonno, il sorriso di una barista e la puzza dei bigatti consacrati al martirio, rapide ed intime pennellate di eremitismo, ritagliate dalla quotidiana stressata mondanità causa di tante e troppe ansie. Chiamarla Medicina è esagerato, ma forse sarebbe più giusto passare qualche ora più spesso cosi che non ricorrere a pastiglie e farmaci per curare stress, insonnia e mal di testa, croce e delizia della nostra amata civiltà del benessere. Intanto pensiamo alla prossima cura...

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