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Il vento e il carpfishing
di Agostino Zurma
www.carpfishing.it

La scienza della meteorologia considera il vento un fenomeno di grande interesse quanto la temperatura, la pressione atmosferica l’umidità dell’aria.
Ma cos’è questo elemento, proviamo a capirne di più.
Il vento è lo spostamento di una massa d’aria da una zona dove esiste una pressione atmosferica maggiore verso una dove è minore.
Naturalmente la rapidità di spostamento, e conseguentemente la velocità del vento, sarà tanto più elevata quanto più celere sarà la variazione in senso orizzontale della pressione atmosferica, variazione che prende il nome di “gradiente barico”.

In realtà il vento non si muove come viene da pensare unicamente dalle alte verso le basse pressioni, in realtà, non appena la massa d’aria è in movimento interviene la “forza di Coriolis” presente a causa della rotazione terrestre.
Questa forza tende a deviare i venti verso destra nell’emisfero Nord, e verso sinistra nell’emisfero Sud modificandone unicamente la direzione e non l’intensità. La misurazione dell’intensità del vento, nel sistema internazionale viene espressa in metri al secondo.
Nella navigazione aerea, in quella marittima e nei bollettini meteorologici la misura si effettua in nodi. Un nodo equivale ad un miglio nautico all’ora, ovvero 1852 metri all’ora.
Tutte queste misurazioni si effettuano tramite appositi strumenti, in caso di loro assenza si ricorre alla scala Beaufort (dal nome dell’ammiraglio inglese che la elaborò nel 1806 ).
Su questa scala empirica sono stati codificati gli effetti che il vento ha sugli alberi,sul fumo sulle bandiere o sulle superfici marine stimandone in tal senso l’intensità.
Ad esempio alla cifra della scala pari a 1 corrisponde una situazione di bava di vento; a 4 vento moderato; a 9 burrasca forte.
L’identificazione della direzione e provenienza del vento avviene mediante la “rosa dei venti”.

Vengono così definite, la Tramontana proveniente da Nord, il Grecale da Nord-est, il Levante da Est, lo Scirocco da Sud-est, il Mezzogiorno che spira da Sud, il Libeccio da Sud-ovest, il Ponente da Ovest, infine il Maestrale da Nord-ovest

Influenza del vento sulla pesca
L’ambiente, osservato soprattutto come superficie d’acqua, modifica notevolmente la sua situazione sia sulla superficie che nei vari livelli di profondità sotto l’influsso più o meno consistente del figlio di Eolo. Per interpretare nel giusto modo l’effetto positivo che il vento può avere nelle nostre battute di pesca è importante partire da una ragionamento che ci permetta di mettere bene a fuoco i fattori stimolanti e i luoghi dove le carpe cercano il cibo con maggiore naturalezza.
Vi si giunge catalogando mentalmente quello che le nostre amiche ricercano nell’ambiente come cibo naturale; specie onnivora la carpa si nutre sia di piccoli invertebrati di fondo che di vegetali acquatici e non ultimo di detrito organico.
Gli organismi animali sono normalmente costituiti da larve di insetti, gamberi, uova di altri pesci,molluschi,crostacei,vermi occasionalmente si nutre anche con avannotti di altre specie.
La dieta vegetale, che rappresenta una parte che si può definire di secondo piano nell’alimentazione della carpa, si compone di erbe acquatiche, radici e semi di vario tipo.
Tutti questi alimenti, si trovano distribuiti su diverse posizioni del fondale in quantità più o meno rilevanti a seconda del fatto che vengano soddisfatte in modo più o meno efficace le loro esigenze di vita.

Denominatori comuni a tutte è la presenza di sali e gas tra i quali il più importante è l’ossigeno, non così abbondante nell’acqua a paragone di come lo possono trovare, per esempio, gli organismi terrestri nell’aria che respirano. Il maggiore apporto di gas disciolti proviene dal contatto tra atmosfera ed acqua, e vi concorrono sia la diffusione lenta e superficiale dei gas ma più ancora il rimescolamento più massivo e profondo causato dal vento, in questi punti, dove maggiormente si ha questo fenomeno dobbiamo impostare la nostra azione di pesca.
Parliamo di depressioni, rialzi, tronchi e rami sporgenti, erbai tutte zone in cui troveremo ammassato ogni genere di vita acquatica nutrimento basilare per i pesci. E’ il vento che formando le onde crea anche sotto la superficie dell’acqua delle piccole correnti, capaci però di rimuovere e disporre in diversi punti delle modeste quantità di cibo.
Questi vortici, creatisi mediante l’impatto della corrente sospinta dal vento nell’acqua con i rilievi o gli ostacoli presenti nel fondale determinano anche una colorazione diversa dell’acqua stessa intorbidendola, un elemento in più per individuare una interessante zona su cui proporre alle carpe un tipo di cibo differente dall’abituale.
Sul campo Ci sono un paio di elementi che dobbiamo metter in relazione con l’effetto prodotto dal vento: profondità dell’acqua e direzione da cui proviene il vento stesso. In laghi profondi 8-9 metri un forte vento con conseguenti alte onde smuove una abbondante quantità d’acqua sino ad una profondità che arriva ai 2-3 metri producendo i fenomeni anzidescritti, inducendo i pesci a ricercare cibo. In profondità ridotte invece, l’ influenza è negativa, certamente le carpe non prediligono farsi scuotere qua e là dalle onde. Inoltre se ci troviamo dinanzi ad un fondale basso e melmoso questo intorpidisce abbastanza rapidamente l’acqua, creando nelle nostre avversarie una sorta di comportamento prudente, attento più alle fasi respiratorie che alimentari in attesa che la situazione climatica si normalizzi.
Queste affermazioni si basano su rispondenze reali vissute in prima persona.

A Bolsena i miei terminali erano posati su un fondale di circa 8 metri completamente cosparso di alghe, il formarsi di onde, tali da impedire a volte l’utilizzo della barca, portava le carpe ad esibirsi in una serie incredibile di partenze.
Situazione simile in terra di Francia quando al Lac Du Der pescando vicino a grossi ceppi di alberi sommersi, i vortici creati dal vento a ridosso di quest’ultimi spandevano nella zona circostante le particelle di pastura presenti richiamando sul posto i branchi di carpe.
In periodo caldo estivo con l’acqua a temperature elevate la presenza di un vento fresco, che abbassi sensibilmente la temperatura porterà ad un risveglio dell’attività nel pesce; cosa inversa succede invece nel caso di forte vento da Tramontana che abbassando repentinamente la temperatura potrà avere influenza negativa sulle carpe inficiandone la propensione ad alimentarsi anche per diversi giorni; opportuno allora tentare qualche cattura spostando la nostra azione di pesca verso delle zone maggiormente riparate. Se ci trovassimo nella condizione di avere l’influsso di un vento caldo, come accadutomi spesso in una splendida zona del Delta del Po, sarà il caso di ricercare le nostre avversarie in profondità massime di 1,50 metri azzardando una pop up anche sui 40-50 cm; i risultati vi sorprenderanno…

A volte nell’effettuare la pesca a lunga distanza, o nei casi in cui la posa delle esche richieda comunque l’uso della barca,è fondamentale in presenza di vento assumere delle precise precauzioni.
Prima di tutto nel caso si usino imbarcazioni del tipo Mariposa (soprattutto per i modelli più piccoli ) dotatele senza indugio degli specifici stabilizzatori e adottate il seguente accorgimento importante specialmente se ricorrerete all’uso di piccoli gommoni.
Per riuscire ad effettuare con precisione le fasi di calo del terminale e della a pasturazione di precisione senza rischiare che il vento spostandoci in modo irrimediabile ci costringa a ritornare, se non con grandi sforzi nel punto esatto di pesca è quello di utilizzare un masso o meglio una piccola ancora come zavorra per tenere l’imbarcazione immobile durante queste delicate fasi.
Ancora più importante diventa in queste situazioni di rischio l’utilizzo del giubbotto salvagente.
L’ultimo aspetto da analizzare è l’effetto che il vento sulla nostra pelle. Il freddo è direttamente legato alla presenza del vento.
Quest’ultimo in effetti aumenta in modo considerevole la dispersione termica del corpo umano abbassando anche di molto gli effetti indotti dalla temperatura, è sufficiente una leggera brezza per far si che il clima sembri molto più gelido di quanto in effetti è, con conseguenze impensabili anche durante la stagione primaverile.

 

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