
Trote con la pallina… 22 anni dopo…
di Gionata Paolicchi
Era un novembre del 1986, quando una mattina, arrivai al mio solito lago di pesca, il Tornaboni di Marina di Massa, pronto alla solita garetta domenicale alla trota più grossa, ed invece, quella domenica, c’era una gara con un premio molto importante in palio, una settimana per due persone sulle Dolomiti, ma il premio non era alla trota più grossa, ma alla quantità e peso, come una vera gara.
Arrivai e al sorteggio erano rimasti solo 3-4 numeri, su oltre 110 posti, la gara era iniziata già da venti minuti, quando riuscii a lanciare la mia pallina piombata arancione da 6 grammi in acqua.
La fortuna era con me, me ne accorsi subito, su 115 posti mi era toccato quello dove vado sempre io a pesca… a quel tempo non c’erano pescatori a “bombarda” a piombino o tremarella, galleggiante e via. Io pescavo sempre e solo con la boetta piombata o pallina, da 4 a 8 grammi al massimo, fermata con due pallini sotto ed uno sopra, un metro e mezzo o due al massimo di finale di 0,12-0,14, amo del 10 e due camole. Vinsi la gara, con solo cinque trote, il secondo ne prese tre.
Il Giorno dopo andai pure sul quotidiano locale, avevo 14 anni e iniziai da quel giorno ad innamorarmi delle gare.
Ho smesso poi nel 1993, quando ho iniziato a fare questo lavoro, ma la passione della pesca alle trote con la pallina mi è rimasta nel sangue, se devo andare ad un lago, anche oggi, pesco a pallina.
Anche i primi di dicembre, con Ighli Vannucchi, ci troviamo di buon ora sul cancello del lago di Montramito a Viareggio, un piccolo invaso molto carino e con acqua potabile, visto che è alimentato da una cascata di acqua sorgiva che spunta dal monte.
Le trote immesse sono anche buone da mangiare e andare li, ogni tanto, con Ighli, è un mio piacere dello spirito.
Per così dire, ogni tanto mi piace sentirmi un pescatore normale, i titolari del lago non mi conoscono, non mi presento, pago il bigletto come tutti e vi garantisco non è semplice per me pagare quando vado a pesca… anche Ighli è in incognito e si paga i suoi 10 euro.
Mi compro il mio barattolo di camole e via. Ighli invece ci da di spinning, ma gli prometto che oggi lo batterò, pescando con la stessa tecnica di 22 anni fa.
Farò di più: userò anche la stessa pallina di 22 anni fa… lo stesso finale no, altrimenti poi è dura tirar fuori il pesce. Tanto se la strappo la recupero di sicuro, prendo anche la barca, ci sono troppo affezionato a quel galleggiante.
Insomma, faccio il romantico, è freddo, c’è la nebbia come sempre e appena arrivo trovo nel parcheggio del lago un Ape Piaggio carica di panchetti per la pesca al colpo. I due ragazzi in questione, quelli con l’Ape per capirci, uno ha una roubaisienne Maver N57, una canna che costa più che l’Ape!!!
Misteri della vita… inizio a pescare, le trote non mangiano, le carpe si… uno vicino a me prende un luccio di 11,3 kg… con la camola ed il finale del 16, come ha fatto non lo so, se non lo avessi visto non ci crederei. Inizio a prendere pesce solo quando viene buttato, mi sento un vero idiota, odio prendere pesce solo quando viene buttato, ma di solito qui non è così, vabè, devo muovermi, le trote durano poco ed infatti in un quarto d’ora ne prendo 5… Ighli… 4! Battuto!!!
Che soddisfazione, chissà se avrei scritto questo articolo se non riuscivo a prendere una trota più del grande Ighli!
Un caso, fortuna, ma la pallina ha colpito ancora, vedere il sussulto appena la trota mangia e vederla affondare è per me pura magia, una delle poche pesche che quando faccio mi rimanda indietro negli anni, a quel novembre di 22 anni fa, dove vinsi la mia prima gara di pesca importante! W la pesca e buon natale a tutti!
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