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![]() IL SANTERNO D’INVERNO Quando gli impegni agonistici me lo permettono, torno sempre sulle rive del fiume che mi ha visto nascere. Il Santerno, permette di effettuare diverse tecniche di pesca, nella parte alta classificata a salmonidi si può pescare a mosca e spinning (c’è anche una riserva no kill gestita dalla società di pesca a mosca), scendendo verso Castel del Rio è oramai diventata famosa la zona no kill dedica a cavedani e barbi che da oltre 10 anni permette a queste due specie di crescere considerevolmente e a noipescatori di divertirci. Il paesaggio nel periodo primaverile è strepitoso e permette ai pescatori di immergersi per alcune ore in acque limpide e pulite. Durante l’inverno la zona più frequentata è quella nel centro della città dove, il corso più lento del fiume l’aumento di profondità, permetto di pescare anche con temperature gelide ed è proprio qui che voglio portarvi oggi. Domenica 17/02/08 Prima domenica libera da tanto tempo, la temperatura alle 7 di mattina segna –5 gradi, vicino a riva nei tratti più calmi si è formata una leggera patina di ghiaccio, raggiungo un amico che sta gia pescando imbacuccato come l’omino michelin, la “ruby” è in macchina pronta m Nonostante sia nel centro della città questo fiume ti permette di immergerti completamente nella natura,il freddo degl’ultimi giorni ha schiarito molto le acque, decido di pescare in un tratto del fiume con una profondità di circa 4 mt, la corrente è lenta e monto una lenza leggerissima (la nostra società ASD Imolese oramai è diventata famosa per la scelta di pescare ovunque al limite della leggerezza). Sono pronto a pescare, piccole fiondate di bigatti accompagnano la lenza in acqua il galleggio va via liscio per un’ora senza affondare, anche una delle tante anatre presenti sembra prendermi in giro ed inizio a pensare di non bollare. Immagino gia gli sberleffi degli amici che mi raggiungeranno dopo pranzo, quando all’ennesima passata, il galleggiante ha un sussulto e affonda, la lenza, per un attimo, sembra impigliata nel fondo poi l’elastico comincia ad uscire, la felicità di aver agganciato qualcosa si trasforma in preoccupazione quando l’elastico non smette di uscire, penso al terminale del 0.07 e all’amo del 24. E comincio a sudare. Il pesce vira e risale verso monte, le testate che contraddistinguono i cavedani di taglia mi fanno andare su di giri, perché a stimare l’elastico uscito, attaccato al mio amo c’e’ un cavedano extra large, lo r Sono al settimo cielo,non sento più il freddo e i pensieri della settimana si volatilizzano, rido la libertà al cavedano e ricomincio a pescare, incomincio a vedere mangiate e nell’arco del pomeriggio riesco a portare a guadino altri 20 cavedani di taglie che vanno dai 2 etti al mezzo chilo, è sera il sole oramai e’ dietro gli alberi e il freddo si fa pungente ma non riesco ad alzarmi all’ennesima passata aggancio un altro piscione,spero in un altro cavedano ma la partenza e’ di quelle che solo le Carpe possono fare chiudo la giornata cosi con una regina. Questo signori e’ il Santerno, un fiume maltrattato che, grazie all’intervento di noi pescatori, può regalare ancora emozioni anche in giorni invernali e freddi come questo,se vi trovate una mezza giornata e non siete troppo lontani vi consiglio di farci una puntata,non sempre rende cosi ma non si sa mai. Per qualsiasi informazioni utili potete scrivermi a marco72imola@libero.it Oppure passate presso il negozio Profish in via di Vittorio a Imola 0542641596 i due gestori Lino e Moreno potranno darvi tutte le indicazioni del caso.
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