
Affascinante Carinzia
di Roberto Granata
Ancora Austria! Ancora Carinzia!
Per il terzo anno consecutivo sono tornato da queste favolose acque, da questi laghi, fiumi, torrenti e risorgive dove nuotano pesci a non finire, da queste colline verdi con i loro paeselli dove il tempo sembra essersi fermato, dove l’inquinamento non è di casa e gli unici rumori notturni sono quelli di qualche animale nelle stalle, o nel parco vicino all’Hotel Gargantini.
Non è certo la prima volta che ne parliamo ma, credetemi, chi non ha mai provato a trascorrervi una vacanza non può immaginare l’atmosfera che si respira tra questa gente simpatica ed alla buona, cordiale senza essere invadente e, soprattutto, prodiga di ottimi consigli per la pescata che ci aspetta il giorno successivo.
E ne abbiamo proprio bisogno, visto che chi non ha mai pescato nelle acque in concessione a questo hotel, dalla grande Drava agli stupendi laghetti, dal chalk stream (fantastico) al minuscolo torrente Rosenbach, non ha la minima idea di quali (e quanti) pesci possa trovarsi di fronte.
UN PARADISO PER OGNI TECNICA
Le varietà delle acque sopraccennate fa sì che ogni genere di pesca possa essere praticata con profitto e divertimento. La Drava è un grande fiume con un’altrettanta grande varietà di fauna ittica: barbi, cavedani, pighi, nasen (una specie di savetta) e carpe fanno la felicità di pescatori a passata, roubaisienne, ledgering e carpfishing.
Oltre al fatto di cimentarci con specie che in parecchi fiumi italiani che le ospitavano sono ora alquanto rarefatte (soprattutto il pigo e la savetta), dobbiamo considerare la più che concreta possibilità di imbatterci in soggetti dalla taglia davvero super (come dimostrano i numerosi trofei imbalsamati nella sala da pranzo dell’hotel) e, dulcis in fundo, con una quantità di pesci davvero elevata.
Io non pratico queste tecniche, per cui non mi sento di darvi consigli in proposito (ve li daranno senza problemi Adriano Gargantini ed i suoi figli), ma quello che vi posso dire è che pescare troppo leggero da queste parti non conviene proprio, viste le caratteristiche della Drava e soprattutto la taglia media dei pesci che vi vivono.
IL CHALK STREAM
A mio parere, per un amante dello spinning e della mosca stiamo parlando del massimo.
Circa otto chilometri di una stupenda risorgiva, dalle linfe esageratamente trasparenti e pressoché potabili, ospitano un gran numero di salmonidi ed una discreta colonia di temoli.
Dalle fario di mezza spanna a quelle di svariati chili, per non parlare delle iridee da brivido, sembra proprio di pescare in un paradiso.
Tuttavia (ed è giusto che sia così) tanta abbondanza non significa catture ad ogni lancio a chiunque vi immerga un artificiale. L’ambiente stesso impone, anzitutto, un avvicinamento molto cauto.
Prenderemmo comunque in caso contrario qualche trota, ma le più belle e smaliziate (e lo sono) ci priverebbero di certo la gioia della loro cattura.
Questa risorgiva è poi molto infrascata e ricca di situazioni dissimili (cascatelle alternata a spianate con corrente più lenta, tratti con maggiore o minore presenza di vegetazione subacquea ed altro), per cui, oltre ad una sapiente lettura degli spot di pesca, occorrerà essere molto precisi nel lancio, sia per raggiungere gli spot opportuni ma, ancor di più, per permetterci un successivo recupero a regola d’arte. In pratica, quando lancio un artificiale in un corridoio tra la vegetazione subacquea non dovrà solo preoccuparmi di centrare il bersaglio, ma anche e soprattutto di essere in grado di governare l’insidia a dovere nel successivo recupero.
Ricordiamo poi che le cose cambiano, ed anche di molto, a seconda dell’artificiale usato, sia per il fatto di usarlo galleggiante od affondante, sia per il suo modo di lavoro.
In questo stupendo chalk stream vivono anche in buon numero i salmerini, la cui cattura è sempre fonte di soddisfazione. Il loro comportamento sia qui che altrove, da quello che mi sembra di aver notato, si avvicina di più a quello della fario, rispetto all’iridea. Quest’ultima, a patto di fare le cose per bene, è a tratti più feroce, più sfrontata, più “cattiva”.
Esce maggiormente allo scoperto e, pur inseguendo le nostre insidie fin quasi sotto ai piedi, arriva spesso ad attaccarle proprio a pochissima distanza da noi, quando è stata proprio fatta incavolare.
Con la fario invece, benché questi giochetti non siano impossibili, vale più la regola dell’effetto sorpresa.
Passata questa fase avremo sì degli inseguimenti, ma con minori probabilità di attacco rispetto alla “cugina” iridea.
Ed ora passiamo a qualche consiglio sull’attrezzatura da spinning per chi volesse cimentarsi con le trote del Gargantini.
MEGLIO STARE AL SICURO
Portare a riva una trota di svariati chili, per di più in un ambiente come quello descritto, richiede un’attrezzatura all’altezza. Evitiamo le 6 piedi da torrentino che, vista la vegetazione riparia, ci darebbero problemi sia nel lancio che nel recupero.
L’ideale è un attrezzo dai 7 agli 8 piedi che lanci realmente, e soprattutto governi a dovere, artificiali fino a 15-20 grammi, dalla rapidità accentuata.
Un robusto mulinello di taglia 2000-2500 e un ottimo nailon 0,25 od un trecciato di pari tenuta saranno l’ideale. Anche se il diametro della lenza potrebbe apparire esagerato, quando lotterete con certe sberle vi garantisco che non lo sembrerà più.
Un’attrezzatura un poco più leggera, tipo quella che usiamo in torrente, potrà risultare utile invece nel Rosenbach, un altro ottimo itinerario proposto dalla famiglia Gargantini.
 
 
COME ARRIVARCI
Dovremo in ogni modo arrivare a Venezia, dove proseguiremo per Udine e poi Tarvisio. Superato il confine, allo svincolo di Villach svolteremo a destra, in direzione Slovenia. Usciremo a St. Niklas (la prima uscita) da dove proseguiremo per Rosegg e quindi Frog, dove si trova l’AKTIV HOTEL GARGANTINI.
Queste e molte altre informazioni, assieme ad altre belle immagini di pesca e pesci, di natura e di stupendi funghi (l’hotel è meta anche di appassionati fungaioli) le potete trovare sul sito: www.trophyclub.it, assieme al modo di contattare queste squisite persone per un’altrettanta squisita vacanza.
E ne vale davvero la pena.
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