Il sito leader della Pesca Sportiva
Pescareonline

La realizzazione di un sogno, pescare lo Storione Gigante!
Di Gionata Paolicchi

Se avete letto il mio articolo sempre su POL un mese fa che parla della pesca ai salmoni in Canada, vi dovreste ricordare che parlo anche della battuta che abbiamo fatto agli Storioni, ma non Storioni normali, gli Storioni Bianchi (acipenser trasmontanus), pesci che arrivano a pesare oltre tre quintali e cinque metri di lunghezza! Dei mostri, veri mostri, da anni vedo foto su tutte le riviste estere con questi pesci disumani e da anni mi prometto di andare a fare questa pesca, quindi convinco Ighli e dedichiamo due mezze giornate allo Storione.
Un ora di auto da Vancouver ed alle sette di mattina, sotto una leggera pioggia, siamo già in barca sul Fraser River, un fiume immenso, lungo quasi 1400 chilometri e largo in questo punto fino anche ad un chilometro con una media di circa 400 metri, insomma, due volte il nostro Po.

Lo Storione Trasmontanus
Ci sono molte specie di Storione, ma quello che vogliamo insidiare noi in questa battuta di pesca è lo Storione Bianco Gigante o Acipenser Trasmontanus che può arrivare a 100 anni di età, cinque metri di lunghezza ed un peso di 300 kg ed oltre. La femmina è più grande del maschio. Un pesce di due metri e mezzo ha circa quaranta anni e pesa attorno al quintale. Entra nei fiumi in inverno, nonostante la frega inizi in primavera. La risalita, che i maschi compiono prima delle femmine, si arresta a valle dei corsi d'acqua ove la temperatura non sia troppo bassa e la portata troppo scarsa e ove manchino fondali profondi e tranquilli. Le uova (in numero di 20.000 circa per Kg di peso, di colore bruno e del diametro di 3 mm circa) sono deposte in acqua corrente ad una profondità variabile tra i 2 e i 10 mt. Esse aderiscono ai ciottoli ed al substrato del fondo e dopo 3-7 giorni si schiudono. Gli avannotti sono lunghi 10 mm circa. Nel giro di 1-3 anni i giovani storioni scendono al mare, rimanendovi fino all'età riproduttiva intorno ai 7-14 anni.

A pesca
Con la barca di alluminio di Chris, solchiamo il Fraser River a 40 nodi e ci ancoriamo nel mezzo o quasi del fiume, ma prima di ancorarci, Chris controlla attentamente l’ecoscandaglio: l’ecoscandaglio è un mezzo indispensabile per questa pesca, si cercano dei punti che variano tra cinque e dieci metri (in questa stagione, fino a venti metri ed oltre in altri periodi), dove ci siano dei salti di fondo o delle punte (secche). In una giornata di pesca si cambiano anche oltre dieci diversi spot di pesca, ci si ancora, si mettono a poppa quattro canne in pesca, con piombi fino a mezzo chilo di peso, finali di dacron da almeno 200 libbre, il piombo è scorrevole, il pesce non deve sentire attrito quando mangia. Come esca o mazzetti di uova di salmone o piccoli pesci morti, tipo alborellone, o sardina, nel periodo di risalita dei Salmoni nel Fraser, da settembre in poi, si pesca anche con carcasse di Salmone putrefatte, è questo infatti il cibo preferito dai grossi Storioni, che con la loro bocca aspira tutto, sono un po’ come gli spazzini del fiume. Siamo in quattro, quattro canne, ci giochiamo a bim, bum, bam a chi tocca il primo strike, fino all’ultimo della roulette. Io sono il terzo.

Che c… ehm, fortuna!
Eccone una, tocca a Tiziano ma la “padella”. Tocca a Ighli, primo pesce, la canna inarcata, sembra grosso, ma alla fine non arriva a dieci chili. Peschiamo in un correntone impressionante, ci spostiamo più volte, sempre con un occhio all’eco, anzi due, siamo al penultimo spot. E’ il mio turno. Chris mi dice di recuperare perché cambiamo zona, quando si prende in mano la canna, per precauzione si fa sempre uno strike, lo faccio, la canna si piega, credo sia il fondo, ma il filo nella bobina rotante si srotola per un paio di giri, Chris mi urla di ferrare ancora una volta, pesce in canna. Passa il tempo, il pesce mi sembra troppo grosso per queste canne da pesca, non riesco a forzarlo come vorrei, sembra domo, poi riparte, salta, si gira, viene incontro, riparte, io non ce la faccio più, faccio tutto stand up, non voglio sedermi, ma ho dei forti dolori alla schiena dopo oltre venti minuti e mi metto seduto per pochi secondi poi mi rialzo, ce la devo fare, non posso cedere. Sembra stremato, arriva sotto la barca, Chris si prepara alla presa, mettendo la mano in bocca e facendo scivolare lo Storione all’interno di un grosso telo di pvc che viene bagnato e posto a poppa, retto da tue tubi di alluminio che non fanno toccare il fondo della barca al pesce una volta che ci viene riposto.

Chris si allunga, il pesce riparte. Vi giuro che stavo per mollare la canna ad Ighli, ma mi faccio forza, io ho pescato Marlin, Squali, Cernie Giganti, ma non mi ricordo di aver mai faticato tanto. Inoltre ci sono cinque persone che mi urlano: “muoviti che perdiamo il volo!”. Li mando a quel paese, riporto sotto il pesce, Chris lo prende e porta in barca, urlo liberatorio, foto di rito e rilascio. Sono stremato, Chris si scusa con me perché lo screening è rotto e non ha potuto controllare il pesce… che vuol dire? Chiedo numi a Stefano: mi spiega.

Screening e release.
Da diversi anni, tutti i charter pesca che praticano la pesca allo Storione, hanno in dotazione uno scanner che serve per fare lo screening al pesce: con lo scanner, passandolo sopra il pesce, si vede se ha addosso il “chip di taggatura”. Che significa: quando si prende un pesce, se non ha chip addosso, lo si misura, lunghezza, circonferenza e si inserisce tramite un ago, un chip sotto la pelle. Con questo chip sarà possibile studiare il movimento, accrescimento e abitudini degli Storioni. Ne sono stati catalogati sin ora oltre trenta mila. Se ha il chip già addosso, lo si misura comunque e si segna il numero di chip rilevato dallo scanner. Giunti a terra poi, Chris inserirà i dati e potrà verificare quando è stato pescato, quanto era lungo, dove è stato pescato e da chi, insomma, una cosa davvero spettacolare. Mi rammarico quindi di questo, sarei stato curioso di sapere se quel pesce era già stato pescato o no e da chi. Comunque Chris mi dice che quel pesce ha quasi cinquant’anni secondo lui ed è una cattura davvero di cui andare fieri. Rientriamo di corsa, l’aereo ci aspetta, torneremo qui tra cinque giorni.

Seconda giornata di pesca
Eccoci, anche oggi tempo uggioso, io mi astengo dalla pesca, ho già dato e spero che siano gli altri a prendere il pesce. Decide Ighli: non roulette russa, ma ognuno si prende una canna e se lo prende bene, se no amen. Cedo la mia canna ad Ighli. La canna gialla, quella che ha preso il pesce gigante. Ci crederete? Dopo dieci minuti Ighli ha il pesce in canna, ha rimangiato sulla canna gialla… sulla mia! E’ un bel pesce, Ighli lo combatte, ma qui non siamo in piena corrente, stranamente Chris si è messo in una zona d’ombra, a riparo da un isolotto, il fiume qui è un lago, non c’è corrente ed Ighli in dieci minuti porta in barca un bel pesce, mai preso prima (oggi lo scanner c’è…) di un metro e 38 cm. Chris ci mostra l’operazione di inserimento del chip. Foto di rito e rilascio.

Lasciamo spazio a Claudio e Tiziano. Il fiume è sceso di un metro rispetto a pochi giorni fa, Chris decide di portarci nell’hot spot, venti chilometri abbonanti più verso la foce. Dopo pochi minuti siamo in pesca, si vede chiaramente sull’eco il fondo che scende a picco per poi risalire nel mezzo del fiume e si vedono molti archi di pesci… vediamo molte mangiate, sono per lo più pesci di piccola taglia, ma la guida ci dice che i pesci stanno giocando con le esche, cosa che capita, anche perché in questo spot ci pescano di frequente quindi il pesce è più smaliziato. Strike di Tiziano, lo Storione ha mangiato un sacchettino di uova di salmone, lo tiene, fin sotto la barca, quando compie un salto e si slama ma… riesco a scattare una foto incredibile, si vede il pesce saltare e sputare l’esca. Il periodo migliore è di sicuro settembre-novembre, quando i Salmoni risalgono, le catture giornaliere non sono 3-4 pesci, ma anche dieci pesci al giorno, o almeno questo è quello che ci dicono. Anche se Stefano ci dice che siamo fortunati, perché quando Chris innesca le carogne dei Salmoni in barca c’è un odore nauseabondo, ma se il risultato è quello di prendere uno Storione di quattro metri… credo che valga la pena annusare quell’odore!!!

Offerta speciale Pesca allo Storione Gigante bianco sul Fraser River
A tutti gli appassionati di pesca a questo gigante preistorico dei fiumi, Le Reve House Adventure di Stefano Gay, un italiano che vive a Vancouver (www.lerevehouseadventure.com), organizza battute di pesca allo Storione ed ovviamente il soggiorno in British Columbia. Ho trovato con lui un accordo promozionale per la stagione 2008, per cercare di far avvicinare più appassionati possibile alla scoperta di questa meravigliosa pesca. Quindi Stefano Gay applica uno sconto del 10% sul pacchetto che sotto vi mettiamo, sconto riservato ai soci di Gruppo Siluro Italia e Carpfishing Italia.
A partire da questo agosto 2008, Le Reve House riserva un’offerta davvero speciale.

  • 7 giorni di Viaggio con
  • 6 giorni in motel Travelodge a Chilliwack e..
  • 5 giorni di Pesca con guida certificata e barca Jet
  • compreso di Licenze di pesca e attrezzature
  • Trasporto dall’aereoporto di Vancouver a Chilliwack a 100 km A/R

     Prezzo: 1250 Euro (sconto del 10% compreso)
A questa cifra dovrete poi aggiungere il volo, circa 800 euro, dall’Italia a Vancouver e le mance alle guide.

 

 

Home - News - Blog - Tecniche - Itinerari - Prodotti - Esche - Esperti - Campioni - Foto -POL Junior
Newsletter | Forum | Ricette | Gare | Link | Pesci | Video | Acque | Negozi | Contatti | Club | Mercatino | Incontri | Pagine blu

www.pescareonline.it- infopostapescareonline.it
Tutti i diritti riservati

Credits: Marg8.com