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Austria: una tappa obbligata!
Di Gionata Paolicchi

Molti mi chiedono “ma come fai dopo 15 anni a parlare sempre di pesca, ogni mese e come fai a parlare sempre di Austria, dopo 13 anni che ci vai…” Beh, alla prima domanda č difficile rispondere, ma alla seconda no!

Ho aperto la mia Ditta, la GFP Production nel gennaio del 1993, nell’aprile di quell’anno, diventai poi schiavo dell’infernale cellulare, più simile ad un telecomando che ad un telefonino. Due anni dopo, in giugno, per la prima volta mi affacciai in Carinzia, sul Lago Weissensee ed in quella occasione conobbi due persone che nella mia vita e nella mia carriera sono stati fondamentali: Roberto Ripamonti ed Adriano Gargantini. Due fratelli maggiore, che mi hanno insegnato tanto di pesca, di vita e di affari.In questi anni ho scritto poco di pesca, più che altro faccio foto e quando proprio devo scrivere, cosa che odio fare, scrivo di emozioni, racconti, quasi mai di tecnica o di prodotti.

Per me la pesca è amore, passione, divertimento, ho il terrore, sempre avuto, che se mi mettessi a parlare di canne e di mulinelli facendo dei test, questa passione potrebbe passarmi e per me sarebbe la rovina, non riuscirei mai a fare un lavoro se non lo amassi.

Quindi non è facile rispondere alla prima domanda, ma alla seconda, sulla Carinzia, beh, faccio presto a rispondere, in Carinzia mi sento a casa mia, amo quel posto e se non ci vado almeno due volte all’anno mi sento perduto.

La stessa cosa mi succede con Cuba, mia seconda patria, ma li andare non è semplice, ci vogliono 11 ore di aereo, mentre per andare dall’amico Gargantini in Austria mi bastano cinque ore d’auto e per uno che in auto ci vive, è davvero una passeggiata. Tutti gli amici che negli anni ho contagiato con l’Austria e con le riserve di Adriano Gargantini e famiglia tornano puntualmente, alcuni nomi: Roberto Ripamonti, Riccardo Galigani, Milo Colombo, Roberto Granata, Stefano Montone, Luciano Cerchi, Alberto Salvini, Roberto Cazzola e da due anni, anche Iacopo Falsini.

Di sicuro mi sono dimenticato decine di nomi… ma vorrei tagliar corto. Lo scorso anno convinsi, dopo anni di stressamenti Iacopo Falsini, personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni.

Da quel momento, anche in lui è scattato dentro quel qualcosa, che solo quel posto può darti e così anche quest’anno, in luglio, tra un europeo ed un mondiale di pesca, sono riuscito a portare tre giorni Iacopo in Austria. I dettagli della pescata sono esclusiva della rivista per cui lavoro e cioè Pescare, che gentilmente mi concede di pubblicare alcune immagini su questo giro.

Articoli e foto le vedrete poi in edicola tra settembre e novembre. Insomma, alle quattro di mattina, appuntamento all’Osmannoro, parcheggio Olimpia, lascio li la mia carretta e con il nuovo furgone Colmic ci dirigiamo a Frog, Rosegg, Carinzia, Austria, il navigatore ci dice, mancano 485 km alla metà. Come al solito tento il pronostico sull’arrivo, dico le 8 e 15. Passato Bologna, il cartello elettronico ci dice, sono le cinque di mattina, che l’Autostrada è chiusa per un incidente, ma il mio Tom Tom mi fa coraggio, usciamo al casello di Occhiobello e finiamo tra le viuzze della Padania.

Perdiamo 15 minuti, ed infatti alle 8 e 30 siamo in hotel, colazione e via per la Drava piccola. In questi giorni ha piovuto molto e la pioggia ha portato molta acqua di neve, vedo il colore del fiume e non mi piace, metto la pulce nell’orecchio a Iacopo che concorda con me. Ci fermiamo in un posto… proviamo un oretta, non mangia nulla se non un cavedano al primo giro, allora decido di andare subito a Feistriz, Drava Grande, una decina di chilometri più giù di dove siamo adesso…

l’acqua uscendo dalla base dell’invaso creato dalla Diga, sente meno delle variazioni di temperatura, quindi il pesce li mangerà di sicuro.

Ed infatti Iacopo dopo un oretta, mette tutti i pesci della Drava in fila dietro la sua pastura, prendendo in circa quattro ore di pesca una trentina di catture, con breme sino a 3 chili e mezzo di peso, Nasen (tipo Savetta) di bella taglia oltre chilo e mezzo, Cavedani bellissimi e tre pesci di cui abbiamo visto a malapena la targa, di sicuro Barbi o Carpe. La sera ci intratteniamo al tavolo con Gargantini, ma Iacopo è stanco morto, ci organizziamo per l’indomani: voglio portarlo al famoso lago Kuker Au a prendere Carpe, Barbi e Tinche.

Di Carpe ce ne sono molte, con pezzi sino a 20 kg, infatti per il carpfishing questo posto è un paradiso, per i barbi, ci sono circa una cinquantina di pezzi aver tre chili e diverse tinche che però adesso non stanno mangiando… Iacopo pesca all’inglese, fionda pastura e poco dopo l’acqua ribolle.

Prende pesce a ripetizione, una vera orgia di piacere anche perché è pesce vero che tira come un treno. Se non ci fossero dei banchi di alghe che lo ostacolano porterebbe a guadino una carpa di oltre dieci chili, ma dopo essersi avvicinata e fatta vedere, riparte inesorabilmente vesto un cesto di erbai sommersi…

il terzo giorno, sotto il nubifragio, assisto Iacopo in risorgiva a pesca di trote a spinning, sembrava di vedere mio figlio quando gioca con le macchinine, si è divertito come un matto, ma ahimè la pacchia è finita, si torna a casa, ma di sicuro, Iacopo, il prossimo anno, mi porterà qui… non sarò io a portare lui, statene certi!!!


Per info www.trophyclub.it

 

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