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Alieni a Padova
Post messo sul forum di POL

da Jader Lazzari

La colpa era sua, maledetta vocina tentatrice dall'altra parte del filo. "Datti una mossa, la bazza è ad esaurimento..." Da tempo rimuginavo sull'acquisto di una bella bolognese (canna) lunga da cavedani. Quel negoziante amico comune proponeva un offerta a cui non si poteva dire NO, per cui quella Fly Alien di fine carriera, top di produzione italiana e con tutte le carte in regola per fare impallidire fior di marche blasonate, quello splendido bastone da 7 metri era già amore a prima vista. L'ingordigia è una brutta cosa, chissà che freddo avrebbe avuto tutta sola... meglio in compagnia di una 8. E cosi fu. Quel mefistofelico complice corruttore mi aveva traviato e dovevo ricambiare.

Da tempo avevo proposto a Luigi, più mio medico personale vista la professione animalesca che non veterinario dei miei due gatti, l'idea di tradire un giorno lavorativo con una fuga d'amore verso Padova. Uniti nella ricerca della felicità, il terzo complice, il basista Alberto, abile cicerone locale, fortunato abitante della terra dalle acque sane... il Veneto per un pescatore è come amare i motori e vivere a Maranello. All'alba soleggiante di un mercoledì da leoni, l'autostrada scorreva veloce e le quattro frecce di Alberto sul bordo della strada, indicavano quella pasticceria come miglior inizio della giornata. Caffè, paste, chiacchere e baldoria lasciarono presto spazio alla voglia di pescare. Molto sportivamente, i due giannizzeri si offrirono volontari per NON FARE la mega incollata di bigatti e ghiaia, presenti in abbondante quantità, preferendo la panoramica a sfondo culinario delle tanti donzelle che facevano jogging mattutino sulla ciclabile. Il Bacchiglione, già Canale delle Regate, prende il fiato per la sua maestosa opulenza che il colpo d'occhio regala, una massa d'acqua immensa per noi emiliani, abituati a fiumi appenninici spesso ridotti a rigagnoli o a canali di bonifica con ben altra connotazione naturale e piscatoria.

Già a meno di 10 metri da riva, il fondale sorpassa abbondante i 5 metri e la corrente compatta di un acqua perennemente chiara lascia pensare ad un mondo sommerso pieni di abitanti. Ciprinidi argentati scaltri e di ben altra psicologia rispetto ai tanti alloctoni dei nostri canali o, senza nulla togliere al loro peso sportivo, ai baffoni d'importazione dei nostri grandi fiumi. Questo posto, che conosco da anni e mi ricorda pescate degne di pagine di album, non regala nulla e richiede buona generosità da parte dell'offerta mangereccia. I commensali sommersi, solo se stimolati a dovere, forse... ci degneranno della loro attenzione. Stabilizzati finalmente, con occhio al galleggiante e continua osservazione della corrente, ci accorgiamo del livello in calo continuo. Il pesce non è molto collaborativo e sebbene a fatica, qualche gardon, alborella e persico sole lasciano spazio finalmente a sua maestà Il Cavedano. Butto l'occhio ai sassi, l'acqua ricomincia a crescere, rallentando fino quasi ad imballarsi...

Addio costanza... Con grandi e continue variazioni di corrente, oggi, i tre passatisti amanti delle spallinate dovranno soffrire parecchio per cercare di fregare questi cavedani, inventando ed adeguandosi continuamente alle variazioni. Siamo passati dai 3 grammi ai 0.60, ma le sorelle Alien non soffrono minimamente, nemmeno quando una 8 metri viene chiamata a stendere una lenza inferiore al grammo tutta spallinata. Una libidine, amplificata a dismisura quando la piega prende quella sognata, con una bella curva parabolica e progressiva di pessimo gradimento per i cavedani, costretti alla resa ed apparendo in tutta la loro bellezza, con bocche spalancate a fior d'acqua in piena corrente. Spettacolo. Dall'argine appare il miraggio, Greta, con un sorriso per il suo Alberto e tante buone cose in un sacchetto...

Pane, salumi e vini a volontà, temperatura fresca ma gradevole, sole, pace e qualche pesce pur se non troppi... Ma pur sempre meglio una giornata di pesca mediocre che non una splendida giornata che non una splendida giornata di lavoro! La pausa ci rifonde di rinnovata fiducia, belli satolli e con i livelli liquidi al punto giusto. Il pomeriggio vede scatenarsi Luigi sul filo della 8 metri ed incannare una serie di pesci, l'artista esprime al meglio la genetica bolognese. Alberto prende diversi pesci ma vuole il pezzo da 90... si decide, gioca il jolly con un light ledgering che ben presto si trasforma in una mesta passeggiata mostrandoci l'amo aperto e dritto come un spillo! A me succede una cosa strana, di quelle che in certe giornate passerebbe alla storia. Mentre variavo scervellandomi sulla nuova fantasia geometrica per fregare uno squalo argentato, vedo una mezza calata dell'astina arancione. Ferro, piu per riflesso incondizionato che per convinzione.

Dall'acqua parte un quattrotempi diesel con rimorchio dapprima a centro fiume poi si guadagna metri scendendo a valle. Prendo atto che devo immediatamente farmi una passeggiata pure io, arrivando quasi a ridosso di Luigi. E' veramente maestoso, tenendo il possesso palla per circa 10 minuti ma capitolando nel finale fra le maglie ospitali del guadino. E' una cavedana giganta con una pancia smisurata che non oso pensare al peso. Purtroppo la fedina penale del deretano mi cambia colore... l'ho presa per di fuori!!! Per un braccino birichino che ha pizzicato l'amo che scendeva a valle, come un bambino cicciottello su un sacchetto di patatine fritte e con l'altra mano sporca di nutella. La giornata scorre veloce ma manca ancora il clou di giornata...

La nota comica, o tragica? Da valle risale a piedi lungo l'argine, dapprima intortando (o importunando?) Alberto, poi stranamente "graziando" Luigi... arriva da me! "Senta ma cosa sono quelli?" indicando la torta di colla e ghiaia ma senza ascoltare la mia risposta...

"Poverini, ma chissà come soffrono..." Alchè gli dico che tali esseri nascono con un preciso compito e che è fantastico avere opinioni diverse... Lei, la moralizzatrice, comincia a parlare della sofferenza del mondo e dello stadio terminale di un essere umano. La guardo, ridendo ma senza darle spago e lei, per fortuna di entrambi, se ne va cosi come era venuta... Ho quasi rischiato di mancare di rispetto ad una donna... o pseudo tale. Il tramonto ci impone di chiudere i gingilli, nonostante non sarà stata la pescata della storia, siamo tutti e tre felici e sereni. Sono certo che molto presto le Aliene si prenderanno la rivincita. Grazie di cuore a Luigi, Alberto e Greta per la splendida giornata passata.

 

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