
Il Po a Dicembre
Di Zaccaria Australi, nik SIPO
Dicembre 2007, Cremona, il vostro cronista Sipo è pronto a farvi sognare… o almeno così è parso a me... un sogno!
Sono le 9 e il signor Po si presenta con correnti vorticose che creano gorghi anche a riva fra i massi della prismata prescelta, è gonfio e mostra i muscoli, i visi degli amici (questa volta siamo in quattro) sembrano sereni, il mio molto meno, dove si pesca a passata in queste condizioni!?! Tutto è coperto dalla solita nebbiolina, come in un sogno che ancora deve svelare il suo mistero, l’acqua del Po fuma e fra i vortici pare disegnare la figura di un vecchio con la pipa in bocca e lo sguardo rivolto verso noi sembra dire: benvenuti ragazzi, guardiamo che siete in grado di fare oggi!
Ferruccio mi urta con una spalla mentre sta scaricando la macchina, ho uno scossone, ero assorto, lui mi guarda, capisce e sorride, poi diventa più serio, sbrighiamoci dice, ci sono pochi posti e alcuni sono già occupati, altrimenti non si pesca!!
La vestizione, tute ed affini, è un rituale silenzioso, sono già tutti concentrati, io so che da novello del luogo (sono alla seconda uscita), dovrò aspettare che la carovana prenda le mosse, discenda l’argine e si posizioni, prima di prendere posto su loro consiglio.
La mia prima, quindici giorni fa si era svolta in condizioni molto diverse 50 cm. di acqua in meno e temperature da-4 a +15!!
L’emozione più forte era avvenuta quando un pesce si era preso la briga di alleggerire la bobina del mio Shimano di un buon 40/50 metri di 0,28 prima di fermarsi a valle ed impegnarmi in un estenuante recupero fatto del classico “tira e molla”… avevo vinto, ma il pesce si era dimostrato una grossa carpa selvatica, un over 5 il cui ricordo più forte nei giorni seguenti era stato il riacutizzarsi di vecchie patologie… epicondilite (gomito del tennista) periartrite alla spalla destra (sul bugiardino degli antinfiammatorii a controindicazioni dovrebbero scrivere: inutili se si usano attrezzi da pesca rigidi!!)
Fra i postumi anche la delusione che non fosse il barbo della vita!
Erano giunti poi alcuni barbi sopra i 2kg, e un poco meritato, ma gradito (a parte i commenti) 2,7 preso con la canna di 5 mt. di Ferruccio che a fine pescata si era offerto di insegnarmi la pesca con il pasturatore a scarroccio, era bastata la prima “passata” e relativa ferrata sulla tocca nitida del tracciato, che tenevo sulla mano sinistra per portarmi dopo aver parato le sfuriate del pesce al record di giornata!! Come dire massimo risultato con il minimo sforzo… o si chiama diversamente come sostenevano gli amici!
Oggi non penso mi cederà l’attrezzo e in ogni caso sono determinato a far da me!
Prendo posizione più a valle di tutti, ma la mia 6mt. la LETHAL della COLMIC si dimostra subito corta, pesco praticamente sulla prismata sommersa e sia la pasturazione a retine che si infila negli anfratti, sia il mio galleggiante da 20 gr.che si inabissa ogni 2 metri per gli incagli, consiglierebbero un cambio di posizione o di strategia, ma sia il primo, impossibilitato dalla serrata fila di pescatori a monte, sia seconda, negata dalla mancanza di una 7 che di una canna da ledgering, mi obbligano all’unica soluzione: una passata più larga con la 6, per fortuna più in fuori niente incagli, anche se il tutto risulta un po’ fuori controllo!
Passa un’ora prima del “lieto evento”: un secco affondamento del galleggiante e una sensazione di “fondo animato” molto piacevole! Sicuro del terminale del 24 e della potenza della canna, forzo la battaglia sin dagli inizi portando, dopo due violente sfuriate il pesce sotto canna, ma quando il grosso galleggiante è ormai fuori acqua, tutto si pianta, la corrente fa vibrare forte l’asta del medesimo e mi sorge il dubbio che il barbo si sia piantato dietro qualche masso, fra le opzioni scelgo”la pagliuzza più corta”… accorcio la distanza vetta galleggiante e forzo a due mani, la canna, (per quel che gli concede la sua natura) piega, poi la mossa inaspettata, la LETHAL si allenta all’improvviso, segue una testata terribile “alla Zidane” che sbatte il vettino sull’acqua, poi tutto torna violentemente in alto, canna, galleggiante e amo a grub del 10 che mi dondola davanti agli occhi come il pendolo di un ipnotizzatore… naturalmente APERTO!
Non credo a me e alla mia dabbenaggine avere un avversario così in lenza e perderlo alla va o la spacca!!! Gli altri stanno mettendo in nassa barbi over 2, sento i commenti a monte… questo sarà 2,5… anche questo!
Riprendo a pescare passa una buona mezz’ora, poi di nuovo in batteria, questa volta gioco la partita con molta più accortezza e le difficoltà vere arrivano solo al momento della guadinatura, quando il grosso barbo che si presenta alla bocca del generoso guadino, complice la corrente, riesce per 2 volte a riuscirne con vigorosi colpi di coda, alla fine è dentro, lo prendo con 2 mani… non si sa mai… la bilancia digitale dichiara 3,100 è il mio personale per un etto, sono felice, lo grido agli amici, i commenti benevoli… sono di chi può permetterselo avendo i personali a 3,5!! Le catture sono scarse per tutti ma la taglia è al TOP.
Ferruccio perde a breve distanza una dura battaglia con un pesce quando ormai lo aveva condotto sotto riva… di lì a poco mentre io sono a telefono con BEPPE da MONGHIDORO, che questa volta non ci ha seguito, è di nuovo con la 6 a due mani piegata ad arco, quando vedo la silouette del barbo nel guadino comunico a Beppe che il suo personale e record del gruppo (3,7) è a forte rischio… la bilancia non mi smentisce è un 4,260 che lascia piacevolmente basiti… i riti “propiziatori” a Beppe non sono bastati!
E’ sempre così, non c’è niente di male, chi manca all’appello, ha tutto il diritto di mettere in gioco la sincera speranza di non mancare proprio il giorno “della pescata dell’anno”… e come nella più classica delle ROULETTE o vince o perde, basta non resti “rancore” ma una sana voglia di rivincita, che gli altri sicuramente aiuteranno!
In giornata anche Leo con la sua VERET da 7 mt. ha un’incontro del “terzo tipo” la sua canna disegna un arco all’orizzonte, prima di abbassarsi ripetutamente sotto le bordate del pesce, è battaglia pura ma anche questo avversario si arrende ed è un over 4 anche per lui!!
Ne seguirà anche un 3,7 veramente bello! Anche Marcello a fine serata segnerà il suo personale con un altro 3,100! Quattro pescatori… quattro PERSONAL-BEST!
Che aggiungere… forse due riflessioni:
1° La taglia del BARBUS-BARBUS del PO sta crescendo in maniera esponenziale, non basta più il solito braccio disteso con la mano a taglio sulla spalla, per descrivere agli assenti la taglia del pesce preso, si va verso il pescatore da vignetta, quello per intenderci “a cristo in croce”!!!
2°Anche l’italica Bolognese con la tecnica della passata, se ben eseguita, non ha nulla da invidiare all’anglosassone Ledgering… CIVITA non me ne voglia!
Ciao a tutti dal vs. corrispondente SIPO con la testa al settimo cielo ma con i piedi saldamente a MOLLO!!!
P.S.
Un consiglio utile per chi volesse calcare le orme….
( BLU BAR via Martiri Duchi e Molinari n°21 Castelvetro Piacentino)... ha della pasticceria che fa dimenticare anche qualche delusione sempre in agguato…
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