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Il vertical jigging sull'isola di Sal
Di Simone Bini, foto Gionata Paolicchi

Una mattina di novembre, in compagnia degli amici del Fishing Dream, a bordo di una delle loro imbarcazioni, lasciamo gli ormeggi per una sessione di pesca a vertical jigging.
Una tecnica di pesca innovativa, nata in Giappone, che oggi riscuote un notevole successo da parte degli appassionati. In compagnia di Ubaldo, una delle guide del charter, di Roberto Ripamonti e di Gionata Paolicchi, raggiungiamo in circa un’ora di navigazione una secca al largo dell’isola, dove spesso i pescatori locali catturano, utilizzando la lenza a mano, grossi pesci tra cui anche le Ricciole. Vista la forte corrente, Ubaldo, che è indubbiamente la guida di pesca più competente dell’isola grazie ai suoi anni dedicati a questa attività, decide di impiegare l’ancora galleggiante per rallentare lo scarroccio della barca. Come attrezzature, utilizziamo le nuove canne da jigging della Shimano e come mulinelli gli Stella 10000 con sopra montata la treccia da 50 lb Orakel di Tubertini. Con noi abbiamo portato diverse esche della Williamson, della Shout e della Maria, con un peso compreso tra i 200 ed i 400 gr.
In Italia questa tecnica ha dato buoni risultati, ma in queste acque è indubbiamente più redditizia, anche se è fondamentale l’utilizzo di strumentazioni quali il gps e l’ecoscandaglio, per cercare i punti strategici dove si registra il passaggio dei pelagici.


Questa tecnica, a differenza di altre, deve esser fatta sui pesci ed è quindi molto importante il ruolo del comandante dell’imbarcazione che, con i motori accesi, può aiutarci a mantenere sempre le nostre esche in verticale. Utilizziamo circa 8 metri di fluoro carbon da 50 lb che collegano il tracciato alla nostra esca; in queste zone è consigliabile utilizzare fili e tracciati di grossi diametri, vista la presenza di grossi esemplari.
Dopo aver scandagliato il fondale, iniziamo a calare le nostre esche su un fondale di circa 50 mt; l’azione di recupero viene variata a seconda dell’esca e della specie che andremo ad insidiare. Infatti per catturare le Ricciole o i pelagici in genere, andremo ad imprimere sulla canna un recupero molto veloce, alternato da gercate che simboleggiano la fuga di un piccolo pesce; se invece cercheremo le cernie, il recupero deve esser fatto più lento e l’esca fatta risalire circa dieci metri dal fondale, per poi ricadere nuovamente.
In questo modo riusciremo a scandagliare con il nostro artificiale una superficie maggiore, evitando di perdere alcuni ostacoli sommersi o franate che riservano sempre grandi sorprese.
Nelle mie sessioni a vertical, ho constatato che la maggior parte degli attacchi si regista quando l’esca batte sul fondale oppure dopo due o tre azioni di recupero.


Come assist look utilizziamo anche quelli della Shout, costituiti da cavo d’acciaio e amo 5/0 che consentono di impedire ai denti dei predatori di lacerare il nostro piccolo terminale.
Nell’attacco, il predatore risucchia completamente l’esca creando un sotto vuoto della cavità orale e quindi l’amo riesce a penetrare senza grossi problemi, ma possiamo tranquillamente applicarne anche due montati in serie. Improvvisamente, mentre stiamo scherzando, Roberto si trova impegnato nel recupero di un esemplare di buona taglia, si tratta di una Ricciola che, appena emerge in superficie, risulta essere circa 2 Kg.


Un esemplare caratterizzato da una bellissima livrea che dalle sfuriate che manifestava nel recupero credevamo fosse di taglia maggiore, ma a quella profondità è sempre difficile fare una stima in diretta. In questi luoghi si registrano anche catture di grosse Ricciole che superano abbondantemente anche i 40 Kg e quindi vi consiglio di posizionare alla canna un cordino che, collegato ad una bitta, in caso di un attacco di una grossa preda,impedisce di perdere la vostra attrezzature, vista la forza che manifestano. In Giappone i pescatori di jigging effettuano una ginnastica preparatoria prima di andare a pesca, perché questa tecnica richiede un notevole sforzo fisico e dei movimenti appropriati, evitando così strappi muscolari o eventuali ernie.


 L’utilizzo di esche da 300-400 gr, vi assicuro che è molto impegnativo; infatti nel caso che la nostra esca sia attaccata dopo un’ora di recupero, improvvisamente, possiamo rischiare anche di farci del male, quindi è importante rimanere concentrati effettuando ogni tanto delle soste.
In modo quasi incredibile iniziamo a pescare dei pesci palla: le catture di questa specie si susseguono e stranamente l’amo è sempre al di fuori della cavità orale che è costituita da un vero e proprio becco; quindi, si ipotizza che, essendo incuriositi da questo corpo estraneo, i pesci palla cercano di beccarlo e rimangono allamati ai lati della bocca.


Il moto ondoso, rende difficile l’azione di pesca; il rollio della barca rischia di farci cadere, quando sulla mia esca, appena caduta sul fondale, avverto un attacco: si tratta di una cernia che, appena emerge in superficie, risulta essere circa 3 Kg.
La soddisfazione è tanta,ma a causa del moto ondoso in aumento, siamo costretti a rientrare.
La giornata di pesca si conclude positivamente, anche se il nostro desiderio era quello di catturare esemplari di pezzature più importanti. Purtroppo, però, non è stato così.
Ci siamo ripromessi di ritornare ed affrontare con ancora maggiore impegno questa tecnica che, sicuramente, può regalare prede indimenticabili.


Alcuni amici si sono recati sulla vicina isola di Boavista dove è presente una secca a 38-40 mt che emerge da un fondale di 300 mt ed hanno catturato 3 ricciole meravigliose, che pesavano dai venti ai venticinque chilogrammi ciascuna.
Gli amici del charter a breve saranno presenti anche sull’isola di Boavista con imbarcazioni e appartamenti, che verranno messi a disposizione per i vostri soggiorni di pesca.
Sull’isola di Sal, il charter ha acquistato all’inizio dell’anno una nuova imbarcazione di 12 mt che permetterà ai pescatori di raggiungere anche le altre isole dell’arcipelago di Capo Verde per effettuare divertenti sessioni di pesca, tra cui quella ai marlin che sono la preda di maggior interesse per i frequentatori di queste isole stupende.

Per info:http://www.fishingdream.it e http://www.fishingdream.eu

 

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