
Vertical jigging e kabura nel nord della Sardegna con gli amici della Palau Mare
di Simone Bini
Ad inizio Ottobre, parto per la Sardegna per raggiungere gli amici della Palau Mare, noto charter di pesca ed imbarcazioni situato nel nord dell’isola, per effettuare dei servizi su varie tecniche di pesca nelle ricche acque che circondano l’isola. Dopo un’attenta analisi meteo,decido la data della partenza e, finalmente,arrivo a Palau dove incontro Roberto Pizzi, titolare del charter, e Andrea, pescatore di traina da molti anni. E’ mattina:il tempo di fare colazione e subito partiamo per raggiungere le zone di pesca, fra l’arcipelago della Maddalena e le Bocche di Bonifacio.
A bordo di una barca a vela di dodici metri, mezzo che il charter mette da quest’anno a disposizione come appoggio durante le giornate di pesca, raggiungiamo l’isola di Spargi, dove sono presenti delle boe per ormeggiare la barca. Con un gommone attrezzato per la pesca, in dieci minuti giungiamo sulle secche dove, quotidianamente, gli appassionati riescono a catturare prede anche da record; oggi pescheremo con la tecnica del vertical jigging e del kabura jig, due novità con le quali si possono registrare interessanticatture.
Dopo aver scandagliato accuratamente alcune zone dell’ arcipelago della Maddalena, iniziamo a calare le nostre esche, effettuando il tipico movimento di recupero in verticale, alla ricerca dei predatori.
A causa delle forti correnti presenti costantemente in queste acque, utilizziamo grammature che variano dai 200 ai 300 gr., riuscendo così a tagliare la colonna d’acqua rimanendo in posizione verticale.
In questi giorni sono state catturate grosse ricciole e dentici; quindi, ci auguriamo di poter vivere le e mozioni di qualche strike con prede importanti. Dopo circa un’ora, localizziamo nei pressi della secca del Perduto, a poche miglia dalla Corsica, un punto dove il fondale è fangoso con alcune rocce, luogo ideale per la presenza di paraghi, pagelli e capponi. Peschiamo su un fondale di circa 60 metri; qui, ad avere successo, risulta essere il Kabura, un’esca di piombo con forme diverse, dotata di lunghe codine in lattice di gomma o silicone, che in acqua ha un nuoto molto simile a quello di un piccolo moscardino.
Questa esca è dotata di due piccoli assist hook dorati del numero 1, montati su un sottile braided ; le colorazioni della livrea sono molto curate. Sono artificiali specificatamente dedicati alla pesca sul fondo degli sparidi come pagelli, pagri, orate, tanute; non viene esclusa quindi nessuna delle specie che abitano i nostri fondali. Gli amici Andrea e Roberto avvertono subito la presenza sul fondale di esemplari anche interessanti e, quindi, cerchiamo di effettuare un movimento di polso consentendo così alla nostra esca di poter alzare la nuvoletta di fango che spesso risulta essere un richiamo eccezionale.
Improvvisamente, Roberto si trova impegnato nel recupero di un pesce molto divertente che,a giudicare dalle forti testate sembra essere un dentice, ma non appena arriva in superficie risulta invece essere un parago bellissimo.
Andrea cattura un altro pesce: un grosso cappone, che si caratterizza per la sua livrea di colore arancione.
Decidiamo di aggiungere alla nostra esca piccole strisce di calamaro fresco, cosicché risulta essere molto più catturante. Inizia una divertente successione di strike, anche con esemplari di pezzatura interessante; con questa tecnica sono molteplici le specie ittiche che si possono catturare.
Ancora una volta le acque della Sardegna risultano essere ricche di specie che, grazie alle correnti e alla conformazione dei fondali, amano sostare anche per lunghi periodi risultando essere specie stanziali.
La conferma ce l’ho quando la mia esca da vertical jigging Blue Fame Maria, di colore oro e verde da 210 gr., viene voracemente aggredita da un grosso dentice che mi permette di effettuare un diverte combattimento. Nel vertical gli attacchi ai nostri jig si registrano per frenesia alimentare, istinto o invasione di territorio. Il dentice è una preda che aggredisce qualunque elemento estraneo che si presenta nel suo territorio, un predatore ricercato dagli appassionati che si caratterizza anche per la qualità delle sue carni..
Vertical jigging e Kabura sono due tecniche di pesca sicuramente redditizie e divertenti, in quanto ti consentono di avvertire in diretta l’abboccata del predatore.
Sono sicuramente tecniche destinate ad una piccola nicchia di appassionati in quanto richiedono l’utilizzo di un’imbarcazione, la conoscenza delle zone di pesca, una buona conoscenza delle strumentazioni di bordo ed infine un importante sforzo fisico da non sottovalutare.
A fronte delle problematicità appena evidenziate, vi assicuro che gli strike sono veramente emozionanti : dal blu non sappiamo mai quale predatore possa emergere in superficie.
Il charter è attrezzato anche per queste tecniche che potranno esser inserite in concomitanza della classica traina con il vivo o bolentino di profondità.
Rientriamo a pranzo sulla barca a vela, ottimo appoggio per le nostre giornate di pesca; su questo mezzo ci sono anche tre cabine e, quindi, la possibilità di dormire dopo la pesca.
Avvolti nel confort più completo,si possono utilizzare i servizi igienici, rilassarsi e degustare il pesce appena pescato in compagnia degli amici. Inoltre, su richiesta, viene messo in appoggio un bellissimo Pursuit di 9 metri chiamato Pepita che consente spostamenti più lunghi e, in situazioni di mare mosso, di garantire l’escursione. Sono molteplici le opzioni offerte ai clienti; ritengo che questa sia una tra quelle più interessanti, permettendo di poter vivere il mare a 360°.
La professionalità e le competenze delle guide di pesca sono determinanti per la buona riuscita della vacanza permeata dalla passione per la pesca sportiva.
Da circa venti anni Palau Mare offre interessanti escursioni di pesca anche personalizzate in base alle richieste del cliente. Un charter di grande qualità con barche da pesca, gommoni e barche a vela, situato in un luogo dove il mare ed i suoi paesaggi sono sicuramente l’aspetto più importante per una divertente vacanza. Nei servizi di charter di pesca, spesso le carenze possono compromettere il divertimento dei clienti; non si può certo dire questo riferendosi alla Palau Mare che, ritengo rappresenti un esempio di organizzazione ed efficienza per le tante strutture di questo tipo.
Il cliente viene seguito dal suo arrivo sull’isola mettendolo subito a suo agio; ritengo che quest’aspetto sia molto importante. Inoltre la struttura mette a disposizione le attrezzature da pesca.
Per raggiungere la Sardegna, si può volare con Meridiana per l’aeroporto di Olbia oppure via mare con Sardinia Ferries o Moby Lines.
Per raggiungere Palau in auto, da Golfo Aranci sono circa 40 minuti, mentre da Olbia circa un’ora.
I clienti che decidono di arrivare in aereo dovranno richiedere il servizio taxi alla Palau Mare, al momento della prenotazione dell’uscita di pesca.
Per dormire e mangiare a Palau, il charter ha alcune convenzioni con alberghi e ristoranti; a seconda delle esigenze,il cliente verrà consigliato sulla base di un ventaglio di strutture diverse.
Roberto Pizzi, titolare della Palau Mare, con la sua grande esperienza e disponibilità, ritengo che sia una persona squisita con la quale è un piacere trascorrere giornate di pesca ;i suoi consigli ed i suoi racconti che hanno contribuito a rendere questo centro un punto di riferimento per gli amanti del mare e della pesca.
Ringrazio pubblicamente per il soggiorno indimenticabile trascorso in Sardegna, augurando a ciascuno di voi di vivere le solite emozioni che, solo tra appassionati di mare e di pesca, riusciamo a trasmetterci.
Per info e prenotazioni
www.palaumare.it
Roberto Pizzi 338-7174863 |