
A traina con il Merendero
di Simone Bini
In compagnia di alcuni amici, decidiamo di effettuare una sessione di pesca a traina con il vivo all’isola di Giannutri, alla ricerca di dentici e ricciole.
Arrivati a Porto Ercole, la prima sosta è dall’amico Massimo, titolare del ristorante Merendero, locale tipico dove si può degustare un’eccezionale pizza cotta a legna. Il locale è luogo di incontro per i molti appassionati di pesca.
E’ indubbiamente un ristorante particolare per gli amanti del mare; qui siamo coinvolti dai racconti di pesca di Massimo che, oltre che ad essere un bravissimo pizzaiolo, pratica ormai da anni la tecnica della traina con il vivo, con ottimi risultati.
Da Porto Ercole, ci dirigeremo a Giannutri,un’isola incontaminata dove il mare è indubbiamente l’elemento dominante: i suoi fondali ricchi di specie ittiche, vengono esplorati giornalmente da molti sub che decidono di effettuare immersioni accompagnati dai molti charter della zona.
La valorizzazione di questo angolo di paradiso, è indubbiamente dovuta dall’area marina protetta che avvolge l’isola vietando navigazione, pesca e, nella zona A, anche le immersioni.
Sono solamente due le zone dove si può accedere e pescare; essendo confinanti con il parco marino, che rappresenta il polmone dell’isola,qui molte specie ittiche sono stanziali.
Indubbiamente il controllo esercitato dalle autorità competenti sull’isola, aiuta a dissuadere gli eventuali tentativi di pesca illegale che potrebbero avere un impatto ambientale sull’ecosistema marino.
Frequento spesso quest’isola e uno tra gli aspetti più belli è indubbiamente legato ai suoi tramonti pittoreschi, che assumono colorazioni uniche. Accompagnati dai gabbiani, abbondantemente presenti sull’isola, se si decide di effettuare un’escursione a piedi, si può ammirare il paesaggio che si presenta selvaggio, brullo ma con un’essenza particolare.
Un’isola, Giannutri, abitata durante il periodo invernale da circa 9 persone, mentre nei mesi estivi si registra un notevole aumento di presenze, rimanendo tuttavia sempre un numero molto basso di visitatori, riuscendo così a salvaguardare l’ambiente. Sull’isola sono presenti un market ed un ristorante. Per visitare Giannutri, vengono effettuate escursioni giornaliere con barconi che partono da Porto Santo Stefano, Castiglione della Pescaia e Porto Ercole.
E’ possibile,inoltre, noleggiare imbarcazioni e, da circa un mese, a Porto Ercole, al centro del porto, il noleggio Gerardo Crisali dispone di cinque gommoni attrezzati per la pesca, con motore da 40 cc, porta-canne ed ecoscandaglio che, ad un prezzo particolarmente vantaggioso, potrete utilizzare per divertenti giornate di pesca alle isole di Giannutri e del Giglio.
Dopo aver deciso la zona di pesca, decidiamo di partire per l’isola di Giannutri che si raggiunge con un’andatura sostenuta in circa 30 minuti da Porto Ercole.
Uscendo dal porto, reperiamo l’esca viva che, oggi, è costituita da seppie vive, gentilmente consegnateci da un anziano pescatore che, giornalmente, effettua questa pesca fuori dall’area portuale. “Adesso possiamo partire”- queste le parole dell’amico Massimo che, con grande gioia, riesce ad entusiasmare tutti i componenti dell’equipaggio.
A bordo dell’attrezzato fisherman da pesca, messo a disposizione dall’amico Simone di Perugia, giungiamo a Giannutri.
Quest’imbarcazione americana, è dotata di una vasca del vivo che, nella parte frontale, ha un oblò per monitorare lo stato delle esche: un vero e proprio acquario dal quale riusciamo ad osservare le nostre seppie. La pesca a traina è una tecnica di pesca che ritengo che impegnativa, perché richiede una buona conoscenza della zona di pesca ed un’attenta analisi, per mezzo dell’ecoscandaglio, dei fondali per cercare di localizzare secche, franate e relitti: sono questi i siti dove, spesso, stazionano i nostri amati predatori.
E’ importante, inoltre, che l’andatura non sia sostenuta: consigliamo circa un nodo. E’ importante che il comandante abbia una buona dimestichezza con le strumentazioni di bordo.
Molteplici sono le montature che possiamo effettuare: oggi, peschiamo con canne da 15 lb dove applicheremo un piombo guardiano da un chilogrammo ed un terminale di circa dieci metri .
La nostra seppia, improvvisamente, viene morsa ;è un momento particolarmente delicato, perché dopo due o tre aggressioni la nostra canna si flette e Massimo, con un’attenta ferrata, inizia a combattere un esemplare di pezzatura interessante.
Si tratta di un dentice che esercita colpi improvvisi sulla vetta della nostra canna;inizia, quindi, la classica azione di recupero di un grosso dentice che, non appena emerge, viene salpato a bordo e risulta essere del peso di circa 5 Kg.
L’entusiasmo, a bordo, avvolge tutto l’equipaggio e soprattutto l’amico Massimo, il quale, dopo aver slamato la sua preda, mostra la tipica colorazione della livrea; contatta i suoi familiari al ristorante di porto Ercole, invitandoli ad accendere il forno a legna.
Massimo,infatti,decide di invitarci a cena per degustare questo bellissimo pesce al forno con le patate. Rientriamo dalla battuta di pesca e ci raduniamo per la cena: le nostre esperienze diventano un momento di aggregazione, che si prolunga fino a tarda notte.
La passione perla pesca è indubbiamente grande, come grandi sono le emozioni che costantemente questo sport riesce a regalarci e che rimangono indelebili in ognuno di noi.
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