
Autunno da Temoli, anzi, di Temoli d’oro!!!
Di Alberto Gargantini www.trophyclub.it
Senti parlare di Austria, le prime cose che ti saltano per la testa, sono: lo sci, che è lo sport nazionale, la buona birra, e la pesca al temolo, si perché in questa bellissima terra, scorrono di sicuro i maggiori fiumi europei per la pesca al temolo, l’Inn, la Traun e la Drava.
Quest’ultima sarà teatro della nostra battuta di pesca al temolo, visto che da un anno a questa parte, l’ Aktiv Hotel Gargantini ha acquisito la riserva più esclusiva della Drava, per lanciarla e viste le potenzialità che offre, farla diventare una riserva da temoli unica in Europa.
Tutti conoscono il fiume Drava per i suoi grossi barbi, breme e nasen, ma a monte della cittadina di Spittal, il fiume si presenta come un grosso torrente di fondovalle, largo circa 20/25 m, con profondità media di 80/90 cm, caratterizzato da forti correnti, che formano bellissimi raschi, insomma l’habitat ideale per il temolo.
L’alta valle della Drava si trova in una zona molto suggestiva, con boschi di abeti che lambiscono gli argini del fiume, tipici paesini austriaci, che qua e la sorgono ai piedi delle imponenti montagne della catena Kreuzeck, con cime che superano anche i 2500 m s.l.m., fiumi e torrenti limpidissimi, praticamente potabili, e pensare che siamo a soli 50 km dal confine italiano, un vero paradiso.
Ma ora andiamo a pesca, finalmente, il livello del fiume comincia ad abbassarsi, l’acqua diventa sempre più azzurra, il fiume rientra nei suoi argini, iniziano a formarsi buche e raschi e si riscopre il suo carattere torrentizio. Infatti durante il periodo estivo tra temporali e l’ormai sempre più incessante disgelo, il fiume risulta impraticabile per ogni tipo di pesca. La stagione di pesca in questo tratto di Drava comincia verso fine settembre e si protrae per tutto l’inverno, fino a metà aprile circa, in questo periodo il fiume è nelle condizioni ottimali, e dopo una lunga attesa di quasi 5 mesi, finalmente iniziamo a pescare in questa magnifica riserva tutta da scoprire.
La riserva di pesca, è lunga ben 7 km e comprende tutte e due le sponde, il fiume qui, scorre in una zona ancora selvaggia, infatti gli accessi per accedervi sono pochi, a dimostrazione del fatto che qui non ci pesca praticamente nessuno da anni, oltre ai temoli, la Drava qui è popolata anche da trote fario, da bellissime iridee selvatiche e dall’huco.
Dal caratteristico ponte di legno di Radlach, a scendere, il fiume offre scenari da favola, in pieno stile British Columbia, cambiando repentinamente, nel giro di pochi metri si passa dal raschio veloce, dove bollano trote e temoli, alla buca profonda, dove può nascondersi il re di queste acque, l’huco; il gigante dei fiumi austriaci, è un salmonide che può raggiungere taglie impressionanti, vive nelle buche e nelle zone di maggior fondale del fiume, per poi spostarsi sui raschi per cibarsi di trote e temoli, e per la riproduzione; il fiume Drava detiene il primato per gli huco più grossi a livello mondiale, infatti a poche decine di km da qui, nel 2004 è stato catturato il record del mondo, un pesce di ben 35 kg e mezzo.
Ogni anno, vengono catturati dai pescatori locali, esemplari di oltre 25 kg di peso, la pesca all’huco si svolge solo d’inverno nei mesi di dicembre e gennaio, è una pesca di ricerca, che quasi sempre porta a dei clamorosi “cappotti”, lo si può insidiare sia a streamer che a spinning, bisogna essere molto costanti e pazienti, i veri pescatori di huco vanno a pesca tutti i giorni e sempre in orari diversi, fino anche a notte fonda. Dopo questa doverosa parentesi sull’huco, parliamo invece della pesca dei nostri amati temoli, il temolo qui è il pesce più presente, occupa un ruolo importantissimo nel delicato ecosistema del fiume, infatti oltre ad essere il pesce foraggio per l’huco, è colui che si ciba delle larve di friganea, il fondo del fiume qui è ne letteralmente tappezzato, e di tutti gli insetti acquatici e non, che gli capitano a tiro; oltre alle larve di friganea, chiamate anche portasassi, il temolo qui si ciba di effimere e plecotteri.
In questo tratto di Drava, la tecnica migliore per insidiare il temolo, è di sicuro la pesca a ninfa, specialmente se si vuole tentare il bestione, visto che in queste acque, temoli oltre i 50 cm non sono una rarità. Anche la pesca con la mosca secca in alcuni frangenti della giornata, può rivelarsi molto catturante, quindi penso che il sistema migliore è, pescare a ninfa e, nei momenti di più attività a galla e di schiusa, di divertirsi a secca.
Come attrezzatura direi, di usare una canna polivalente, che vada bene sia per pescare a ninfa, oppure a sommersa e secca, quindi una 8.6/9 piedi, con coda #5 è il massimo.
L’azione di pesca si svolge prevalentemente a scendere, ho scelto la sponda destra, che è quella che offre le maggiori opportunità, sia come posti di pesca, che come spazio per lanciare. Inizio a pescare nella parte alta della riserva, il fiume qui non è molto profondo, ed è caratterizzato da correnti veloci, mi metto all’inizio di un bel raschio, che precede un’ampia curva del fiume, con relativa prismata sulla sponda opposta, appena sotto la prismata, la profondità cambia, l’acqua è più profonda e il blu di sicuro nasconde qualche bel temolo, come detto prima, comincio dal raschio, che nelle ore mattutine regala sempre belle emozioni.
Cerco di entrare in acqua il meno possibile, voglio pescare vicino, e con la mia ninfa, inizio a sondare una zona con forte corrente, ho montato un imitazione di portasassi con testina in tungsteno, color verde oliva, conoscendo la Drava, a ninfa non monto mai tip al di sotto dello 0,18 mm, le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e non voglio rotture inutili.
I primi lanci sono sempre i più emozionanti, e ancor di più lo sono, se si pesca in un posto per la prima volta dopo mesi di pausa, ci si aspetta anche di prendere qualcosa di bello subito, dopo la foga iniziale, finalmente inizio a pescare seriamente.
Il primo pesce è una vivacissima trota iridea, presa proprio sotto i piedi, allungo un po’ il tiro e lancio la ninfa su un filo di corrente molto interessante, dietro ad un sasso che taglia un po’ la corrente, ha proprio l’aria di essere un buon posto, infatti prendo subito un bel temolotto, che si difende arduamente, lo slamo e lo rilascio con cura, nuota per qualche secondo accanto al mio piede e poi scompare, sulle mie mani sento il suo tipico profumo, è un emozione unica!
Prendo un altro paio di temoli, dalla livrea stupenda, poi decido di spostarmi un po’ più a valle, verso la buca, il fiume qui è più profondo, i miei lanci sono un po’ più lunghi e diretti verso monte, cosi la mia piccola ninfa, ha più tempo per affondare e quando passa davanti a me è gia in pesca da qualche metro, comunque in ogni caso, anche qui, le passate devono essere corte e veloci, a causa della forte corrente.
Il primo bel temolo non si fa attendere molto, 42 cm di bellezza assoluta, faccio una foto e lo rilascio subito, nella buca le catture si susseguono, c’è anche un accenno di schiusa di effimere, prendo 2 temoli e qualche trotella, con una piccola maifly a galla, però manca il bestione, decido di andare più sotto, dove la corrente batte contro la prismata e il fondo del fiume è nero.
Dopo qualche passaggio radendo il fondo, sento una forte vibrazione sulla punta della canna, lo strike indicator scompare, è un pesce grosso, dalla mangiata direi temolo, mi parte subito in mezzo al fiume risalendo la corrente, salta come un dannato e dopo la sfuriata iniziale, comincia ad andare verso valle, l’adrenalina sale sempre di più e la paura di perderlo aumenta, per questo, cerco di assecondare le sue fughe seguendolo, piano piano cerco di tirarlo verso riva, lo spiaggio con delicatezza, alla fine non oppone molta resistenza, è scurissimo, è un vecchia femmina, la misuro è ben 52 cm!
Non è il mio record, però la soddisfazione è ai massimi livelli, dopo la foto lo metto in acqua ossigenandolo, prima del rilascio, quando il temolo è così grosso è meglio ossigenarlo e farlo riprendere nell’acqua calma, prima di farlo andare nel correntone.
Riprendo a pescare, stracontento e un po’ deconcentrato, ormai mi sono divertito alla grande, riprendo a pescare nello stesso posto, e noto che sul raschio, dove ero prima sta iniziando una schiusa, i pesci iniziano a bollare, devo cogliere l’attimo al volo, le schiuse qui non durano tanto, magari qualche minuto e poi basta, cambio subito esca, e vado sul posto delle bollate.
Stanno schiudendo delle piccole effimere, sulla mia effimera gialla non vedo alcuna bollata,la schiusa è ormai al suo culmine, cambio la mosca con una maifly in parachute e poi con un’effimera dal corpo scuro, ma il risultato non cambia, infine decido di mettere una grossa drake su amo del 10, la differenza si vede subito, catturo alcuni temoli di taglia media, che bello mi sto proprio divertendo, peccato che ho scoperto la mosca giusta alla fine, la schiusa finisce, e anch’io decido di chiudere.
E’ stata proprio una bella giornata, i temoli erano attivi, qui ce né veramente molti, e anche grossi, il temolo da 52 rimarrà nei miei ricordi per un bel po’ e anche le sensazioni che ho provato a pescare in un ambiente così selvatico, e poi, il profumo di temolo, la schiusa, le bollate…
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