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Sieve e… 3x13
di Zaccaria Australi, nick SIPO

Non fatevi ingannare dal titolo, 3x13 non è una lenza super-leggera, bensì… un’idea “malsana”!

Ma veniamo all’antefatto...

Tutte le volte che con gli amici di pesca, affronto un lungo viaggio sulle gomme in “convergenza fiume”, fra i tanti temi che vengono discussi, uno inevitabilmente salta sempre fuori; la constatazione che dopo la nostra generazione, sui fiumi non si è assistito ad un ricambio generazionale di  pescatori... altro che pesci siamo noi la” razza” in estinzione!!

Sulle sponde si incontrano ormai due fasce di età: quella dai 45>50 e quella dai 55> si finisce per conoscersi tutti, di persona o di vista, si incrociano le canne da un fiume all’altro, si riconoscono le macchine si imparano le targhe a memoria…e se uno cambia modello, si guarda la nuova versione come le comari si guardano le scarpe nuove!

Questo Luglio, la pescosità sembra seguire l’andamento delle borse economiche, registra i minimi storici e brucia risorse su risorse…tempo benzina denari!

La prima risposta naturale sono…trasferte ridotte!

Sono le 11 di mattina di un sabato di luglio, sto ammollo in una correntina dell’Arno a valle di bocca di Sieve quando il cell. Trilla… armeggio come un dannato perché l’auricolare non funziona…e finisco per dover infilare il calcio della canna dentro i pantaloncini a far compagnia ai “gioielli”…è l’erede di 13 anni che chiede il permesso per andare a fare una pescata in un vicino torrente di pianura l’Ema, dice che è con tre amici e che provvederà un genitore a portarli sul posto e riprenderli qualche ora più tardi…nota bene la stessa mattina alle 5 lo avevo svegliato chiedendoli se voleva venire a pesca con me, ma con gli occhi un po’ allucinati dal sonno mi aveva risposto…a fare cosa?!!... è così gli avevo risistemato i lenzuoli e dopo un bacio frettoloso mi ero allontanato dalla stanza per farlo riaddormentare.

La sua richiesta comunque non ferisce il mio orgoglio, anzi do subito il consenso.

Nonostante abbia in “pastura” dei barbotti non male…nella mia mente scatta come la molla dell’archetto dello shimano un piano da setta diabolica!

Lo sento forgerò nuovi adepti!!

Devo essere cauto mi dico, non ho mai forzato Matteo verso la pesca che spesso per lui è stata solo una temibile avversaria che gli sottraeva l’attenzione del babbo.

Devo capire di chi è stata l’idea e vedere se è un trascinatore del gruppo…e nonostante sia in pesca, ormai, il dado è tratto!

Smonto con calma la postazione, torno a casa una veloce doccia, poi mi vesto e metto distrattamente 2 rotolini da finali insieme ad una scatolina di piombi e ami nella tasca laterale dei pantaloncini…destinazione EMA!

Il progetto che ha fulminato la mia mente prevede un primo inderogabile passaggio…i gai fanciulli devono catturare pesci, solo così la passione potrà scoccare!

Una volta scovati i 4 è come piombare in un girone dell’inferno Dantesco,  quello dei pescatori, naturalmente!

Sono sistemati in un tratto del “fiume” vergognoso, sono due a monte e due a valle di un gigantesco fognone in secca(ma l’odore persiste)!

Quelli a valle pescano in un tratto in cui anche l’alveo è cementato…acqua non più di 30 cm.

Al mio arrivo, trovo Matteo che con l’acqua alle caviglie passeggia disinvolto nella mota fra i pesci (piccoli cavedani)che scappano da tutte le parti, destinazione una lenza incagliata ad un ramo piantato sul fondo!

Di 4 canne solo due sono in pesca… compresa naturalmente quella incagliata…le altre sono: una appoggiata ad un albero, con tutta la montatura ben in evidenza appollaiata sulla vetta del cimino, praticamente un “nido” di nailon-piombi-amo-sughero…l’altra  è per terra ben ordinata ma senza finale.

L’unica in pesca, presenta una montatura da grammo e mezzo con una fila di piombi da caccia al cinghiale finale del 0,18 e amo minimo del 14 carico di bachi, fiondata dall’alto di un monticello da quello che sembra” l’esperto del gruppo”piomba come un maglio sui terrorizzati cavedani!!

Ancora prima che formuli la domanda di rito…tutti si voltano verso di me e sapendo che sono il “sommo pescatore”con dei bei sorrisi mi narrano a turno delle catture…io 2, io 3 io 1 ma ne ho slamati 3…traballo, mi metto a sedere continuo a guardare dall’alto i pesci che scappano in tutte le direzioni con colpi di coda che alzano nuvolette di mota, via via che la lenza cerca di colpirli!!

Mi sembra di aver cappottato con la macchina, mi svanisce il sorrisetto ironico che al mio arrivo albergava all’angolo della bocca…Cristo, alla loro età avevo appena rilevato la licenza, viaggiavo con una tre metri di bambù ad innesti e una volta individuati i pesci, mi avvicinavo quasi a carponi, stando attento a non fare rumore e a non proiettare ombre sull’acqua e guai a non posare la lenza perbene, nonostante tutto dopo che ne avevo fregati un paio…gli altri invece del baco mangiavano la foglia!!

Deglutisco, prendo coraggio, azzardo la domanda di riserva…quanto è che non ne prendete?

La risposta è vaga, ma se non altro“positiva”: è un bel po’…

E’ ora di agire, cerco di non sbagliare ne tono ne espressione il momento è delicato, come un buon comandante ostento sicurezza e do l’alzate le canne…bisogna lasciare calmare i pesci spiego, intanto facciamo lenze più adatte, è così che dopo aver usato il plurale maestatis, vengo a conoscenza che nessuno sa niente o quasi di lenze e che  i terminali sono stati acquistati ad un euro l’uno nel mio negozio di fiducia!!

Niente panico via lo 0,18 monto un finalino dello 0,09 amo del 24, via tutti i piombi, in lenza un galleggiante da 0,30 e inizio lezioni di posa e trattenuta, uno... (io)a lanciare i bachi a disposizione, non più di 100 individui, perciò,  uno alla volta …visto il numero e la situazione.

I pesci riprendono ad abboccare…mi sono consolidato la “reputazione”penso, ora devo portare il piano al secondo livello…è così che visto l’entusiasmo, dichiaro che un “vero pescatore”deve saper fare la lenza da solo!

E’ un azzardo, lo so il nocciolo sarà la legatura dell’amo a paletta!

La sera a casa ripasso di nascosto la lezione…è degli anni ormai che uso gli ami a occhiello, ma visto che ho una scorta “illimitata” di quelli a paletta, quale miglior occasione… poi è anche giusto mettere alla prova con un po’ di difficoltà la loro voglia di pesca!

Così il lunedì sera si consuma con Matteo, Lorenzo e Tommaso davanti ad una lente a tre diottrie con lampada annessa(tipo quella da dentisti), sono un paio di ore di “moccoli”, solo alla fine ormai rimasto solo con Mat. assisto al prodigio…solo tre giri, ma ci siamo!!

Le lezioni si protraggono anche le sere successive, sono severo, ma mi accontento di uno 0,09 legato sul 18 anche con tre giri!!

Ora devo trovare il luogo adatto per il battesimo del gruppo.

Ma procediamo con ordine,e… attenti ai passi falsi.

So che per il “mio piano” ho a disposizione solo questa estate, la loro età, fra i 13 e i 14 anni è al limite, ancora un “giro” poi  pesci e canne avranno per “rivali” le snelle  gambe delle coetanee,e…non ci sarà più piano che tenga!!

Dopo una “settimana di passione”, sono qui sotto le case di S.Francesco loc. Pontassieve, la Sieve presenta una portata estiva, ma decente, anche il colore non è niente male, è un venerdì pomeriggio (preso di ferie),la mia awt1230 giace, per precauzione  in fondo al fodero…mentre tre “bolognesine” da 4,5 montate con un grammo o poco meno, sono fra “le mani sicure” di Matteo, Tommaso e Lorenzo, l’avventura ha inizio!

Dopo la prima mezzora di…NIENTE,e gli sguardi ripetuti dei per nulla teneri allievi, partono i primi…ma  qui non si prende niente, era meglio al laghetto!!!!!!!!

Comincia la maratona su e giù per il fiume, sembro una tigre in gabbia…correggo la trattenuta a Lorenzo, butto i bachi per Matteo…spiego a Tommaso che quando si lancia, la lenza va lasciata passare sopra  il capo,  prima di mollarla con il dito, altrimenti succede come a lui che tutto ti piomba addosso…noto con la coda dell’occhio che Lorenzo ha recuperato la lenza con il sughero a battere sul cimino e passeggia disinvolto con la montatura che dondola come una foglia al vento…non fo in tempo ad aprire bocca, che da valle Matteo mi grida:babbo ho attaccato al fondo e ho perso l’amo!!!

Gli ho fatto preparare a casa 8 finali con lo 0.09…la scorta dura meno di un’ora!

Ho sbagliato a portarli a pesca in fiume, è troppo presto non hanno le basi…ripenso ai libri di Albertarelli e al tempo che è stato necessario a suo zio Giacu per insegnarli …mi arriva un po’ di scoramento, mi metto a sedere su un sasso,  e comunico alla “ciurma” mezz’ora di sciopero se non si mettono più calmi!

Il posto è forse il più pescoso che ci sia in zona, tanto che i più tecnici lo snobbano, me compreso, salvo fiondarcisi, quando le cose vanno male e si è in crisi di astinenza!!

Guardo distratto un “nonnino”che canna in spalla passeggia sul marciapiede in cemento della sponda opposta…sembra un soldatino di ronda…arrivato proprio davanti, si china a recuperare un “sacco” di rete immerso in quel punto, quando l’alza, il fragore dei pesci che contiene spegne il brusio dei ragazzi, il silenzio si fa poi di piombo, quando fra le onde dentro la rete fanno capolino ammassati fra loro barbi, cavedani, channel, carpe…tutti di taglia generosa!

Il primo a rifiatare è Tommaso, che si gira verso di me ed esclama, cavolo,quello si che ha pescato, chiudo gli occhi e mi dico…è finita e anche senza onore…poi ho un sussulto, è no, non mi può fregare un “nonnino” pur bravo che sia, che magari si è fatto la pescata dall’alba ….

Ragazzi comunico, il pesce c’è e mangia, non c’è spazio ai dubbi, ascoltate me…correggo la pesca, niente più passata ma lenze in trattenuta quasi bloccata in punta di canna e dosi generose di bachi sul sughero, la mossa è vincente e arrivano i pesci!!!!!

Non narro delle lenze rifatte e dei commenti anche poco rispettosi degli “alunni” nei miei confronti quando, entrato in pesca a canna fissa, alle prese con un buon pesce, vengo redarguito per aver invaso la postazione altrui!!E pensare che non ho mai voluto fare gare di pesca anche per questo!

E’ caldo, ma c’è una piacevole brezza a reggere,si avvicina il tramonto, le alte case davanti a noi accelerano l’evento e l’ombra si distende veloce sull’acqua come l’inchiostro versato sulla carta.

Ora che i pesci abboccano più sinceri sul calo luce, tutto mi sembra girare al positivo, sento dentro che ho fatto una “gran cosa”,guardo Matteo che mi sorride alle prese con un bel cavedano e Lorenzo con uno channel che si divincola in repaiola...anzi in “romaiola” come la chiama lui…sento Tommaso che borbotta perché un barbo non la smette più di ripartire…

A fine pescata dopo la pesa e le foto di rito, mentre ripongo l’attrezzatura( da solo!)…accetto di buon grado anche il finale pirotecnico… una sassaiola alle Nutrie posizionate a valle…l’esuberanza va lasciata scaricare!!

In macchina verso le 20,30 inizia il turbinio di telefonate dei genitori dei pargoli…che ci davano per dispersi…e le concitate descrizioni sul pescato dei ragazzi.

Sono felice…pesci e giovani pescatori sono un connubio che mi riempie d’orgoglio!

Ciao SIPO

P.S. il pomeriggio dopo di nuovo in pesca con Matteo…dove?

A S.Francesco naturalmente!!


 

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