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Spinning notturno con esche luminose
di Simone Bini

Nel mese di Febbraio, decido di partire da Firenze per raggiungere l’Argentario alla ricerca della regina del mare: la spigola.

Questa specie ittica, negli anni ha suscitato in me un particolare interesse di carattere scientifico; grazie anche alla grande passione che ho per la pesca sportiva, ho potuto effettuare uno studio di tipo comportamentale, alimentare e biologico.

Nella pesca a spinning, dopo tanti test di attrezzature ed esche, da qualche anno, ho aumentato notevolmente il numero degli strike, riuscendo a catturare anche esemplari di taglie importanti.

Durante il giorno, preferisco insidiare questi predatori sulle pescose foci dei fiumi Ombrone ed Albegna, mentre durante la notte frequento le aree portuali, le dighe foranee e le scogliere.

Le perturbazioni meteorologiche, le fasi lunari, il fotoperiodo (cioè la percentuale di luce che penetra nella colonna d’acqua), sono aspetti molto importanti che ogni singolo pescatore deve analizzare, evitando così i momenti meno idonei.

Tra le molte esche presenti sul mercato sono da annoverare anche alcune esche luminose.

Queste esche, dotate di colorazione fluorescente, si caricano con una fonte luminosa, quale ad esempio il flash di una macchina fotografica oppure con la classica lampadina da testa.

Queste esche, disponibili sul mercato in diversi modelli, misure e colorazioni, sono una tra le grandi novità di questo settore sempre più in crescita grazie alla continua ricerca dei materiali, ai design che realizzano modelli sempre più catturanti ed alle colorazioni diverse a seconda delle condizioni di pesca. Molti esperti ritengono che la spigola aggredisce l’esca grazie al moto ed alle vibrazioni emesse dall’artificiale; questo è indubbiamente vero, ma anche le colorazioni hanno grande importanza.

Le esche maggiormente catturanti in condizioni di acqua limpida, sono di colore nero, trasparente e bianco; ma anche altri colori devono esser sempre testati in cerca di un riscontro positivo.

Negli ultimi due anni, pescando periodicamente, ho osservato che queste esche luminose sono molto catturanti, anche perché la fluorescenza sulla livrea reputo che possa simboleggiare quella del calamaro. Quando lanciamo le nostre esche nelle aree portuali , è sempre importante osservare l’artificiale quando si inizia ad avvicinare a noi durante il recupero e valutare gli eventuali inseguimenti dei predatori. Infatti, spesso accade che la spigola, dopo aver inseguito la nostra esca ormai giunta sotto sponda , tenda ad aggredirla nel momento che essa si ferma e viene tenuta in sospensione prima di un nuovo lancio.

Vi assicuro che la “pesca a vista” è molto divertente anche se è necessaria la presenza di fonti luminose per poter osservare attentamente lo specchio d’acqua.

Durante la notte, la spigola ama sostare in caccia sotto le chiglie delle barche, sotto i moli galleggianti o in prossimità delle fonti di luce.

Quando la luce emessa dai fari illumina l’acqua, questi predatori si avvicinano in quanto essa è un richiamo eccezionale per i piccoli pesci che rappresentano l’alimento perfetto; gli esemplari più grossi rimangono nel tratto di chiaroscuro dove si ha minor percentuale di luce, mentre le spigolette di 200-300gr. amano sostare e cacciare sotto le fonti luminose.

I lanci che andiamo ad effettuare in queste situazioni dovranno avere una grande precisione e se le nostre esche non vengono aggredite dopo due o tre lanci nel solito punto, vi consiglio di spostarvi.

La nostra nottata di pesca inizia con la cattura di piccoli esemplari che dopo esser slamati provvediamo tempestivamente a rilasciare.
I molti sugarelli presenti sotto alle fonti luminose ci impediscono di catturare le spigole con piccole esche che non appena arrivano in acqua vengono immediatamente aggredite.

Decido allora di aumentare le dimensioni delle mie esche sperando di evitare i sugarelli che in questa sessione non sono le prede che cerchiamo, desideriamo una spigola e possibilmente di una pezzatura importante.

Alessandro improvvisamente richiama la mia attenzione quando con una attenta ferrata si diverte nel combattimento con una spigola di circa 1 Kg.

Questa spigola viene catturata con lo Spin Shiner da 25 gr.della Maria, un esca che ha dimostrato di avere le caratteristiche eccezionali grazie ad una paletta che ruota a 360° posta in coda all’artificiale.

Il recupero diventa divertente perché la preda risulta essere interessante, quando dopo una ripartenza emerge in superficie con la pinna dorsale che fuoriesce dalla superficie dell’acqua.

Una spigola di 2,400 grammi risulta essere la prima cattura che merita di esser fotografata e nuovamente rilasciata.

Decidiamo di spostarsi in acque più profonde vista la scarsa presenza di esemplari nello strato superficiale della colonna d’acqua, quando un altro grosso esemplare con una grande aggressività flette completamente il fusto della mia canna.

Finalmente siamo stati ripagati con una spigola di circa 4.200 Kg.

Ritorneremo nei nostri posti di pesca a breve, perché in questo periodo il divertimento è sempre dietro l’angolo con specie ittiche di tutto rispetto che possono contribuire ai test e alla grande passione che ci spinge a svegliarci nel cuore della notte e a percorrere molti chilometri in macchina in cerca della regina.

La pesca a spinning in mare penso che a differenza di altre tecniche, si caratterizza in quanto durante la cattura le ancorine non provocano nessuna lesione agli organi interni e quindi le specie ittiche possono tranquillamente esser rilasciate.

Ritengo che questo aspetto sinonimo di sportività sia molto importante, tutelando le popolazioni ittiche e allo stesso tempo salvaguardando le popolazioni ittiche e soprattutto gli esemplari durante gli stadi giovanili.

In passato ho pescato molti anni con la bolognese in mare con il ricordo di pescate indimenticabili, ma ultimamente mi sto dedicando prevalentemente allo spinning perché è una pesca di movimento nella quale è il pescatore a dover ricercare i predatori, mentre con le altre tecniche sono i pesci che per mezzo della pasturazione si avvicinano al pescatore.

Le zone di pesca che settimanalmente frequento sono nella zona dell’Argentario e arrivando stanco il fine settimana da Firenze mi precipito in compagnia di alcuni amici nelle lunghe pescate notturne anche durante i periodi invernali quando che condizioni meteorologiche non sono delle migliori.

Nelle notturne di pesca ho catturato sugarelli, spigole, serra, barracuda e piccole lecce e le catture con esche luminose sinceramente avvengono più frequentemente.

La conoscenza della zona di pesca è fondamentale, ho effettuato molte sessioni di pesca notturne nei nuovi posti con risultati scadenti, ma successivamente dopo una attenta analisi sulla collocazione degli esemplari e di altri fattori ambientali, ho catturato anche esemplari di grosse pezzature.

Mi auguro che ognuno di voi possa condividere con i suoi amici divertenti pescate a spinning in luoghi meravigliosi lungo tutta la penisola, vivendo un’ emozionante esperienza in cerca della regina che riesce a scaturire in ognuno di noi la grande passione per questa tecnica di pesca.


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