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Gli amici del charter che ci accompagnano in questa emozionante uscita, mi documentano sui terminali, sui mulinelli elettrici e sulla tecnica; dopo poco siamo pronti per partire. Il charter offre agli appassionati oltre che al bolentino di profondità escursioni all’isola del Giglio, alle Formiche di Grosseto e a Giannutri per praticare la tecnica del drifting, del bolentino, della traina e del divertente vertical jigging che quest’anno ha riscosso notevole successo con importanti catture di dentici e ricciole.
Sono punti che la guida di pesca custodisce gelosamente, dal momento che ci sono voluti molti test per analizzare questa zona. Il mare, a questa distanza dalla costa, è molto selvaggio, infatti il moto ondoso spesso impedisce di pescare; quindi, è opportuno documentarsi prima di raggiungere queste zone dove, in caso di mare mosso, possiamo trovarci anche in difficoltà nel rientro.
Prima di arrivare sulla nostra zona di pesca, assistiamo ad uno spettacolo unico: alcuni pesci luna iniziano a saltare nei pressi della barca ed improvvisamente, dal fondale, emerge un branco enorme di delfini che per circa un’ora di divertono a nuotarci intorno. Non avrei mai pensato che su un fondale così profondo ci fosse la presenza di così tante specie diverse di esseri viventi. Come esche utilizziamo le sardine ed i calamaretti, che verranno innescati su alcuni ami 1/0 oppure di dimensioni maggiori nel caso si cerchi di insidiare esemplari di taglie maggiori. Dopo aver tarato accuratamente i mulinelli elettrici, procediamo al montaggio della lenza.
Il diametro del nailon che utilizziamo per i finali è 0.40, viste le dimensioni degli occhioni che spesso si aggirano da queste parti.
Il GPS è un altro elemento che non deve mancare, perché a causa delle forti correnti dobbiamo sempre cercare di mantenere una posizione esatta; non avendo nessun punto di riferimento terrestre è molto importante.
Noi decidiamo di pescare con 4 canne e quindi i tempi di calata delle lenze saranno diversi a seconda della corrente, evitando così di annodare l’uno con l’altro e di mandare la lenza nel motore.
Nella fase di risalita dal fondale, è sempre importante mantenere una velocità di recupero omogenea e molto lenta, evitando così di perdere alcuni esemplari , a causa della tenera struttura della cavità orale che possiamo strappare se non procediamo lentamente. Le quattro canne si flettono lievemente e durante la risalita avvertiamo lievi vibrazioni; con la prima calata catturiamo 9 meravigliosi occhioni.
Ritengo che questa tecnica se non viene effettuata seguendo alcuni criteri legati al rispetto ed alla salvaguardia delle specie, possa essere anche distruttiva, in quanto si possono catturare tantissimi esemplari in una giornata di pesca. Le normative che tutelano la pesca sportiva in mare, impongono ai pescatori un rispetto della misura del pescato ed un quantitativo di massimo 5 Kg. a pescatore. Le catture proseguono durante tutta la giornata, tanti occhioni, ai quali nel Lazio viene attribuito il nome di “pezzogne”, ma le dimensioni sono standard, circa 400-500 gr.
In queste zone il fondale varia dai 200 ai 600 metri e questi esemplari si trovano sempre radunati in prossimità delle rocce; spesso capita di catturare anche grossi naselli o capponi. Durante il recupero, un amico avverte una mangiata a mezz’acqua: si tratta di un pesce sciabola, infatti decidiamo di rallentare il recupero evitando se possibile di lasciar tagliare il nailon dai suoi denti molto affilati.
Sui tratta di un esemplare di oltre due metri, caratterizzato dalla forma molto affusolata simile alla lama di una sciabola, da cui prende il nome. Le catture si ripetono anche con altri esemplari, come i sugarelli di fondale e due naselli.
Durante le escursioni di pesca effettuate dal charter, molte volte è stato allamato, anche se sempre con un esito negativo di cattura, visto che ha sempre tagliato i robusti terminali. Avendo già praticato in altre zone questa pesca, ho iniziato a montare un terminale costituito da un monacavo d’acciaio da 200 lb ed un amo 10/0 con innescato un sugarelli vivo di fondale . Attendo per circa un’ora che uno squalo si presti ad un emozionante combattimento, ma purtroppo non è così, visto che non ho avvertito nessun tipo di mangiata. Mi riprometto di ritornare per dedicarmi esclusivamente a questa tecnica, visto che amo catturare grosse prede e solo con esse riusciamo ad effettuare veri e propri combattimenti. Un tramonto meraviglioso, ci accompagna sulla via del ritorno, anche se la navigazione viene effettuata prevalentemente in mancanza di luce; il Pursuit di 9,50 metri attrezzato da pesca, essendo dotato di luci, ci consente un piacevole rientro nonostante il forte vento gelido. Una divertente giornata non solo di pesca ma anche di avvistamenti di cetacei e pesci luna che caratterizzano questa zona:Un’esperienza emozionante che auguro di fare ad ognuno di voi. Per informazioni e prenotazioni scrivete a info@pescareonline.it indicando Simone Bini
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