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Ledgering in canale
di Sabino Civita

In un canale, più o meno grande o veloce, con le sue sponde in cemento e spesso affiancato da una strada od un’alzaia che lo rende facilmente accessibile ai pescatori, è molto più facile trovare qualcuno che armeggi con una lunga roubaisienne che con una corta canna a mulinello per pescarci a fondo. È comprensibile, simili corsi d’acqua, proprio per la loro conformazione e per l’uniformità che li contraddistingue dalle sponde dei fiumi ben si prestano ad ospitare centinaia di agonisti intenti a sfidarsi per tre ore all’ultimo bigattino, e sono spesso posti molto tecnici, regni del cavedano e del carassio – ma non solo. Io ho la fortuna di vivere a cinque minuti d’auto dal Naviglio Pavese, che dritto come un fuso collega Milano a Pavia, e  col mio amico Claudio Baldiraghi – un vero precursore del ledgering in Naviglio – credo di essere uno dei pochi che passi le sue sessioni di pesca in questo canale ad osservare i movimenti di un tip invece di quelli di un galleggiantino 4x14.
No kill, no net
Il tratto No Kill a monte di Certosa di Pavia (a proposito, lasciatevi dare un consiglio, se vi trovate a passare andate a visitare il monastero che ne vale la pena) è una vera palestra per il light ledgering, per coloro insomma che vogliono alternare al “tiro alla fune” nelle profonde e veloci correnti del fiume qualche sessione che, seppur con meno soddisfazioni nel combattimento, riesce a pareggiare i conti in fatto di tecnica. Molto spesso il Naviglio – che già di suo non è profondissimo e veloce: in “piena” ci si pesca con galleggianti da un grammo – ha poca, spesso troppo poca acqua, a causa dei prelievi idrici per le coltivazioni. In settanta-ottanta centimetri di fondo (e anche meno, come accade in questo periodo estivo), difficile che un pesce, per quanto infuriato, possa far molta resistenza. In più, in questo tratto di Naviglio, come in altre zone No Kill dedicate ai ciprinidi - il Sesia a Romagnano, ad esempio, è vietato l’uso del pasturatore, di qualunque foggia (in altri tratti del Naviglio Pavese il feeder è concesso, e molto redditizio), oltre al divieto di trattenere il pesce in nassa al di fuori delle competizioni.

Pescare light qui in Naviglio, in un tratto molto battuto e usato per le competizioni ha vantaggi e difficoltà. Come in tutti i canali sedi di gare di pesca al colpo il pesce ha la laurea, come si dice fra pescatori, ma al contempo si ha la certezza di trovarcelo sempre, soprattutto se si ha l’accortezza di scegliere le poste “buone”, quelle più battute e quindi più pasturate dagli agonisti che vengono qui per allenamento o per provare il campo prima di una gara. Per pescare in canale a ledgering, due sono i consigli che mi sento di darvi: precisione (nel lancio, nella pasturazione, nel confezionare terminali e montature) e silenzio (nel posizionare il panchetto o la sedia, nel montare l’attrezzatura cerchiamo di fare i pescatori e non i “pestariva”).
Attrezzature esche e montature
Canali come il Naviglio Pavese (e se mon siete pavesi e ci pensate bene, un posto simile lo trovate anche vicino a casa vostra ...) vogliono una canna corta, leggera parabolica ma al contempo veloce (a causa proprio della sua esigua lunghezza, 9-10 piedi, al massimo 11’) e sensibilissima, con casting power che raramente supera i 40 grammi, che tanto di più non servono. In canale lanci e recuperi saranno molto brevi, non serve appesantire una canna che è un fuscello con mulinelli da mezzo chilo, un classe 3000 o giù di lì è sufficiente alla bisogna.

Per quel che riguarda le esche, ovvio adattarsi a quel che il pesce è abituato a farsi “servire” durante le gare. In Naviglio, come nella maggior parte dei campi gara, il bigattino detta legge, sia come esca che come pasturazione, con il limite di mezzo chilo di larve per pescatore – quantità che vi assicurerà una buona mattinata di pesca. Già, perché non potendo usare il feeder in questo tratto No Kill, torna in auge la buona vecchia fionda. Tuttavia, nei tratti a monte e a valle, l’uso del pasturatore (feeder da 15, 10 grammi, e anche meno se avete la manualità di ridurne la piombatura), nei tratti con più fondale e nei momenti di maggior rilascio d’acqua è pressoché imbattibile, soprattutto per i cavedani.


Bigattino, dicevo, ma non al 100%. Infatti può spesso ripagare una scelta controcorrente, e di solito non mi faccio mai mancare qualcosa di alternativo, come il mais, soprattutto durante la stagione calda e se voglio tentare i grossi scardoloni del Naviglio, oppure qualche carpa senza essere tormentato dalla minutaglia che si affolla e aggredisce inevitabilmente ogni larva che capita in acqua. La montatura che utilizzo in canale è semplice, un multiloop, o un running rig con ledger bead (perlina con moschettone) semplicemente infilato nella madrelenza, terminali tra lo 0,12 e lo 0,15 lunghi sessanta o settanta centimetri, piombini plastificati con occhiello dai 5 ai 15 grammi. Gli ami vanno scelti a seconda dell’esca che si vuole utilizzare, tuttavia un assortimento che vada dal numero 20 al 14 copre ogni esigenza. Indispensabile un guadino dal lungo manico, almeno tre metri, a causa delle rive alte.
Normalmente, in acque ferme o molto lente, si pesca a ledgering tenendo la canna bassa e parallela alla riva lanciando dritti di fronte alla nostra postazione. Potendolo fare, sempre che non vi siano altri pescatori vicino a voi che possano esserne disturbati, lanciate e pasturate invece a valle  di qualche metro, diciamo una decina, con la canna che forma un angolo di 30° con la sponda. Come vi ho già detto, nei canali, come in tutti i posti di piccole dimensioni, il silenzio e la discrezione valgono molto di più di qualunque esca o attrezzatura, e lanciare le nostre esche distante dalla nostra rumorosa e visibilissima postazione di pescatori può servire.


Il multiloop
Per confezionare una montatura multiloop, molto efficace quando si cerca leggerezza e presentazione dell’esca, come nel caso della pesca in canale, si inizia infilando una girellina, una perlina in gomma e un ledger bead con moschettone nella madrelenza, poi, come si vede nella seconda immagine, si confeziona un’asola di circa 40-50 centimetri. Lasciando la girella in fondo all’asola e spostando in alto perlina e ledger bead, si dimezza l’asola, creandone due, con un nodo semplice doppiato. Si fa lo stesso con l’asola della girella, come mostrato nell’ultima figura. Si ottiene così una montatura le cui asole servono, oltre che a contenere le minuterie che la compongono, a irrigidire e a rendere più antigroviglio tutto il rig.

 

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