
L’utilizzo della “gomma”, nello spinning in torrente
di Michele Moscati
Nelle ultime due stagioni di pesca alla trota in torrente, specialmente nell’ambito dello “spinning”, la gomma ha riscosso un inatteso successo, e così come per il black bass, numerose case costruttrici si sono impegnate a fondo per mettere a punto e commercializzare nuove tipologie di esche adattea questa tecnica.
L’evoluzione era nell’aria da qualche anno ormai, quando nelle competizioni hanno fatto la loro prima comparsa con risultati quasi inaspettati, soprattutto agli occhi di coloro che le hanno sempre snobbate, e al primo Campionato Mondiale vinto, hanno destato la giusta attenzione anche nei produttori che sono subito usciti, già dall’ultima fiera di Bologna, con esemplari adatti a qualsiasi tipo di situazione e acqua, anche con aromi e profumi attiranti. Il concetto base è quello dell’esca “vera” che ruota, un po’ come la pesca in gara, trota torrente, a 13 metri.
Riproduzioni “da maestro” di camole e caimani bianchi, fatte lavorare a regola d’arte, sono quasi infallibili anche su pesci piccati più volte; e se a questo aggiungiamo la possibilità di variare il colore con centinaia di tonalità, allora il connubio è perfetto e l’inganno micidiale. Nella foto che segue possiamo vedere alcuni esempi di suddette esche, lepiù nuove, e le più efficaci; da notare come l’evoluzione dell’antico spaghetto è ora un caimano bianco o una camola vera e propria, di ottima consistenza, difficile da strappare dall’amo, e soprattutto che in acqua ruota come un’elica… Come resistere. Una volta procurate le “gomme”, la cosa più difficoltosa da trovare, o meglio da realizzare, sarà l’amo adatto. Ancora non ne esistono specifici in commercio, e pare che i prezzi dei primi che usciranno non saranno proprio irrisori, quindi… Ce li facciamo da soli. L’amo adatto per far si che l’esca giri sarà un amo a curvatura tonda, come quelli nella foto qui sotto, e soprattutto con gambo lungo e anello.
Una cosa molto importante e sempre da controllare prima dell’acquisto è che l’anello sia posto longitudinalmente al gambo dell’amo, un po’ come in quelli per fare le mosche, e non come le comuni teste piombate che invece lo portano lateralmente per un ottimo movimento a saltelli. Procuriamoci ami del 2 / 4 / 6, dei pallini morbidi SSG e SG (1.6 e 1.2 grammi) e infine del filopiombato; dallo spessore di quello per le mosche ad uno dello 0.15 vanno tutti benissimo, colla rapida forbici e pinze. Per la prima tipologia di amo che andremo a realizzare basterà stringere, con delicatezza in modo da non schiacciarlo, il nostro pallino SSG o SG proprio sotto l’anello, assicurandolo poi con una goccia di colla rapida da entrambe le parti. In se per se l’amo è pronto, facile e veloce, ma se vogliamo essere pignoli e lo vogliamo arricchire, basteranno degli smalti e dei piccoli pennellini per colorare la nostra testa aggiungendo magari gli occhi o eventuali puntini a seconda delle vostre esperienze di pesca (come quelli in foto).
La seconda tipologia di amo è invece un po’ più laboriosa ma ugualmente facile da realizzare. Per mezzo di un morsetto da mosca, o semplicemente stringendolo tra il pollice e l’indice, arrotoliamo il filo piombato attorno al gambo dell’amo, partendo non oltre il limite della curvatura, ed arrivando fino all’anello. Effettuando più giri, lungo tutto il corpo dell’amo o solo sulla testa del medesimo, potremo realizzare ami di diverse piombature.
E’ molto importante in questo caso sia tagliare bene le estremità del filo piombato perché non ledano la gomma, sia passare uno strato continuo di colla rapida su tutta la piombatura, in modo che non si disunisca e scenda durante l’innesco. In questo caso non è necessario colorare la piombatura in quanto sarà invisibile perché all’interno dell’esca di gomma.
A questo punto basta una canna da spinning, meglio se un po’ lunghetta rispetto al normale, 2.40 / 2.50 sarebbe perfetta anche se non sempre maneggevole; l’importante è che sia morbida. Carichiamo un mulinello nell’ordine di un 1500/2000 con un ottimo 0.12 fluor carbon, al massimo uno 0.14 (il filo fino è basilare per il lancio e la perfetta rotazione di esche così leggere), concludiamo con una girella e moschettone piccolissima (n.2/24) e siamo pronti.
Tale pesca è assolutamente redditizia “a vista”, ma regala buoni se non ottimi risultati anche nelle normali condizioni di acqua un po’ fosca. Il lancio va chiaramente fatto da una parte all’altra del fiume, non a valle e ne a monte. Il recupero lento a canna alta e la corrente laterale manterranno la nostra esca in rotazione, permettendoci di guidarla con molta naturalezza tra i sassi e le correntine per tentare qualsiasi trota si trovi in caccia.
La possibilità di presentare un’imitazione di caimano bianco o di una camola, leggerissime e che ruotano vorticosamente e la possibilità di muoverli lentamente senza che questi si impiglino su alghe o fondale sassoso aumenta la durata della singola azione di pesca e soprattutto il tempo con cui il pesce può ghermire l’esca moltiplicando quasi incredibilmente le nostre catture a spinning. In realtà semplicemente leggendo il tutto appare semplicissimo, diciamo che ci vuole un po’ di pratica e soprattutto un po’ di pazienza visto i “clamorosi lisci” in cui si incappa le prime volte, ma poi tutto diventa più facile e la pesca estremamente divertente.
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