
A surf casting sull’arenile di Ansedonia
di Simone Bini
La costa sud della Toscana, è caratterizzata da alcuni luoghi meravigliosi e, tra questi, indubbiamente la spiaggia di Ansedonia. Ai piedi dell’antica cittadina romana di Cosa, che sorge sul promontorio di Ansedonia, dove ci sono molte ville di personaggi famosi, inizia questa lunga spiaggia chiamata Feniglia, che si ricongiunge a Cala Galera. Questa spiaggia ospita durante tutti i periodi dell’anno molti appassionati di surf casting, che decidono di raggiungere questo luogo che è caratterizzato in alcuni punti da una buona profondità. Nei pressi della piaggia, c’è una riserva della Forestale di Stato dove dentro ad un recinto vengono ospitati cinghiali e caprioli che, nei mesi estivi, rappresentano un’attrazione per molti turisti. Sotto alla collina di Ansedonia, è presente un canale di scolo della laguna di Orbetello che serve per attingere l’acqua dal mare e quindi c’è sempre la presenza di specie ittiche richiamate dall’acqua salmastra. E’ importante osservare attentamente la cartellazione, che impedisce la pesca sportiva per circa 100 metri dalla foce di questo canale. Arrivo prima del tramonto su questa spiaggia e, dopo aver analizzato il moto ondoso, decido insieme all’amico Alessandro di iniziare a scaricare dalla nostra auto tutte le attrezzature.
Abbiamo deciso di venire a pescare ad Ansedonia perché alcuni giorni fa alcuni pescatori hanno catturato molte orate e mormore di ottima pezzatura. Come canne utilizziamo le Evolution 120 gr dell’Italcanna e come mulinelli gli Ultrega XSA 10000 della Shimano.
Abbiamo portato con noi diverse esche, dall’arenicola all’americano, senza dimenticare i cannolicchi, vista la scaduta dopo la forte mareggiata di questi giorni. Le montature sono diverse, questo per cap ire come preferiscono mangiare oggi questi pesci grufolatori. Alessandro utilizza un piombo a proiettile dalla Fonderia Roma da 100 gr terminale e, a circa 50 cm sulla lenza madre, un bracciolo collegato da una girella bloccata tra perline e stopper in silicone lungo circa 1,10 mt. Io invece opto per il piombo scorrevole da 120 gr ed un terminale dello 0,20 lungo circa 70 cm, sperando che i granchi non disturbino il mio innesco.
Utilizziamo i segnalatori della Stonfo ad ascensore, visto lo scarso moto ondoso. Durante la notte nel caso i pesci mangino venendo verso terra, questo tenderà ad appoggiarsi sulla sabbia ed invece salirà verso l’alto nel caso di un’abboccata tradizionale.
Non appena il sole tende ad assumere la sua colorazione rossa tipica del tramonto, le nostre canne iniziano ad avvertire le prime mangiate, ma si tratta di mormore di piccole dimensioni.
Mancano due ore all’alta marea e le catture si susseguono, ma sempre con piccoli esemplari, nonostante gli appetitosi inneschi che, in teoria, dovrebbero richiamare solamente esemplari di taglia. L’alta marea crea un’onda lunga che speriamo riesca a far avvicinare alla costa per alimentarsi branchi di pesce di taglia. Alessandro avverte una bella partenza sulla sua canna e, con una decisa ferrata, cattura una bellissima spigola di circa un chilogrammo.
La nostra soddisfazione per questa bella cattura aumenta quando, improvvisamente, una bellissima mormora gradisce il mio innesco e, dopo un divertente recupero, emerge dalla risacca. Il momento è propizio e cerchiamo di sfruttarlo al meglio, effettuando alcuni lanci indirizzati nella solita zona di pesca dove abbiamo appena catturato queste due belle prede.
Questo punto è abbastanza profondo, circa 4 metri; il fondale normalmente, a circa 100 metri dalla riva, è di 2,50-3 metri. Risulta eccellente anche il cannolicchio, con il quale riusciamo a catturare un grosso grongo e alcune mormore, ma l’arenicola ancora una volta resta l’esca principe. Una forte umidità ci accompagna durante queste ore di pesca, accompagnata da una lieve brezza proveniente dal mare. Essendo questa una spiaggia molto lunga, nonostante i pescatori professionali calino le loro reti, fortunatamente le specie ittiche riescono sempre ad avvicinarsi, a differenza di altri arenili dove purtroppo vengono create vere e proprie barriere.
Poche settimane fa, mi trovavo sulla foce del fiume Albegna in località Albinia a pescare, quando di buon ora una barca di pescatori locali è arrivata in foce per ritirare un lungo tramaglio di circa 2-3 chilometri. La foce del fiume era stata completamente chiusa da questa rete che crea una barriera e, se calata, in occasione di piene del fiume riscuote sempre un grande successo, purtroppo però solamente per i pescatori professionali. Ritengo che devono esser rispettate le normative che regolano anche la distanza dalla costa, evitando così di catturare qualsiasi specie tenda ad avvicinarsi in cerca di alimento. Questa notte fortunatamente su questa spiaggia non ci sono barriere di nessun genere, visto che avvertiamo due mangiate in contemporanea sulle due canne poste su un tripode.
Si tratta di mormore di buona taglia che hanno gradito l’arenicola e l’americano.
In questo luogo ho potuto riscontrare la cattura di grosse mormore ed orate se utilizziamo l’americano che, a quanto pare, fa un minimo di selezione di taglia tra le varie specie.
In questo periodo capita spesso anche la cattura di grosse spigole che, richiamate dalle acque dell’antistante canale, si avvicinano alla costa per emettere le uova durante il periodo riproduttivo.
La nostra sessione di pesca si conclude con mormore ed orate, che questa notte hanno regalato divertenti abboccate ed hanno fatto flettere i nostri vettini.
Soddisfatti, decidiamo di rientrare verso casa effettuando un divertente rally con la jeep tra le dune di questa spiaggia meravigliosa.
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