
La Trota Marmorata dell'Adda
Introduzione ad una serie di articoli che appariranno prossimamente su POL
Testo Mario Narducci Foto Fabrizio Dallera e Antonio Aiolfi
Ci sono, esistono ancora pesci che rappresentano un simbolo, il simulacro di mondi lontani e passati eppure affascinanti e rimpianti.
Mondi nascosti nel tempo della memoria in cui il pescatore poteva perdersi fra i meandri quasi incontaminati del fiume e ritemprarsi il cuore con visioni di scorci idilliaci e soprattutto confrontarsi con pesci selvaggi e genuini contando sulla propria abilità ed esperienza.
La Trota Marmorata che ancora oggi resiste caparbia nelle acque dell'Adda, è davvero in tal senso il muto, reale testimone di quei tempi non ancora del tutto smarriti e per il cui ritorno anche solo parziale vale la pena spendersi a fondo.
I predatori costituiscono l'apice della piramide della vita e garantirne la piena sopravvivenza implica la complessa tutela dell'intero microcosmo in cui sviluppano il proprio ciclo biologico.
Ecco spiegato il motivo per cui, pur essendo relativamente pochi i “patiti” dediti all'insidia di tale endemismo, molto più allargato è –o almeno dovrebbe essere- l'interesse per la sua conservazione. Il vasto benessere economico raggiunto dalla nostra società ha favorito il sorgere della consapevolezza dell'importanza della qualità dell'esistenza quotidiana.
A cosa può servire incrementare ulteriormente la quantità dei beni materiali disponibili, se poi l'ambiente in cui trascorriamo le nostre giornate peggiora in maniera inesorabile? Dalla percezione consapevole o meno di un simile lento ma continuo declino nasce una diffusa sensibilità ecologista, sensibilità che però per quanto riguarda gli ecosistemi acquatici rischia di restare superficiale e astratta.
A chi pesca dunque, in virtù della costante frequentazione delle acque in ogni momento dell'anno, spetta il compito di portare a conoscenza di un pubblico più vasto le problematiche reali di cui viene a conoscenza, ponendo le premesse per potervi porre rimedio prima di conseguenze maggiori e irreparabili.
Sì, oggi il pescatore può –se lo vuole- svolgere l'importante ruolo di “sentinella ambientale” per quanto gli compete e nei prossimi articoli proveremo a descrivere nel dettaglio le implicazioni di una simile opzione.
 |