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IL PARADISO DELLA PESCA AL COLPO…
A DUE PASSI DA CASA
di Gionata
Paolicchi
Dal giugno 1995, da oltre 8 anni quindi, sono un assiduo
frequentatore dell’Austria, ma più
che altro un assiduo frequentatore della famiglia Gargantini:
con una media di oltre due viaggi all’anno, a sei/sette giorni per
viaggio, posso tranquillamente dire di aver vissuto ed aver pescato almeno
4 mesi in Austria e più precisamente in Carinzia.
Parlare di famiglia Gargantini in questo sito mi sembra superfluo…
tutti voi la conoscete benissimo, mi sembra quindi che non abbia bisogno
di presentazioni, gli utenti di Pescareonline sono già ospiti della
sua struttura alberghiera e delle sue riserve da diversi anni e se volete,
per quelli che non se la sentono di andare in Austria, troverete Gargantini
e famiglia al Promofish di Reggio
Emilia il 25 e 26 ottobre prossimi, ospiti dello stand di Pescareonline.
Solo una cosa voglio dire di Adriano Gargantini:
è per me un grande e vero amico e se oggi sono Direttore di Pescareonline
gran parte del merito va a lui, quindi lo voglio ringraziare pubblicamente.
Forse sembrerà una cosa stupida, ma a molti di noi piace dire di
andare in vacanza oltre confine e l’Austria sembra magari lontano
ma… da Venezia all’Hotel di
Gargantini bastano due ore!
Dalla Versilia, dove vivo, ad esempio servono
5 ore, da Milano meno di 5, da Roma
6…
Ma parliamo di questo mio ennesimo viaggio in Austria: quest’anno
è la terza volta che vado in sette mesi, sono stato a capodanno
pescando in Drava persino il 31 dicembre
e il 1° gennaio, grazie alla temperatura non rigida del periodo, siamo
riusciti a catturare giganteschi cavedani e nasen a non finire, sono tornato
a pasqua una settimana con famiglia, pescando di nuovo in Drava qualche
barbo, ma soprattutto tante breme e sono ritornato in occasione delle
ferie della mia compagna Chiara nei primi
10 giorni di luglio. Chiara era già stata fine luglio dello scorso
anno, solo per pochi giorni, che furono esclusivamente dedicati alla maxi
raccolta di porcini, visto che stavano nascendo a volontà!
Chiara non aveva mai pescato quindi prima di questa primavera, era per
me un banco di prova fondamentale, se gli piaceva la pesca ero salvo…
altrimenti…
Successone: Chiara dopo qualche passata con la bolognese sembrava Milo
ai tempi d’oro! Catturando cavedani, breme e nasen come se lo avesse
sempre fatto Chiara è diventata appassionata di pesca!
Torniamo
quindi a luglio armati di tutto punto: mi mancavano le canne da Marlin…
poi ho tutto!
Da tempo Adriano mi parla di questo nuovo parco che ha preso in gestione:
un bellissimo allevamento di pesci con vasche in terra dove tiene quasi
tutte le specie ittiche presenti in Austria ed oltre… le vasche
sono quindi piccoli laghetti poco profondi con acqua cristallina ed è
possibile osservare ad occhio nudo tutte le specie ittiche presenti.
In uno di questi laghi Adriano si diverte ( ma solo per famiglia e pochi
intimi ) a pescare le trote a mosca, fario ed iridee a non finire.
Il primo giorno che sono arrivato, verso le 4 di pomeriggio, non faccio
in tempo a scendere le valige dall’auto che Erika,
moglie di Adriano, mi scorta al parco, li c’è Adriano che
mi aspetta… veramente, più che aspettarmi, stava pescando
a mosca e si è accorto di me solo quando gli ho strappato la canna
di mano dicendogli di lasciar fare a me…. Prendo diverse trote,
tutte iridee, una di oltre il chilo e mezzo!!! Che soddisfazione! Suo
figlio Alberto, sempre a mosca, prende
una fario di oltre due chili!!!
Il secondo giorno andiamo a funghi… non ce ne sono! Menomale, almeno
si pesca!!! A mezzogiorno siamo già sul fiume: tra le varie riserve
sulla Drava della famiglia Gargantini, l’unica in cui si può
pescare in questi giorni, causa acqua di neve, è la zona di Feistriz,
sotto la diga alla confluenza con il torrentello. Il caldo torrido ed
infinito sta facendo sciogliere tutti i ghiacciai delle Alpi e l’acqua
è fredda ed alta, tutti gli invasi sono stracolmi e in queste condizioni…
speriamo di riuscire aprendere qualcosa, non per nulla questa settimana
siamo gli unici ospiti dell’Hotel. Adriano fa sempre il pienone
dalla fine di marzo fino a tutto ottobre nei fine settimana, tutto pieno
anche nei giorni feriali invece da metà luglio a fine settembre,
trovare un posto libero è davvero un’impresa.
Adriano è un padrone di casa eccezionale, uno che
di pesca sa vita, morte e miracoli ed è un piacere starlo ad ascoltare
nei suoi racconti di pesca… forse è questo il segreto del
suo successo.
Iniziamo
a pescare verso mezzogiorno e mezzo: una canna a fondo con pasturatore
per la Chiara e una bolognese di 5 metri con galleggiante da 3 grammi
per me. Pasturo molto vicino a riva, dieci metri circa, voglio portare
i pesci sotto i piedi, sotto la punta della canna, a dieci metri di distanza
ho un paio di metri d’acqua o poco più. Ho circa un chilo
e mezzo di bigattini, tre chili di pastura, un chilo e mezzo di mais,
1 chilo di micro quarzo giallo. Il quarzo e la pastura sono prodotte da
Setti, ma molto buona è anche quella che fanno i figli di Gargantini
e che trovate in hotel, il mais è una latta di quelle grandi della
Pescaviva e i bigattini l’ho presi da Francesco
di Sportile a Treviso.
Ho preparato subito tutta la pastura e l’ho appesantita con il micro
quarzo ( piccola ghiaia ), ogni tanto tiro una, manciata di mais per cercare
di portarmi sotto pure le grosse carpe che ci sono in questo punto.
Non uso retine… ma non criminalizzo, come fanno molti, chi le usa…
appena tirato in acqua il pasturatore… un pesce dietro l’altro…
il fatto curioso è che… i primi 6 pesci presi sono 6 diversi
tipi di pesce: una trota, un persico reale, un cavedano, un barbo, una
breme di oltre due chili e un nasen (savetta)! Si comincia bene ho pensato!
E’ tipico, appena si arriva, fino a che non pasturi e non fai una
certa selezione le catture sono varie, poi quando si iniziano a tirar
giù palle di pastura allora si avvicinano le breme ( tutte di grossa
taglia ), i nasen, i cavedani, ma soprattutto i barbi. Infatti il mio
principale obbiettivo sono i barbi giganti che vivono in Drava: non è
impossibile attaccarli oltre i 4 chili, il problema è riuscire
a portarli a guadino!
Chiara è abbastanza indipendente, a parte che gli guadino i pesci
poi recupera, innesca e lancia da sola. I pesci rallentano le mangiate
a fondo dopo una mezz’ora ed inizio a prenderli con la bolognese.
La mia è una Maver nuova fiammante,
la j 55 mx, una delle versioni top della serie, come mulinello un nuovo
Colmic Taiton 3000 con in bobina dello
0,20 Maver Dual Band e finale del nuovo
Mimetix della Colmic di 0,17 e ami Nuclear
del 10.
Penserete che sono pazzo a pescare a passata con simili diametri…
ma forse non avete mai pescato qua: io nel fiume Serchio sono solito pescare
pesci simili con monofili di 0,08-0,10 al massimo e ami dal 18 in su…
Inizio a prendere dei Nasen e qualche breme, ma nessun barbo. A fondo,
dopo qualche ora ho una partenza al fulmicotone con un pesce che parte
a mille allora verso il centro del fiume… finale dello 0,25…
strappato! Rimonto il finale di ugual diametro… e dopo poco stessa
scena! Pensare di pescare con un finale di oltre 0,25 mi sembra impossibile…
ma monto dello 0,32! Dopo aver preso diversi bei pesci e dei barbi sui
50 cm ho di nuovo una super partenza… ristrappo!
Dopo aver ripassato l’elenco di tutte le bestemmie conosciute in
toscano non so più cosa fare… controllo il terminale rotto
e mi accorgo che il finale, 5 cm sopra la rottura è sbucciato,
sciupato… allora capisco che non mi strappano perché sono
giganti, solo perché ci sono ostacoli nel fondo che tagliano la
lenza. Sono sicuramente carpe: la velocità e la direzione presa,
centro fiume, è la caratteristica delle carpe che vivono in questo
punto: l’amico Roberto Ripamonti ne
ha prese qua di 6/7 chili... e in Drava un pesce simile tira come un treno!
Comunque a fine giornata abbiamo contato 4 barbi, 5 cavedani, 1 breme,
1 trota, 2 persici reali e una ventina di nasen
La sera andiamo a trovare al Lago
Birkenof i figli di Adriano, Francesco
ed Alberto che stanno iniziando una notte a carpfishing: è
freschino ed umido, non l’invidio per niente. Ho imprestato loro
tutta la mia attrezzatura da carpfishing, speriamo prendano un bell’esemplare.
La mattina dopo alle 7 sono già al laghetto e proprio in quel momento
stanno recuperando un pesce: l’unico della sessione di pesca FOTO
1, una bella carpa regina di 8 kg presa da Alberto.
Oggi andiamo a fare i turisti sul bellissimo lago
Weissensee e sul monte Garlizen
a quota 1600 mt a cerca di funghi… ma niente da fare (nasceranno
una settimana dopo).
4° giorno di nuovo in Drava: questo sarà uno dei giorni più
sfortunati di tutto il 2003, ce ne sono successe di tutti i colori…
abbiamo comunque pescato molto lo stesso, circa i pesci di due giorni
fa… in più un bel coregone! Anche oggi, abbiamo lasciato
in acqua dei pesci mostruosi… delle super abboccate nessuna è
venuta a guadino! Questo non succede ad esempio a Grafestein,
l’altra riserva 30 km più a valle: li il fondo è pulito
e non mi sono mai successe rotture di lenza così frequenti come
qui! Nel frattempo in hotel, la sera, trasmetto il mio report sul nostro
forum… e preannuncio la nuova tattica: pescare con la canna da carpfishing
e la pastura sulla lenza! Il 5° giorno è ancora dedicato al
turismo: visita di Klagenfurt, passaggio
della frontiera in Slovenia per prendere
le sigarette a basso prezzo e giro a Ferlach,
il paese dove ha l’albergo Gargantini.
Ecco il 6° e penultimo giorno di Austria: alle 9 siamo in Drava, ci
accompagnano Adriano a Francesco. Anche
loro si mettono uno a fondo e l’altro a bolognese. Ad Adriano monto
una bolognese più lunga, una sei metri, la nuova Colmic Super Flyer
con il mulinello Taitan 3000, Chiara e Francesco si mettono a pescare
a fondo con due vecchie canne da ledgering regalate da Milo ad Adriano
ed io con la canna da carpfishing, la pastura sulla gabbietta, terminale
in dacron, amo del 4 e 7/8 bigattini innescati a penzoloni… Catturo
a ripetizione: prendo molto più degli altri che usano il pasturatore!
Solo che pensare di avere il dacron come finale… non mi sento per
niente sportivo! Io poi che sono amante delle lenze ultra-leggere…
Ma devo sapere, devo vedere se sono carpe, Uko o… barbi preistorici
che passano i dieci chili? ( questo era stato il mio sogno della notte
prima… ) Chiaramente, come succede sempre quando uno ha la lenza
che non si rompe… il mostro non mangia! Riesco comunque a portare
a guadino un bel barbo di 66 cm e una bella breme di quasi 3 chili. Anche
Adriano prende un bel barbo di 61 cm con la bolognese Francesco una bella
breme con il pasturatore. Anche Chiara a passata prende un bel barbo sui
45 cm.
E’ stata proprio una bella giornata di pesca in
compagnia di due cari amici e di Chiara, ma soprattutto una settimana
indimenticabile e… rilassante. L’indomani partiamo all’alba,
ci aspettano a Venezia per un servizio in mare… ma questa è
un’altra storia…
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