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COREGONI
DALLA BARCA SULL'ISEO
di
Livio Venturini
e Luca Novali
Lunedì
24, insieme al fido Corrado verso le 10 parto in direzione Lago
d’Iseo, dove al porticciolo di Predore (sponda bergamasca)
mi attende l’amico ed esperto Luca Novali per una battuta
di pesca sul lago in compagnia dell’amico e valente Paolo.
Corrado, che è un “amante” oltre misura di questa
pesca non vede l’ora di salpare, per una esperienza che per ora
è stata limitata al lago di S.Croce (vedi archivio tecniche
e itinerari del sito), e così verso le 13, salpiamo verso la nostra
meta di pesca….il coregone!
Naturalmente in compagnia anche di ..pescareonline!
Ci
fermiamo verso la seconda gronda (scalino) profondo circa 40 metri, dove
Luca, tramite l’ecosonda, visualizza un discreto branco di pesci,
cosi dopo aver scelto una coda ( moschiera) tra le tante a disposizione,
ma con colori (rossi ,neri e blu) che pensa possano imitare in quel momento
una schiusa , con un piombo finale da 7 gr, si prepara a calare il tutto
sul fondo, per poi sperare che la coda riscuota successo sugli amati salmonidi,
mentre Corrado, a cui ho “vietato di portar canna”
non vede l’ora di cimentarsi col cannino (in 2 pezzi ) e con la
ruota (raccoglitore), la coda, è appoggiata rigorosamente sul fondo,
salvo piccolissimi richiami e rilasci (20 cm) della stessa verso l’alto.
Le catture purtroppo si fanno attendere, (a parte qualche toccata…
e fuga) tutto è fermo, siamo sopra al branco (ce lo dice l’ecosonda)
ma evidentemente i coregoni non gradiscono o non vi sono in quel momento
schiuse che creano “atmosfera” per i nostri amici.
La mattina però non era stato cosi…..e Luca e Paolo…..guardate!
pesci! tutti dai 40 ai 50 cm!
Noi
in compenso siamo attorniati da una allegra cornice di barche e pescatori
che attendono con fiducia qualche abboccata!
Cosi Luca verso le 16 decide di spostarsi verso la prima gronda (sui 20
metri) e di giocare il Jolly , una coda con ninfe viola che spesso hanno
dato risultati insperati, e cosi dopo alcune toccate …. e fughe
finalmente la ferrata buona , la canna si flette , abbiamo il pesce in..
cannino!
Certo sembra bello da come lotta, ma poi Luca ha ragione della sua resistenza
e lo porta a guadino.
E’ un bel coregone sui 40 cm e Corrado lo mostra con soddisfazione
in tutta la sua splendida ed argentata livrea!
Ma questa sarà l’unica cattura del pomeriggio, e cosi complice
un’aria molto “frizzante e fresca!” verso le
18 rientriamo al porticciolo, e dopo aver ancorato la barca …foto
di rito, per uno splendido tramonto sul lago.
Adesso ci aspetta una piacevole serata a base di pesce in una trattoria
tipica del posto…..a presto e saluti a tutti i naviganti da
Corrado, Luca e Livio.
La tecnica e la
storia:
Per quanto riguarda
la tecnica di pesca che abbiamo praticato ieri il nome corretto è
[ Pesca a sonda ] al Coregone o Lavarello; tanto per citare un
po' di storia questa tecnica nasce nei bacini Alpini e Prealpini delle
zone che vanno dalla Svizzera alla Francia e poi pian piano
si è diffusa a macchia d' olio un po' in tutta l' Europa Nord
Occidentale.
La prima zona Italiana dove è stata praticata questa pesca e stato
il Lago di Como circa 30 anni fa ( il resto è storia di
oggi).
I migliori posti per la pesca del coregone nei bacini lacustri sono quelli
con ampie spianate melmose dove abbondanti schiuse di chironomidi tengono
in attività il Coregone pressoché durante l' arco di tutta
la giornata.
Bisogna però precisare che in alcuni Bacini Lacustri per la conformazione
del fondale lo si trova anche tra la prima e seconda gronda (o scalino)
a profondità compresa (a seconda delle stagioni) fra 15 e 30 Mt.
Inutile dire l' importanza di una buona Ecosonda in special modo a chi
si avvicina per la prima volta a questa tecnica di pesca, altrimenti diventa
molto problematico capire dove stazionano i Coregoni e quindi pescare
senza riferimenti non renderebbe completamente i vantaggi offerti dall'
'insieme cannino e ruota che consente di posizionare la coda (montatura
) alla profondità dove per l' appunto l' Ecosonda evidenzia i segnali
dei pesci.
Poi con l' esperienza l' uso dell' Ecosonda diventa pressoché superfluo.
Nella bella stagione può aiutare molto osservare gli stormi di
Rondini i quali fanno copiose scorpacciate di Chironomidi in schiusa ,
quello è il segnale che la pastura naturale è gia in acqua
e dove vi è cibo si trova sempre pesce, basta solo trovare l' imitazione
che si avvicina il più possibile a quello che mangiano i pesci
sotto .
Licenze professionali
e problemi ambientali:
Le licenze professionali
A (costo 500 euro all’anno!!!!) nelle province di Bergamo
e Brescia zone rivierasche del Sebino, sono circa 70 ( un
numero esatto diventa problematico perché negli uffici Provinciali
preposti è difficile ricevere informazioni), e scusatemi “carissimi”
Organi competenti, ma questo mi sembra davvero troppo se non scandaloso,
in un lago come quello.
Tutto ciò come al solito e per l’ennesima ed infinita volta
va a scapito del pescatore dilettante che osserva impotente le vere e
proprie “mattanze” dei…..pescatori di mestiere!
Vorrei a tal proposito lanciarvi una provocazione intelligente cioè:
“Perché non usare i pescatori di Professione come guardie
Faunistiche o persone preposte per il turismo anche di Pesca? peraltro
cosa mai fatta qui Sull' Iseo ?”
“Perché accontentarsi del ridotto indotto prodotto dalla
pesca professionale in un bacino Lacustre di così Medio/piccole
dimensioni ,quando attraverso lo sfruttamento della pesca dilettantistica
si può valorizzare e proteggere ?”
Credo proprio che questa “politica” da parte delle
province non faccia bene a nessuno, e aggiungo tanto meno ad i pescatori
di professione, che vedono i loro introiti in particolari periodi dell'
anno precipitare perché il mercato è al collasso.
Il turismo di pesca se usato intelligentemente credo aiuti a salvaguardare
un ambiente nell' interesse della collettività e sopratutto nell'
interesse dei pescatori che accetterebbero più di buon grado regolamenti
rigidi che li chiamerebbero in prima persona alla tutela del proprio ambiente.
Ora invece qualsiasi regola può sembrare una presa in giro dopo
che si vedono chilometri di reti stese in tutto il lago, quasi a volerne
celebrare il suo degrado.
Come arrivare:
Abbiamo pescato in loc. Predore (sponda bergamasca).
Per chi proviene da
Bologna:
Percorrere la
A1, in direz. Milano, poi a Fiorenzuola entrare nella Piacenza
–Brescia , poi immettersi nella Venezia –Milano,
in direzione Milano, quindi uscire a Palazzolo e proseguire per
Sarnico, e seguire poi le indicazioni per Predore ( il porticciolo
si trova quasi a fine paese sul lungo lago).
Per chi proviene da
Milano:
percorrere la
Milano-Venezia, uscire a Palazzolo, poi idem come sopra.
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