|

CUBA CHE PASSIONE
Di Andrea Fusignani
Nel febbraio di quest'anno, con un gruppo di tredici persone
(fra cui Gionata Paolicchi e Stefano
Bastianacci articolisti
delle riviste Pescare e Pescare
Mare) siamo partiti alla volta di Cuba,
per dedicarci alla pesca ma anche al relax.
Dopo dieci ore di volo da Milano Malpensa,
atterriamo all'aeroporto di La Habana.
Il nostro viaggio però prosegue fino a raggiungere la cittadina
di Trinidad de Cuba, vero gioiello
architettonico della costa caraibica, con i suoi palazzi in stile coloniale
(basti sapere che è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità).
Soggiorneremo per circa dieci giorni all'hotel
Ancon, che si affaccia sull'omonima spiaggia, e a pochi metri dalla
Marina di Puertosol.
Il giorno seguente il nostro arrivo ci riposiamo sulla bianca spiaggia
dell'hotel Ancon e nel pomeriggio qualcuno decide di fare un giro esplorativo
della cittadina. Io e Gionata invece, essendo già venuti qui alcune
volte ( 2 io e 14 Gionata!!! ) andiamo alla marina per prenotare le barche
per recarci a pescare la mattina dopo.
La sveglia suona alle sette e dopo una veloce colazione siamo già
in barca pronti per la pesca. Visto che siamo in sette a pescare abbiamo
prenotato due barche, così da poter pescare comodi. Una barca si
dirige verso la barriera di Macho Afuera
dove farà traina, mentre noi stiamo sottocosta per cercare il pesce
più ambito da queste parti: il tarpon.
Infatti non passa molto tempo che notiamo una bella mangianza ai danni
delle sardine. Qualche lancio nel mezzo e i pesci cominciano ad aggredire
i nostri Cristal Minnow senza però rimanere agganciati. Per tutta
la giornata andremo avanti così inseguendo branchi di tarpon in
caccia; solo Marco riesce a portare in barca per le foto due discreti
esemplari.
L'altra barca invece trainando ha catturato dei bei barracuda
e una cerniotta. Rientriamo alla base felici per aver visto branchi così
grossi di tarpon.
Il secondo giorno di pesca noleggiamo una barca più grande, e saliamo
tutti, destinazione Macho Afuera, un'isoletta abitata da iguane e toponi
simili a castorini. Prima però ci fermiamo a pescare qualche aragostina
per il pranzo. Dopo aver pranzato a base di aragoste e frutta tropicale,
riprendiamo la pesca. Adriano ( cugino
di Gionata e detto Muso per gli amici ) porta a pagliolo una bella cerniotta,
mentre io un bel sierra. Non male, considerando che abbiamo visto un branchetto
di tonnetti tipo alletterato seguire le nostre esche senza abboccare,
e Gionata, che ha pescato sul bordo della barriera, ha slamato un flag
snapper che non si era agganciato bene al suo ondulante.
Il giorno seguente partiamo verso Cayo Zaza Afuera, isola deserta a circa
trentadue miglia dalla costa. Passeremo qui la notte sotto un bel cielo
stellato. All'andata trainando riportiamo uno spettacolare attacco al
mio popper da parte di un barracuda, e un pesce non ben identificato che
ha maciullato il minnow di Gionata. L'altra barca invece cattura diversi
bei barracuda , un jack horse eye, una cuberotta e un bel pargo.
Arrivati ci concediamo un fantastico piatto di spaghetti con sugo di aragosta
e barracuda al forno. Dopo pranzo armiamo le canne da spinning leggero
e con le lance a fondo piatto andiamo a cercare i bonefish nelle flat
dell'isola. Purtroppo di bone ne prendiamo solo un paio, in compenso ci
divertiamo un po' a lanciare sotto le mangrovie in cerca dei piccoli snapper
e jack che vi si rifugiano. La sera dopo aver assaggiato il jack ripieno
mi dedico a una pescatina ai piccoli jack e snapper che stanno sotto la
barca, attratti dagli scarti della nostra cena gettati in acqua.
Non passa molto tempo che aggancio un tarponcino stimato
sui tre chili con canna leggera e jig. Purtroppo tutte le volte che si
aggancia non riesco a portarlo in barca perché mi si slama sempre.
Dopo una notte sotto un cielo stellato meraviglioso e un abbondante colazione
trainiamo nella barriera prospiciente l'isola. Le catture principali sono
state una grossa aguglia e un paio di barracuda per me, barracuda per
Gionata e Marco e un bel jack crevalle
e barracuda per gli altri. Notiamo anche un grosso dorado che ci passa
sotto la barca e si trattiene per qualche minuto attirato dal barracuda
di Marco; a nulla valgono gli sforzi miei e di Gionata nel tentativo di
catturarlo con tutti i nostri popper. Dopo una sosta a Macho Afuera, la
nostra isola preferita, ritorniamo in hotel. Il giorno dopo ci dedichiamo
al tarpon senza vederne uno, Gionata col jig invece inganna un bel sierra.
Il giorno seguente ci rechiamo invece a pescare i black bass nello stupendo
Lago Hanabanilla.
Tutti catturano almeno un bass a testa, e ci divertiamo
moltissimo.
Nel pomeriggio ci rechiamo in visita alla bella cittadina di Cienfuegos.
L'ultimo giorno di pesca lo passiamo alle secche, dove col jig prendiamo
delle coloratissime cernie. Altri due giorni li passiamo nell'isola di
Cayo Santa Maria, dove pratichiamo la pesca
al tarpon Key's style come dicono gli americani. Ne agganciamo quattro,
di cui quello di Gionata veramente enorme, che però si slamano
tutti. I soliti barracuda e una bella black grouper per il nostro Gionata,
sono state le uniche catture.
Gli ultimi tre giorni li passiamo a La Habana, facendo i turisti, e mettendo
da parte le canne. La vacanza è stata molto bella, ci siamo divertiti
moltissimo e ci siamo riposati. Cuba è ancora un posto accessibile
per la pesca, e consiglio a chi ama forti emozioni di farci una capatina.
|
|