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FIUME
SERCHIO: PESCA E TRADIZIONE
di
Massimiliano Bellomini
Per parlare della pesca sul Serchio sono necessarie
alcune informazioni di natura storico-geologica, che lo rendono affascinante,
impregnato di leggende di popoli differenti tra loro, ma profondamente
legati da questo corso d’acqua.
La spiegazione è in parte semplice in quanto ogni fiume è
fonte di “vita”,
dando origine a guerre durate secoli per il controllo della via fluviale,
per il trasporto delle merci e per la buona qualità dei terreni
circostanti. C’è però qualcosa di innato; il Serchio
è fiume di antica nobiltà che ha ispirato grandi poeti come
Shelley, Pascoli, D’Annunzio, Ungaretti.
In tempi più recenti è stato itinerario di numerosi programmi
televisivi specializzati, riguardanti agricoltura, arte, costume e sport.
Il Serchio scende dagli Appennini che congiungono la Toscana all’Emilia,
porta acque fresche e limpide che nascono dalle nevi dell’inverno
che ricoprono i monti della Garfagnana.
Per un buon tratto muove con fare quasi impetuoso, poi si placa e il suo
corso diviene più dolce.
Fino agli anni 40 del secolo scorso, alcuni tratti della valle del Serchio
era possibile guadarli a piedi, ma la costruzione di draghe per l’estrazione
della ghiaia e della sabbia ha creato delle voragini nel fondale di svariati
metri. Da circa 30 anni l’estrazione è cessata, per cui i
detriti hanno colmato le buche formatesi, livellando i fondali omogeneamente.
Questo fiume toscano solitamente famoso per la pesca al colpo soprattutto
del cavedano, del barbo e della trota nel suo tratto medio-alto, è
altrettanto interessante nella vallata sia per la pesca del pesce bianco
in genere, sia per le carpe. Le numerose dighe che sbarrano il fiume nella
Garfagnana, periodicamente vengono aperte, facendo aumentare notevolmente
la corrente a valle; dipende naturalmente dalla quantità di pioggia
accumulata. Ciò comporta, oltre a subire l’effetto delle
maree, aumenti improvvisi di livello e quindi di corrente, nonostante
sia piovuto pochissimo nella valle. La mia attenzione negli ultimi anni
è stata rivolta soprattutto a questo tratto terminale del fiume,
con non pochi problemi!!. Spesso la difficoltà sta nel posizionare
le canne sulla sponda, in quanto sono ben poche le poste che si prestano
alla pratica del carp fisching.
Come se non bastasse, ho una certa preferenza per quelle più scomode,
dove piccole modifiche “geologiche” sono indispensabili, cosi
oltre all’attrezzatura sono costretto a portarmi il kit del giardiniere:
pala, sega a legno, martello e ascia. Costruire delle sicurezze è
molto utile soprattutto nelle discese più pendenti, basterà
smuovere un po’ di terra e appoggiarla a alcuni paletti di legno
ben conficcati nel terreno, al fine di ricavare un gradino parallelo al
piano dell’acqua, sarà semplice e ci aiuterà nella
guadinatura dei pesci. Inutile dire, che queste operazioni è meglio
farle prima del giorno in cui andremo a pescare ma capita spesso che le
maree, innalzando l’acqua, portino a dei cedimenti del gradino e
qualche ritocco sarà necessario. In tutto il tratto della valle,
per intenderci, da Lucca fino al ponte di Migliarino, la larghezza del
fiume varia da 40 metri circa ad un massimo di 80 e nonostante quest’ultima
sia una distanza raggiungibile, sconsiglio vivamente di pescarci; durate
fatica e otterrete risultati mediocri. La soluzione più semplice
e redditizia è quella di pescare nella parte più convessa
di una curva, proprio sotto i piedi.
Sono zone con maggiore corrente, (indubbiamente migliori), ma la poca
lenza che si viene a trovare in acqua e l’ausilio di piombi tendi
lenza riducono a zero i problemi. Non sono da disdegnare tuttavia le scogliere
in masso posate in opera negli ultimi anni che trovate nel tratto compreso
tra il ponte del paese di Migliarino e quello del paese di Pontasserchio.
Le scogliere sono senza ombra di dubbio scomode, ma ve ne sono alcune
dove è possibile pescarci di fronte data la vicinanza, sfruttando
appunto la corrente che batte su di essa.
Data
la corrente, difficilmente utilizzo piombi inferiori ai 100 g., possibilmente
con montature in line fissa. Dopo svariate prove la scelta è caduta
su questo tipo di montatura perché oltre alla semplicità,
risultano buone le allamature, tuttavia nel caso in cui per motivi di
forte corrente fossimo costretti ad utilizzare piombi molto più
pesanti, attorno ai 200 g. e più, converrà utilizzare gli
ormai noti accessori in plastica per lo sgancio immediato del piombo.
Non avremo più una montatura in line, ma un bolt-rig nel caso appunto
di piombi molto pesanti, se li avessimo montati in-line, le oscillazioni
del terminale, ci causerebbero frequenti slamature. Nel caso invece del
bolt-rig, se lasciamo la guaina sovrastante il piombo senza fermo, quest’ultimo
con molta facilità si sgancerà automaticamente non diventando
più di intralcio, perderemo un piombo, ma probabilmente non il
pesce!! Il tutto vale per la costruzione del terminale, il quale dovrà
essere semplice ed efficace. Personalmente prediligo terminali rigide
non più lunghi di 15 cm., Snake byte per le situazioni più
semplici e Quick Silver dotato di guaina termorestringente e magma per
appesantirlo in quelle più delicate, con forte corrente e presenza
di ostacoli.
Dopo la pulitura delle sponde e del sottoriva da parte del genio civile,
in questo tratto gli ostacoli presenti sono relativi e malgrado questo
è bene non sottovalutare le fughe del pesce una volta allamato,
saranno dei veri e propri tiri alla fune! Visto che perdere i pesci per
leggerezza di valutazioni è la cosa che odio di più, anche
per la scelta degli ami non conviene andare troppo per il sottile, per
cui dico che ami Mod. Serie 2 Fox e Serie 2XS sono l’ideale.
Visto le brevi distanze da raggiungere, conviene utilizzare monofili in
bobina molto generosi, da uno 0,40mm, in su possiamo stare tranquilli.
Ho utilizzato anche trecce in dynema, ma la loro vera necessità
può essere ridotta solamente alla primavera e all’ inverno,
quando le piogge fanno aumentare notevolmente la corrente. E’ vero
che l’attrito con l’acqua è superiore, ma i piombi
tendi lenza risolvono il problema e le fughe del pesce vengono frenate
più efficacemente. Tranne per i campi gara, le pasturazioni dovranno
essere massicce, sia a base di granaglie, che di boilies; del resto il
fiume è ricco di pesce e arrivare alle carpe che ci interessa non
è poi cosi semplice. Per quanto riguarda le boilies, sono da preferire
quelle a base di semi, con poco aroma e molto sapore, sia a base dolce
che speziata. La mia preferenza dopo anni di prove è quella di
boilie a base di miscele composte da : fish-meal, multi spice mix e bird
food di varia granulometria, in base alla dispersione dei liquidi che
mi interessa raggiungere in quella determinata sessione.
Aggiungo spesso al mix di base anche semi interi come niger, lino e canapa,
oppure si può ovviare, utilizzando delle miscele già pronte
in commercio, tipo il super seed o il bird seed, nell’ordine massimo
del 10%-15%. Generalmente utilizzo boilie da 20mm, granoturco o tigernut,
tutti rigorosamente con inneschi affondanti; visto la quantità
di pesce bianco, inizialmente ricorrevo a inneschi di boilie da 30/35mm,
oggi ritengo che talvolta valga la pena fare l’esatto contrario,
con esche da 16mm. Sembrerà assurdo ma niente affatto, un esca
piccola viene trovata con più difficoltà e a prove fatte,
le carpe le trovano meglio degli altri pesci. Una domanda sorge spontanea:
dobbiamo ridurre la misura dell’amo? In realtà si, ma attenzione,
le carpe del Serchio non vanno molto per il sottile e la sproporzione
dell’amo rispetto all’esca non desta particolari sospetti,
portando a delle allamature abbastanza sicure in caso di “tiro alla
fune”. Voglio dire, che anche se l’amo è un po’
sproporzionato rispetto all’esca non vi sono particolari problemi,
almeno per ora! Come in molti altri fiumi le carpe si muovono in branco,
cosi capita spesso che si possa avere più partenze contemporaneamente,
magari con pesci attorno ai 10kg o più. Numerose sono le carpe
attorno ai 7/8kg e abbastanza quelle comprese tra i 10/13kg, che generalmente
fanno visita al calare del sole; naturalmente ve ne sono di molto più
grandi, ma vi assicuro che il gioco si fa veramente duro!!! Sto lavorando
appunto a questo. I periodi migliori per pescare sono quelli che vanno
da marzo a giugno e da settembre a dicembre, naturalmente nel periodo
primaverile dobbiamo tener conto delle gelide nevi che sciogliendosi abbassano
la temperatura dell’acqua e rendono il fiume un po’ ….avaro
di pesci!
Sperando che la descrizione e le foto del fiume, riscaldino gli animi,
vi saluto qui.
RICETTA CONSIGLIATA
300g fish meal
300g multi spice mix
300g bird food mix
50g super seed
50grobin red concetrato
3cucc. da caffè per kg di hot spice
1cucc. da minestra di natural food
1cucc. da minestra di sale fine
7ml di olio complesso indian spice
10ml di attract natural
8gg olio ess. di pepe nero
6ml di mega sweetner
VIABILITA’
Per chi proviene dalla A12 Genova-Livorno
direzione Livorno, uscite a Pisa
Nord, oltre il casello vi trovate sulla via Aurelia,
girate a sinistra dopo 2 km trovate il fiume Serchio (ponte di Migliarino).
Per chi proviene da Bologna o da Roma
via autostrada a Firenze trovate lo svincolo
per Pisa.
REGOLAMENTO
Licenza categoria B 2 canne
E’ vietata la pesca notturna
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