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PESCARE " SENZA" ACQUA
Di Carlo
Bergamelli
Quest' anno stiamo vivendo un periodo particolarmente siccitoso,
fiumi e torrenti sono di gran lunga sotto il livello di portata abituale
ma
può questo esimerci di andare ad imbracciare una canna da pesca
e avventurarci lungo i corsi d'acqua? Nemmeno per sogno
bisogna
però fare attenzione a non sottovalutare certi particolari, come
ad esempio: l'ora del giorno, il luogo e specialmente la tecnica da utilizzare
in queste condizioni.
La scorsa settimana ho accompagnato a pescare un amico
"malato" di pesca, uno di
quelli che per una trota rinunciano anche a una "bionda",
uno che quando lo incontri l'unico argomento è quello e nient'altro,
un vero appassionato, anche se è solo un anno che si è avvicinato
alla pesca, prima al lago ed ora anche al fiume.
Ci diamo appuntamento alle 18.30 di mercoledì in un bar e poi via
verso un tratto del fiume Serio da me particolarmente
amato per le trote spettacolari e difficili e in questo periodo anche
perché c'è un po' più di acqua rispetto ad altre
parti del fiume.
Arrivati sul posto scendiamo sul letto del Serio e Piero,
così si chiama il mio amico, già fibrilla, imbraccia la
canna e dice < io parto da quella buca >
... lo acchiappo per un braccio e gli dico: < stai calmo, non vedi
che il sole illumina ancora questo tratto di fiume. La trota almeno quella
per il 70% "vera" non ama il
sole , rischi di allamare solo trotelline e di disturbare quelle potenziali
prede che aspettano il momento giusto per mettersi in caccia. Vedi, dopo
la curva il fiume è già ombroso, partiamo da li e lasciamo
questo tratto per dopo>

Facciamo un giro largo per non disturbare le
"forellen" e giunti sulla curva sguainiamo le nostre
8 metri autobloccate, io estraggo una spiralina di 2gr. Alleggerita, la
infilo sulla lenza madre dello 0.18 lego una girella doppia con moschettone
del 20 e sul finale dello 0.12 lungo 50cm. monto un amo dell' 8.
Mi giro per vedere la montatura di Piero
ma questo è già
in assetto di guerra, 10 mt. sopra di me con i piedi in acqua e sta pescando
di fronte a se davanti a una bella tana
già mi stavo innervosendo
e con una voce da soprano..< cosa cavolo stai facendo > e lui <
..pota
. stavo provando la montatura > alza la canna e mi appare
una montatura più adatta a sgombri e palamite , lo raggiungo e
ad alta voce dicevo < Carlo stai calmo
> prendo una forbice e gli riduco la montatura in una poltiglia indefinita
ci
guardiamo e scoppiamo a ridere.
Seduti su di un sasso gli preparo la canna e gli spiego che in questi
casi con poca acqua e limpida e con fiume largo 10-15mt con pochi ripari
bisogna fare molta attenzione a non farsi vedere e "sentire"
con vibrazioni causate magari da una camminata troppo energica, stare
sempre a valle dal posto dove si vuole pescare e vestirsi possibilmente
con colori neutri.
Come montatura si può variare molto, nel nostro
caso serve del materiale che ci permette di pescare a 15-20-25 mt. evitando
al massimo le incagliate sul fondo e ci permette un'azione molto morbida,
ad esempio una spiralina magari anche "modificata",
un pendolino o anche un galleggiantino sempre molto redditizio in queste
condizioni.
A Piero gli monto un pendolino di 3gr per facilitargli l' azione, come
finale uso dello 0.12 lungo 70cm con un amo del 6. Inneschiamo un piccolo
verme rosso e giunti alle spalle di una buca allungata dico a Piero di
lanciare, ma attenzione il primo lancio è sempre quello con maggiore
potenzialità di cattura dunque non bisogna sbagliare. Il lancio
deve essere fatto oltre l'inizio della buca per non spaventare la possibile
trota in caccia e poi accompagnare o trascinare l'esca lungo tutta la
lunghezza della buca.
La bravura sta anche nel dosare la velocità dell'esca in funzione
alla velocità dell'acqua, facendola scorrere sempre il più
vicino possibile al fondo. 
Come non detto, Piero alza la sua 8 mt. con due pezzi non
allungati per facilitare il lancio, anche se il primo finisce dritto in
mezzo alla buca a 20 mt a monte da noi <non fa niente > gli dico
< alza la canna e recupera verso di te alla giusta velocità
e conta i sassi che il pendolino tocca, stai pronto come senti la tocca
ferra subito per non rischiare che la trota ingoi l'amo > . Il tempo
di spostarmi due metri e Piero già ferra, ma con una tale violenza
che se il piombo ci colpisce stramazziamo a terra
<ma sei fuori
di testa
> gli dico agitando la mano davanti alla fronte, e Piero
< mi ai detto tu di ferrare subito quando mi mangiava >. Armato
di pazienza gli spiego che se quella trotellina che gli ha abboccato fosse
stata allamata con lo strappo che subiva poteva avere dei danni agli organi
interni con delle conseguenze anche mortali, dunque dosare la forza.
Si sono fatte le ore 20.30, il sole è scomparso
dietro le montagne e l' intensità della luce è diminuita.
Sono le condizioni ideali per sperare in qualche bella cattura e infatti
risalendo il fiume ogni buon posto ci regalava abboccate e catture e come
capita a volte il "culo" dei principianti ha il sopravvento
sull'esperienza e cosi la più bella cattura la fatta proprio Piero,
un ibrido di circa 35 cm spettacolare, qualche piccolo puntino rosso,
una livrea marmorizzata di colore grigio-verde con sfumature azzurre,una
testa e bocca grossa tipica da marmorata e delle pinne laterali gialle-arancio
che sembrano due vele da windsurf, cavolo, purtroppo non avevamo con noi
la macchina fotografica per immortalare quel momento bellissimo.
La faccia di Piero spruzzava gioia forse più che il giorno del
suo matrimonio. Dopo averlo coccolato per qualche minuto il nostro bel
ibrido ha guadagnato la sua bella tana e noi soddisfatti della bella esperienza
e con una fame dell'accidenti ci siamo incastrati nella bruschetteria
di Ivan e mangiando, parlando e specialmente bevendo abbiamo fatto mezzanotte
.e chi ha pagato?
ma sicuramente Piero
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