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Una delle regioni più ricche d’acqua d’Italia
è senz’altro il Piemonte che
, come dice il nome stesso, stando ai piedi delle Alpi
ha la possibilità di avere copiose precipitazioni, anche nevose,
che ne alimentano i rii che poi si trasformeranno in torrenti e fiumi.
Parecchi sono i laghi sia di origine glaciale, sia morenica. Se di acqua ferma c’è né tanta anche
per quella corrente si può dire lo stesso.
Ho detto naturali appositamente visto che regione è
solcata da una miriade di canali, canaletti , fossi e risorgive da formare
una rete idrica molto complessa e varia dove parecchie volte le acque
passano una sopra l’altra o si alimentano a vicenda. Tante sono le roggie (dette balere nel cuneese , astigiano) e fontanili di cui citiamo la Roggia Busca (Km 50) e la Biraga.
Ma cosa si prende in tutta questa caterva di acqua? Le
possibilità teoriche sono di allamare quasi tutte le specie presenti
in Italia e di pescare con ogni tecnica possibile compreso la cavadanera.
In pratica sulle acque citate si sono abbattute tutte le calamità
possibili (inquinamenti, alluvioni e conseguenti dissesti umani di alvei,
siccità, chiuse senza scale di monta, non rispetto del minimo prelievo
vitale, pesci alloctoni e “buona grazia
di DIO” ultima il tanto famigerato cormorano. Lasciamo perdere
la noncuranza da parte delle amministrazioni … ) per cui la pescosità
in molte zone è ridotta al lumicino.
Vi è da dire che in Piemonte esistono molteplici diritti esclusivi di pesca o similari per cui tante acque sono gestite da associazioni nazionali come la FIPSAS o meglio dalle sezioni provinciali di essa e da grosse associazioni provinciali come l’ APD NO (www.apd.no.it), l’Unione pescatori Valsesia e anche locali come la ASP Trecate, La SPD Galliate, Pescatori di Carmagnola, AP Cameri ecc. che fa si che le acque vengano ripopolate e magari fatte opera di recupero pesce quando i canali vengono posti in asciutta. Comunque prima di recarsi a pescare in Piemonte è
sempre bene informarsi da chi è gestito il tratto in questione
dato che sono veramente molti i tratti dove oltre alla normale licenza
ci vuole un altro permesso. La stessa FIPSAS sezione di NO ha tratti ove
al normale versamento occorre un ulteriore versamento (vedasi ad es. Ticino
a Cameri e Sesia a Romagnano)). Vi sono anche zone turistiche a pagamento specialmente
per le trote come l’Orco a Fornolosa
di Locana. Molte di queste acque le vedremo successivamente in
articoli specifici dove cercherò di essere il più veritiero
possibile e di dare un quadro esatto di ogni singola situazione anche
se ciò non è molto facile. |
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