
SUPER BARBEL-FISHING IN DRAVA!
di Alberto Gargantini
Il fiume Drava in
Austria negli ultimi anni è diventato
famoso a numerosi pescatori italiani per la sua pescosità. Precisamente
fra le città di Villach
e Klagenfurt
a circa 1 ora dal confine italiano, il fiume aumenta la sua portata
d’acqua e diventa un fiume di fondovalle, infatti la Drava, dopo
aver ricevuto le acque di numerosi affluenti, fra cui il Gail
e l’Isel,
si presenta come un grosso fiume largo circa 70-80 m.
Questo tratto è caratterizzato da numerose dighe e manufatti
che ne variano la conformazione, in alcune zone c’è una
forte corrente, mentre in altre il fiume si allarga formando dei veri
e propri laghi, lunghi anche 10-15 km, questi bacini sono veri e propri
serbatoi di pesce, essendo immensi, e profondi e con una pressione di
pesca praticamente inesistente, il pesce può riprodursi e crescere
tranquillamente.
Durante i periodi di frega e generalmente da marzo a novembre il pesce
tende a risalire il fiume e quindi si concentra nelle zone al di sotto
degli sbarramenti, dove trova cibo a volontà ed un habitat ideale,
le zone migliori per la pesca sono quindi, quelle a valle delle dighe
dove la corrente è abbastanza sostenuta.
La Drava qui è popolata da numerose specie di ciprinidi, fra
cui, cavedani che possono superare i 3 kg di peso, nasen (pesce simile
ad una grossa lasca con taglia media di 1 kg), breme che raggiungono
i 4 kg e barbi, che in queste acque arrivano a taglie da capogiro.
Infatti la specie barbus barbus, chiamata barbo europeo, da sempre presente
in queste acque, trova le condizioni ideali per riprodursi e per raggiungere
dimensioni da record, foto e classifiche documentano catture di esemplari
anche di 7-8 kg.
Con l’obbiettivo di catturare grossi barbi, mi organizzo per una
battuta di pesca a legering, o meglio legering pesante, questa è
una tecnica che in Italia non è molto praticata, deriva dal carp-fishing,
ed è studiata appositamente per la pesca del barbo, infatti la
si può chiamare anche barb-fishing.
Ed è grazie a degli amici marchigiani, Patrizio,
Franco e Oscar
che da anni usano questa tecnica, che sono venuto a conoscenza dei metodi
del barb-fishing.
Il barbel-fishing, si differenzia dal legering normale per diverse caratteristiche:
canne e mulinelli più potenti, per utilizzare pasturatori di
anche 100 g, si usano fili tracciati e dynema, gli ami sono praticamente
quelli più piccoli da carp-fishing, le esche che si possono usare
sono molte: il solito bigattino, le pellets, le microboiles, varie granaglie,
impasti, gatoss, ecc.
Questa tecnica permette di catturare i barbi più grossi e la
scelgo per diversi motivi, che a differenza della pesca a passata mi
permettono di insidiare correttamente il barbo.
Per prima cosa posso pescare in posti dove la corrente e la profondità
sono proibitivi per la pesca col galleggiante, luoghi dove di solito
stazionano gli esemplari di una certa taglia, altro motivo è
la presentazione dell’esca, che è appoggiata praticamente
sul fondo, ideale per il barbo; ultima cosa, ma molto importante è
la fase del combattimento, dove l’attrezzatura è messa
a dura prova sia dal pesce che dalla corrente del fiume, infatti con
una normale bolognese, il barbo anche se di modeste dimensioni, riesce
quasi sempre a guadagnare il centro del fiume, rischiando così
di slamarsi o di rompere la lenza fra i grossi massi presenti sul fondo.
Per ovviare a ciò, occorre pescare con canne con una potenza
di lancio di almeno 50-80 g, ciò consente di lanciare pasturatori
di grosse dimensioni che permettono alla montatura di tenere il fondo
anche con una forte corrente, le canne devono avere una lunghezza compresa
tra i 3 e 4 metri, per avere la giusta sensibilità e padronanza
nelle fasi di combattimento.Un robusto mulinello caricato con 200-250
metri di un buon monofilo di 0.20-0.22 mm o con un trecciato da 15 lbs
è l’ideale per affrontare i barbi della Drava.
Preparata l’attrezzatura, composta da pochi ma utili attrezzi,
fra cui la sacca con le canne, un paio di kg di bigattini, la borsa
per le montature e l’immancabile macchina fotografica, io e mio
fratello Francesco ci apprestiamo a percorrere i 10 minuti di strada
che ci separano dalla riserva di pesca.
Arrivati sull’argine, lasciamo la macchina a pochi passi dalla
fiume e ci rechiamo in un posto dove la corrente batte sottoriva ed
è veramente forte, ci sistemiamo fra i massi della prismata e
notiamo subito che il colore dell’acqua non è dei migliori,
sembra velata, ma non c’è alcun problema, visto che siamo
a barbi e il barbo come si sa è un pesce di fondo che mangia
anche in condizioni di acqua torbida. Il fondo del fiume qui è
composto prevalentemente da sassi ed è abbastanza pulito caratterizzato
da una profondità regolare che va dai 2 ai 4 metri.
Quindi iniziamo a preparare le montature, per pescare in Drava non occorrono
montature particolarmente sofisticate, il pesce qui, non è smaliziato
e furbo come quello nei nostri fiumi, quindi ci si può permettere
di pescare anche con dei finali di grosso diametro, noi però
per mantenere un alto tasso di sportività non utilizziamo mai
terminali al di sopra dello 0.18 mm, in quanto il bello della pesca,
oltre che essere l’inganno è anche la fase del combattimento…Con
noi, abbiamo portato una buona scorta di pasturatori per bigattini da
40 a 60 g, io preferisco quelli rettangolari, perché penso che
siano più stabili sul fondo.
La montatura da me preparata è quindi composta da un pasturatore
da 60 g, una girella e un finale di 30 cm di 0.18 mm con un amo forgiato
del 12. Questa montatura può sembrare rudimentale ma è
molto redditizia in queste acque, dove la resistenza dei nodi viene
messa a dura prova. Se il pesce è particolarmente sospettoso,
e con minore corrente si può usare il pasturatore in deriva su
un bracciolo di 20-30cm , quindi girella e finale di 50-80 cm di diam.
0,12-14, e amo del 14-16.
Finalmente iniziamo a pescare, facciamo qualche lancio di pasturazione,
col pasturatore aperto, e ci mettiamo in attesa, nel frattempo preparo
una bacinella di bigattini incollati con ghiaia, che serviranno come
pastura, preferisco usare questo sistema di pasturazione, invece delle
retine che inquinano il fondo del fiume, bisogna fare sul fondo un letto
di bigattini che, trasportati dalla corrente si concentreranno in un'unica
zona, pescando a legering 1 kg di bigattini a testa basta per tutta
la giornata di pesca.
La mia montatura, lanciata a monte e fatta trasportare a valle dalla
corrente non tarda molto a dare i primi risultati, infatti un grosso
cavedano cede all’insidia del fiocco di bigattini, i cavedani
di solito sono i primi ad essere richiamati dalla pasturazione e non
è difficile catturarne di grossi come questo esemplare che sfiora
i 2 kg di peso, che dopo una meritata foto ricordo, prende subito la
libertà.
Contenti di aver cominciato bene la giornata, ci rimettiamo subito in
pesca e dopo poco catturiamo finalmente il primo barbo, è di
Francesco, raggiunge a malapena il kg. Non è grosso, però
ci fa capire che il branco di barbi può essere entrato in pastura,
infatti subito dopo averlo liberato, catturiamo una serie di esemplari
di modeste dimensioni, bei pesci ma non certo i record che cerchiamo,
al massimo 1,5-2 kg, che però ci fanno divertire, i barbi della
Drava, anche se piccoli sono molto combattivi.
I barbi grossi si vede che non sono ancora arrivati o che non ne vogliono
sapere di mangiare, perciò insistiamo sia nella pesca che nella
pasturazione, per pescare a legering ci vuole una buona dose di pazienza
che qui, il più delle volte viene premiata con bellissime catture.
Nell’attesa mi soffermo ad osservare la natura che ci circonda,
è stupenda, il fiume scorre in mezzo ai boschi e le sue sponde
sono curate e ordinate, non si sente passare neanche una macchina, siamo
solo noi, è tutto tranquillo.
E’ un po’ che non vediamo abboccate, è un momento
di pausa, forse sta succedendo qualcosa, assorto nei miei pensieri,
vedo che all’improvviso la canna inizia a piegarsi, ferro e capisco
subito che ho attaccato un bel barbo, infatti, appena allamato comincia
a sbobinarmi metri e metri di lenza, è un treno, fino a quando
raggiunge il centro del fiume, dove si ferma in piena corrente, da lì
è difficile tirarlo via, perciò bisogna aspettare e stare
attenti alle improvvise testate e partenze, prima o poi è lui
a muoversi. Finalmente si muove, inizio a guadagnare qualche metro,
è dura, ma dovrei farcela, dopo diversi tira e molla lo porto
sotto riva, lo vediamo, è enorme, prepariamo il guadino, ma alla
sua vista il barbo si spaventa e riprende in un batter d’occhio
tutto il filo guadagnato, è ancora in mezzo al fiume, solita
storia, tira, lascia e tira e il barbo è di nuovo a tiro di guadino,
con la massima attenzione Francesco me lo guadina, e dentro!!
Entusiasti lo tiriamo sulla sponda, a occhio gli do quasi 4 kg,!! non
è il più grosso che ho preso, qui ne ho pescato uno di
oltre 5 kg, questo alla bilancia fa 3.8 kg, è senza dubbio un
bel pesce, che dopo una serie di fotografie viene subito liberato.
Ecco, il re della Drava si è fatto vivo, ogni volta che si cattura
un bel barbo, l’emozione è sempre grande, questo è
il motivo per cui tanti appassionati insidiano questo bellissimo pesce.
Gasati dalla cattura e consapevoli di essere nel posto buono con l’attrezzatura
giusta, ci rimettiamo in pesca e confidiamo nelle nostre esche per la
cattura del record.
Trascorre un po’ di tempo prima di vedere un’altra abboccata,
forse questo è dovuto al combattimento prolungato del barbo di
prima che può avere fatto allontanare il branco, però
tranquillizzata la situazione le abboccate si sono fatte vedere di nuovo,
ed è ancora un bel barbo che interrompe il digiuno, abboccando
alla canna di Francesco, ancora un gran combattimento e mentre mio fratello
è impegnato, ne attacco uno simile anch’io.
Facendo a turni per guadinare il proprio pesce, prima io poi lui tiriamo
in secco questi bellissimi esemplari di 2.7 kg e 2.9 kg, proprio una
bella doppietta!
Il tempo passa e fra un barbo e l’altro si fa quasi sera, iniziamo
a fare un bilancio della giornata, a parte i cavedani iniziali, solo
barbi e barbi, capiamo che i nostri sistemi di pesca hanno funzionato,
abbiamo selezionato le abboccate e tirato in pastura il branco di barbi,
lasciando perdere, (per fortuna) le breme e i nasen che avrebbero disturbato
l’azione di pesca.
Il sole inizia a calare e noi cominciamo a chiudere le borse e a prepararci
per andare a casa, lasciando le canne in pesca fino all’ultimo
momento. Siamo distratti a mettere le cose in macchina, quando sentiamo
frizionare il mulinello della canna di destra, sembra impazzito, Francesco
afferra la canna, il pesce continua scatenato la sua corsa verso valle,
il filo esce veloce e poco dopo il mulinello comincia a svuotarsi, decidiamo
di chiudere progressivamente la frizione, nell’intento di rallentare
la bestia, di solito in questi casi si tratta di un carpone oppure nel
migliore dei casi di un grosso barbo, speriamo …come previsto
il pesce si ferma, e si comincia a tirare, con molta pazienza, mio fratello
recupera la lenza e centimetro dopo centimetro vediamo affiorare a galla
una sagoma gialla di forma allungata, è un barbo enorme!
Contenti, ma con ancora molto da faticare, ci prepariamo per guadinare
il pesce, che però non ha nessuna intenzione di farsi prendere,
il combattimento si protrae a lungo e Franci comincia ad essere stanco,
il barbo no, gli chiedo la canna, non me la da, dopo un bel po’
riesce a staccare il barbo dal fondo e finalmente a fargli prendere
aria, il pesce è ormai allo stremo delle forze ma non è
ancora vinto e alla vista del guadino, si dibatte violentemente creando
confusione e rischiando seriamente di scappare.
Dopo ben 2 tentativi, riusciamo a portare il barbo nel guadino, fa fatica
a starci, con grossa soddisfazione (e fatica) lo tiriamo a riva.
Questo
è veramente grosso, senza aspettare lo pesiamo, l’ago della
bilancia si ferma a 4,500 kg , è il nuovo record stagionale,
che merita senza dubbio una bella foto, la scattiamo, e poi con grande
soddisfazione gli ridiamo la libertà, magari la prossima volta
lo prendo io, chissà. Patrizio, Franco e Oscar a loro volta hanno
catturato barbi da …urlo!!, ma ormai si è fatto tardi,
questa volta smontiamo definitivamente l’attrezzatura, e ci dirigiamo
verso casa, è stata una bellissima giornata di pesca ricca di
catture e coronata con l’ultimo barbo, veramente degno di nota,
oggi abbiamo pescato la media di 15-16 barbi a testa, tutti sopra il
kg e con numerosi esemplari sopra i 2.5 kg, non potevamo chiedere di
più.
La giornata di oggi ha dimostrato che pescando nel modo giusto, i risultati
si vedono, eccome, tutto sta nell’adeguarsi al posto e al pesce
che si insidia, il legering appunto sembra la tecnica che più
si addice per la cattura dei grossi barbi. I periodi buoni per insidiare
i barbi in Drava sono i mesi di Maggio-Giugno e Settembre-Ottobre, io
preferisco pescarli da fine agosto a inizio novembre, perché
di solito in questo periodo vengono catturati gli esemplari più
grossi.