
Le
canne da bombarda
di Fausto
Buccella
Ad oggi sono sette le canne da bombarda ed ognuna
di esse con una spiccata personalità tecnica. Di base sono tutte
potenti ma, in maniera differente da modello a modello per consentire
all’azione di entrare in gioco nella fase cruciale della pesca.
Le dosi di potenza e d’azione inserite in ogni modello, ne determinano
la personalità che può essere sbilanciata o più
verso l’una o più verso l’altra.
Questo sbilanciamento è anche la caratterizzazione che distingue
le canne per la pesca in superficie da quelle per la pesca in profondità.
Infatti, la potenza oltre che per il lancio, serve anche nella pesca
estiva in profondità dove, il peso della bombarda e la pressione
dell’acqua, mettono in sofferenza la cima.
L’azione
invece, aumenta il grado di sensibilità dell’intera canna
e soprattutto aiuta il pescatore a meglio trasmettere all’esca
le stimolazioni della tremarella. Da ciò si capisce che, a parità
di potenza, in estate occorre un tipo di canna mentre in autunno, un’altra.
Le sigle che distinguono le varie “personalità”
di canna, fanno esclusivo riferimento all’azione. I dati di potenza
invece, sono normalmente scritti sul retro della base ma, attenzione,
non sempre sono credibili specialmente quando il range tra minimo e
massimo è troppo ampio.
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“42 L”
= Light (Leggera) è questa la canna ad azione più parabolica.
“Libidinosa” nella pesca a galla con bombardine di 6 –
10 grammi di peso.
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“42 ML”
= Medium Light (Medio Leggera) - azione e potenza ottimali: 10-15
grammi nella pesca a galla, 10 grammi nella pesca in profondità.
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“42 M”
= Medium (Media) – azione e potenza ottimali: 15-20 grammi nella
pesca a galla; 15 grammi nella pesca in profondità.
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“43 o
44 MH” = Medium Heavy (Medio Pesante) – azione
e potenza ottimali: 20-25 grammi nella pesca a galla; 20 grammi nella
pesca in profondità. La “43MH” ha una cima ed un
portacima con un’azione leggermente più morbida della
“44MH” e quindi è molto più adatta nella
pesca di superficie e di mezz’acqua quando occorre stimolare
la trota con la tecnica della tremarella.
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“45 LD”
= Long Distance (Lunga distanza) – da questa canna in
poi, prevale la potenza sull’azione quindi, la potenza ottimale
di questa canna è di 30 grammi.
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“45
HLD” = Heavy Long Distance (Lunga Distanza pesante) potenza
ottimale 35-40 grammi anche se tranquillamente consente di pescare
con 5 grammi in più ed in meno.
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“45
HHLD” = Heavy Heavy Long Distance – potenza ottimale
per guadagnare davvero sulla distanza di lancio rispetto al modello
precedente è 45-50 grammi.
Il numero che precede le lettere sta ad indicare la lunghezza della
canna; esempio: 42 = 4,20 metri.
Questo indipendentemente dal tipo di canna, telescopica o ad innesti.
Ed a questo proposito, quale delle due? Anche per le canne da bombarda
vale lo stesso discorso fatto per le canne da piombino, tecnicamente
sono meglio quelle ad innesti: fusto sottile che più velocemente
“taglia” l’aria nella fase di spinta del lancio, “spina”
in dirittura naturale che garantisce nerbo e precisione nella mira,
anelli sempre allineati che fluidificano la fuoriuscita del filo, curva
perfetta, eccezionale reattività agli impulsi della tremarella
e grande affidabilità. Ma, anche le telescopiche d’oggi,
non scherzano purché montate con anelli di qualità.
LA SPINA
Ogni segmento di canna è costruito avvolgendo del tessuto in
carbonio su di un mandrino. La saldatura o giunzione dell’ultimo
strato da luogo ad una riga longitudinale chiamata spina. Un vero e
proprio punto di forza che richiama alla memoria la spina dorsale del
corpo umano. Se diritta permette di fare cose incredibili, se storta
invece, di star male. Lo stesso vale per la canna che dà il meglio
di sé in termini di potenza, di precisione di lancio e di tremarella,
con le spine allineate. L’operazione di allineamento va fatta
prima di montare la canna e la posizione ideale delle spine è
opposta a quella degli anelli. Ma come trovare le spine? Nei pezzi grossi
e rigidi, osservando attentamente il tessuto in carbonio. Si deve vedere
una sottile linea longitudinale che corre lungo il pezzo. Nei pezzi
piccoli e flessibili invece, quali il cimino tubolare ed il sottovetta,
la spina è rilevabile soltanto con la loro flessione e rotazione.
Il punto spina sarà quello dove la flessione risulterà
più resistente.
CONSIGLIO PER GLI ACQUISTI
Le canne fondamentali per la pesca con la bombarda sono tre, che possono
ridursi a due se i laghi del proprio territorio non richiedono il lancio
a lunga distanza. Sono: la “42 ML”, la “42 M”
e la “43 MH”. Le altre vanno a completare specifiche esigenze:
la “42 L” è per godere in pesca con i fili sottili,
la “44 MH” per la pesca in profondità estiva e le
tre “LD” (Long Distance) per i grandi laghi dove spesso
occorre lanciare oltre i cento metri.
Anellatura della canna telescopica
Dall’anellatura dipende la “salute” e l’efficienza
della canna stessa. Per non metterla a rischio di rotture o per non
alterarne le caratteristiche tecniche da nuda, bisogna sposarla ad anelli
di qualità prestando attenzione alla loro misura e quantità.
Ma, non solo. Bisogna anche evitare le legature troppo spesse e gli
scorrevoli inutili.
Gli anelli migliori sono sicuramente i “S.I.C.”
della Fuji ma, costano un occhio della
testa. Vale la pena montarli sempre come apicale e, se si vuole, sulle
canne molto potenti. Garantiscono: sicurezza all’usura, una maggiore
scorrevolezza ed un minor surriscaldamento del filo in tensione. Sulle
altre canne invece, vanno benissimo gli anelli standard sempre della
Fuji che oggi come oggi, hanno poco da invidiare ai nobili SIC. Il tipo
consigliato è: a ponte medio-alto su tutte le canne fino alle
“MH” (comprese quelle da piombino) e, a ponte basso, sulle
più potenti.
Ma quanti ce ne vogliono?
La regola dice: Tanti quanti ne bastano al filo per seguire la parabola
della canna sotto sforzo. Non uno di più, non uno di meno.
Posizione obbligata è la sommità d’ogni sezione
dove l’anello diventa solidale con il fusto, da ponderare invece,
quella degli anelli scorrevoli.
Per capire esattamente dove vanno messi gli scorrevoli, bisogna flettere
al massimo la canna e piazzare uno scorrevole fra un anello fisso e
l’altro, dove si vede il segmento di canna inarcarsi troppo.
Raramente si mette uno scorrevole sul terzo pezzo ma, non è da
escludere a priori: dipende dall’azione della canna.
La “L” e la “UL”
ne sono l’esempio.
Obbligatori invece, sono gli anelli scorrevoli sul cimino e sul portacimino
per via dell’enorme carico di lavoro cui, questi sono costretti
a sopportare durante il salpaggio al volo della cattura. Importante
però, è non esagerare nell’uno o nell’altro
verso.
Metterne troppi potrebbe sbilanciare la canna in avanti mentre, metterne
pochi, rischiare la rottura del pezzo.
NON
TOCCATE I GIUNTI A SPIGOT di una canna ad innesti
Al momento di assemblare una nuova canna ad innesti, raramente si riesce
a far penetrare completamente il giunto maschio (spigot) nel giunto
femmina. Rimane sempre fuori un tratto di uno o due centimetri. E’
giusto così. Non cercate di forzare le parti e neppure pensate
di carteggiare il maschio per far combaciare i due pezzi. Questo spazio
è il margine di sicurezza che garantisce una più lunga
vita alla canna.
I giunti maschio e femmina sono in carbonio e lo sfregamento dell’apri
e chiudi li consuma.
I due centimetri circa lasciati dal progettista servono per compensare
l’usura data dal tempo.
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