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PESCA DELLO STORIONE IN LAGO
di Gionata Paolicchi

Negli ultimi anni, con l’avvento dei laghi artificiali per la pesca sportiva, sono stati immessi in questi specchi d’acqua per la gioia dei pescatori (e di chi vende il pesce), decine di specie di pesci provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Africa, dall’Oriente, dall’America,da tutti i continenti insomma: gli Amur ad esempio sono stati portati in Italia dalla Cina alla fine degli anni ’60, i Clarius, pesci gatto africani buttati nei laghi per fare “ scena “ perché vengono spesso in superficie a prendere una “ boccata d’aria “, i Colossoma, Piranha Africani, pesci che dicono essere erbivori, ma che guardando la dentatura si direbbe l’opposto, i pesci gatto Americani, detti Channel, gli Storioni e i Siluri, anch’essi buttati negli anni ’60. Tutte queste fantasiose immissioni di pesce hanno poi permesso di avere fiumi, tanto per dirne uno, l’Arno, nella zona di Pisa infestato dai Clarius e da qualche Piranha Africano.
Dovremo rivedere a breve le mappe dei nostri corsi d’acqua: la dove era scritto le specie ittiche presenti nell’Arno sono Scardole, Cavedani e Carpe, dovremo invece scrivere, Piranha, Clarius e qualche Carpa.

Fra queste nuove immissioni di pesce, spicca lo Storione, proveniente dalla Russia: soprattutto rinomato per le sue carni e per le sue uova, lo Storione è un pesce veramente molto costoso per i gestori di laghetti però è una forte attrazione per molti appassionati, che soprattutto nei mesi estivi, quando la trota non mangia, si dedicano a questo pesce, che non ha bisogno, per catturarlo, di tecniche troppo difficili.
Ma proprio per il fatto che è molto costoso, in molti laghi vige la legge che gli esemplari sopra i cinque chili vanno rilasciati immediatamente, con in cambio uno o più buoni ingresso.
Uno Storione di dieci chili costa al gestore di un lago sulle duecento mila lire, ed esemplari come quelli che sono stati immessi nel
Lago del Sole, a Massa, in Toscana, oltre un milione a pesce.
Ed è proprio nel Lago del Sole a Massa che abbiamo sperimentato tecniche ed esche per lo Storione.

La lenza per pescare lo Storione è quanto mai di più facile: piombo da venti a trenta grammi, girella e finale con dello 0,30 lungo trenta cm. e amo dell’1 se si innesca il pasterello o del 4-5 se si innescano vermi di terra a ciuffo.
Chi pesca col pasterello il più delle volte non mette neanche il piombo, ma vista la mangiata diffidente dello Storione, avere la lenza ben tesa è sicuramente meglio, soprattutto se la giornata è ventosa. Si può anche inserire sul filo del mulinello prima o dopo il piombo un tubetto di silicone, per evitare ingarbugliamenti in fase di lancio, tecnica tipica usata nel carpfishing.
Come canne si possono usare attrezzi simili a quelli per il carpfishing sui tre metri e sessanta tre metri e novanta e lo stesso vale per i mulinelli, caricati con un buon 0,35.
A me piace invece pescare con canne più corte, sui due metri e mezzo, come la Agabama dell’Italcanna, un oggetto che per ora è un prototipo ma che presto sarà sul mercato: in tre pezzi, la Agabama, che prende il nome da un famoso fiume Cubano, è stata da me studiata proprio per pescare nelle acque di Fidel. Infatti i Tarpon che popolano l’Agabama vanno insidiati con canne potenti ma con una azione di punta che permetta di lanciare gli artificiali con estrema precisione sotto le mangrovie: infatti la canna è al calcio circa 20 libbre e in testa solo sei libbre.

Dal Tarpon allo Storione non passa una grossissima differenza perché entrambi i pesci compiono diversi salti fuori dall’acqua prima di darsi per vinti. Lo Storione quando mangia fa scuotere la vetta, non ha una partenza tipo Carpa per intenderci e va ferrato subito appena la vetta scuote.

Ma tutto il segreto di questa pesca sta nelle esche che si usano e soprattutto bisogna sapere che tipo di fondale abbiamo sotto di noi: in molti laghi il fondo è melmoso e non si può pescare col piombo a fondo perché l’esca scompare nella melma, allora si è costretti a pescare col galleggiante, piombo ad almeno sessanta cm. dall’amo e finale appoggiato sul fondo per 5 cm.

Al Lago del Sole il fondo è di sabbia nella zona centrale e pulito, invece nella zona nord è sporco di vecchi rami ed è difficile pescare a fondo con il rischio di incagliarsi.
L’unica cosa che so di certo che sono pesci ( per esemplari sotto i 10 chili ) che stanno in branco ( anche se altri dicono il contrario ) e si concentrano in zone ben precise di un lago: per saperne di più ho chiamato l’amico
Piero Fantinato, grosso allevatore di pesce di Novara.

Piero quante specie di Storione ci sono nei laghetti italiani ?
Ci sono tre specie: il Trasmontanus o Storione Americano, dal muso arrotondato, considerato il più pregiato per le sue carni bianche; il Baeri, lo Storione con il becco, chiamato anche volgarmente pinocchietto, proveniente dalla Russia e il Naccari, lo Storione Autoctono italiano”.

Da quanti anni vengono immessi Storioni nei nostri laghetti e che peculiarità ha?
Sono circa venti anni che viene allevato in Italia, vive sul fondo e resiste bene sia alle acque calde che a quelle fredde, è molto robusto anche perché è un pesce osseo e non cartilagineo, cioè la sue spina dorsale, a differenza della maggior parte dei pesci d’acqua dolce è ossea, lo Storione è un pesce preistorico, è oggi tale e quale quello di milioni di anni fa e da quello che mi risulta degli scienziati americani stanno studiando questa sua caratteristica di non evoluzione e robustezza, infatti molto difficilmente lo Storione si ammala. Conosciuto da tutti come il produttore del caviale, in Italia viene allevato o per la vendita ai laghetti o per la vendita delle uova e delle carni.

Ma parliamo ora di esche per la pesca allo Storione: esca principe è il verme di terra, però in laghi dove sono presenti molti pesci piccoli come Persico Sole ed Alborelle, il verme innescato viene aggredito e spolpato dal pesciolame, quindi bisogna ricorrere ad altri tipi di esche come le pastelle studiate apposta per lo Storione.
Ce ne sono varie in commercio: io da anni uso la pastella della PAPS, molto resistente sull’amo e molto efficace per questo pesce.
Non sono riuscito a farmi dire cosa contenga da
Edore Ciavolella, colui che produce la pastella, l’unica cosa che so è che contiene farina di sarda e che ha un forte odore, quasi nauseante.
Va innescata su un amo dell’1 o al massimo del 1/0 e il finale deve essere almeno di diametro 0,30.

Un’altra esca che uso è la placenta di trota, molto resistente all’amo difficile però da reperire.
Altri usano anche i gamberi d’acqua dolce, però a volte capita, che pescando a galla con il bigattino se ne allami qualcuno. Si dice che tre giorni prima e tre giorni dopo la luna piena gli Storioni non mangino, come tutti i pesci del resto, anche se poi, in realtà, soprattutto in un lago artificiale, questo vale molto poco. Molti dicono anche che basta guardare le bolle che vengono a galla, segno che qualche pesce grufola sul fondo: questo vale però solo per un lago che ha solo Storioni, nel Lago del Sole ci sono molti Amur e Carpe e grossi Siluri e le bolle che vengono a galla sono molte.
La cosa più comoda da fare è avere un rod-pod, un poggiacanne con avvisatori acustici e visivi. In certe giornate si riescono a prendere oltre dieci Storioni, a volte un solo pezzo o anche nulla, pescando nel solito posto con la solita esca, tutto dipende dai movimenti del branco: infatti quando si prende il primo, nella maggior parte dei casi, poi seguono altre catture, a conferma del fatto che soprattutto per i piccoli esemplari i pesci stanno in branco.

Dopo pochi giorni dall’apertura del Lago, un bambino con una attrezzatura di fortuna è riuscito a salpare un esemplare sui venti chili, mentre l’amico Mario è riuscito a prenderne uno di 41 chili dopo oltre un’ora di combattimento.
Il pesce era pieno di uova.
Ci avevano detto che gli Storioni di allevamento prima di essere buttati nei laghetti vengono sterilizzati, invece evidentemente non è sempre così.

Gli esemplari più grandi buttati qua nel lago sono tutti Trasmontanus, quelli più pregiati per intenderci, per i pesci sui due tre chili sono invece tutti i cosìdetti “
Pinocchietti “ non buoni da mangiare soprattutto nel mese estivo, meno pregiati ma non meno divertenti e soprattutto abboccano spesso.
Gli Storioni quindi, a differenza di tutte le altre specie di pesci “
esteri “ immessi nelle acque italiane sono sicuramente i più apprezzati e stanno facendo la fortuna di molti laghetti.

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