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SPINNING 2003
di Luciano Cerchi

Lo spinning è più efficace in acque ferme o in corrente?
Ecco una delle domande che mi è stata rivolta più spesso nel corso di questi anni, ma è in assoluto la più difficile a cui dare una risposta, perché i pesci di questi ecosistemi hanno abitudini molto diverse, sono quindi insidiabili in maniera differente.
Per praticare lo spinning siamo obbligati ad avvalerci di un'attrezzatura ed esche funzionali, possibilmente senza spendere una fortuna, ma dobbiamo anche superare i primissimi momenti di grande entusiasmo e confusione, dove qualsiasi stravaganza è ampiamente giustificata…In questi periodi, non è difficile vedere "
lanciatori" armati con canne bolognesi di quattro o più metri, abbinate a mulinelli microscopici, con bobina reduce di molte battaglie ed una "buona" trentina di metri di filo spelacchiato, acquistato sicuramente qualche anno prima, e l'immancabile ed insuperabile cucchiaino rotante arrugginito. Ma lo spinning non è questo, o almeno, non "solo questo", perché se è sicuramente possibile prendere "qualcosa" in ogni caso, non è possibile mantenere costante nel tempo una certa continuità di catture, perché ogni ambiente necessita della sua attrezzatura ottimale, ed ogni predatore delle esche più adatte. Quindi, prima di addentraci nella materia vera e propria specifichiamo che praticando lo spinning tutto l'anno, ed insidiando tutti i predatori presenti nelle nostre acque, occorrono canne, mulinelli ed artificiali diversi che sceglieremo (ovviamente) volta per volta.

ACQUE VELOCI
Un tempo le più frequentate dai trotaioli che le preferivano per la bellezza dell'ecotipo e la difficoltà di cattura! Adesso molto meno popolari, potremmo affermare che il pesce nazionale non è più la trota, ma il black bass, probabilmente per la maggior taglia che raggiunge, il comportamento sempre diverso e la gran varietà d'esche impiegabili. Per questo ambiente, in termini di attrezzatura, mettiamo al primo posto un ottimo paio di stivali, assolutamente indispensabili, poi un mulinello con rapporto giri ultra veloce (6:2/1 ed oltre) per far nuotare comunque le esche mentre si risale. La canna (che quasi mai arriva ai due metri), è rigida e molto potente, in ogni modo non parabolica, per non vanificare la sensibilità sugli artificiali che usiamo. In torrente, o in ogni caso in acque veloci, le esche devono essere compatte e pesanti per rimanere adescanti e non saltellare sulla superficie. Occorrono rotanti da 4-5 grammi, ma con paletta non eccessiva, minnow affondanti con paletta original o deep non superiori ai 5 cm. ma sicuramente pesanti, e ondulanti fino a 5 cm. da usare nei punti relativamente più ampi o con maggior profondità. In queste acque, in genere si utilizza il monofilo non superiore allo 0.18 per la naturale trasparenza dell'acqua, ma se le condizioni lo consentono, un trecciato dello 0.6 o 0.10 max. aumentano la sensibilità sull'attacco e la sicurezza nel recupero.

FIUME
È l'ambiente più comunemente affrontato dai lanciatori che sanno però suddividerlo in tre importanti tratti:

1 - Parte alta, caratterizzata da letto ciottoloso, molte volte inframmezzato da rocce semiaffioranti che interrompono il flusso della corrente spesso impetuosa, quindi simile al torrente.
2 - Tratto medio o di media valle, il classico punto di fusione tra la corrente e la calma del fondo valle. Il letto stesso del fiume si amplia e la maggior profondità delle buche consente la vita ad esemplari di mole maggiore.
3 - Parte bassa e foce, contraddistinti da una maggior portata, associata alla lentezza della corrente frequentemente assente e da varie lanche o morte. Infine la foce, con tutta la sua incredibile vitalità in termini di condizioni ed abitanti.

Già dopo queste sintetiche note, appare chiaro che un buon lanciatore non affronterà mai con gli stessi attrezzi i tre punti specifici, perché l'inadeguatezza, come minimo trasformerebbe la sua giornata di pesca da gradevole a poco divertente.

Parte alta
L'attrezzatura è simile a quella del torrente, ed è fatta di canne corte e rigide inferiori ai due metri, ma potenti per lanciare fino a 21 grammi, abbinate ad un mulinello che comunemente definiremo di taglia 1000, ma con recupero leggermente superiore allo standard. Il monofilo è sempre di diametro contenuto e va dallo 0.16 allo 0.20 max., ma il trecciato di colore scuro si fa sempre preferire proprio perché non si ritorce, e soprattutto perché la sua sensibilità sull'attacco è nettamente superiore, si deve solo cercare di non esagerare imbobinando uno 0.10 max. Gli artificiali più adatti per trote e cavedani, sono il cucchiaino rotante dal numero 0 al n.3 con paletta inserita con cavalierino o meno, corpi colorati di rosso e giallo e palette color argento, oro o con decorazioni olografiche per condizioni di poca luce o scarsa trasparenza dell'acqua dovuta alla pioggia. Piccoli minnow galleggianti ed affondanti da 3-5-7 centimetri non possono mancare, sia nella versione original che deep per scendere velocemente nelle buche, o meglio contrastare le correntine dei raschi. Molto valide anche le imitazioni siliconiche montate con testa piombata o nel periodo più caldo solo con amo per rimanere in superficie. Occorre infine un ottimo paio di stivali con suola ben scolpita, per una presa a prova di bomba sui ciottoli spesso viscidi.

Parte media
È in certi punti simile al tratto precedente, ma già s'intravedono zone di maggior respiro, il letto è sensibilmente più ampio, le buche più profonde, la corrente si stempera in ampie piane lente e tranquille. Qui è possibile trovare esemplari di maggior mole sia si tratti di trote che di cavedani, qui diviene primaria l'esigenza di far volare più lontano la nostra esca o trattenerla in corrente senza che la canna già si pieghi vistosamente… E' il regno incontrastato delle due metri rapide e potenti, meglio se monopezzo per la loro resa nettamente superiore a qualsiasi altra soluzione. C'è però anche spazio per lunghezze maggiori da m.2,15 fino a m.2,30, proprio per aumentare la leva e lanciare più agevolmente. Rotanti del n.2-3 ed ondulanti fino a sette centimetri, insieme a minnow anche di 9-11 cm. (nelle stesse versioni già viste: galleggianti, affondanti ecc.) completano la dotazione di base. Manca solo un buon mulinello, quasi sempre di taglia 2000 con rapporto giri più lento per meglio gestire artificiali pesanti e prede maggiori. Occorrerà anche un filo di diametro superiore (0.20 o 0.22) o se si preferisce un trecciato non superiore allo 0.15.

Parte bassa
Qui la situazione cambia radicalmente sia in termini di vastità dell'ambiente che in varietà di prede, dal momento che in tale tratto troviamo lanche e morte ed infine la foce, dove specie eurialine ed anadrome convivono stagionalmente. È l'ambiente più vario e stimolante per un lanciatore, che non si accontenta di insidiare un solo predatore, qui possiamo trovare grosse trote, cavedani, persici reali, black bass, lucci, sandre, pesci gatto africani, spigole e persino siluri! Diciamo quindi che le canne vanno dai m. 2,40 fino a 3,00, e che i mulinelli salgono fino alla taglia 3000 come minimo. Il filo arriva fino allo 0.30 ed il trecciato alle 20 libbre (nel caso dei predatori maggiori). Le esche impiegabili sono numerosissime, da quelle siliconiche per i bass delle lanche, ai grossi rotanti da 28 grammi per i lucci nei fondali e grossi ondulanti fino a 50 grammi per siluri.

ACQUE FERME
Quest'ultimo ambiente, è caratterizzato dalla vastità e dalla relativa mancanza di punti di riferimento tipici del torrente o fiume. Per acque ferme si intendono le morte e le lanche, gli stagni, la cave e i laghi, un panorama vastissimo e assolutamente diverso in termini gestionali. Tenteremo di affrontarlo suddividendolo in due soluzioni arditamente codificabili nella realtà: il sottoriva o corona e acque aperte. Nel primo caso, meglio preferire canne sui due metri classici e meglio ancora una metro e ottanta monopezzo da flipping, soprattutto se utilizziamo esche siliconiche da bass o da luccio perché il nostro obiettivo non è lanciare verso il largo, ma sondare i vari anfratti del sottoriva o tra gli ostacoli creati da alberi caduti, rocce o qualsiasi cosa che formi un riparo sfruttato dal predatore per sostare in attesa di sferrare l'attacco. È il regno dei vermi siliconici, ma anche di molte altre realizzazioni morbide prevalentemente innescate anti alga, però anche minnow, rotanti ed ondulanti di buona misura, in genere danno buoni frutti, se gestiti con sicurezza da un buon trecciato dello 0.15 o 0.17 max. Se invece il nostro obiettivo è lanciare verso il largo magari cercando qualche bella trota lacustre, la nostra canna sale fino a m. 2,70, tornano invece alla ribalta esche non molto grandi (7-9 cm. max.) ma pesanti per poter davvero volare lontano, perché vi assicuro che niente è più frustrante del trovarsi in riva ad un lago e vedere il nostro artificiale cadere a distanza sempre modesta da riva, nonostante i nostri sforzi.

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