Itinerari Estero

Bin El Ouidane: la perla del Carpfishing in Africa

Di Andrea Zanchin pubblicato il 25/09/10

Quando sentii parlare per la prima volta di carpfishing in Marocco, nel lontano 2006, mi posi una serie pressoché infinita di domande a cui, ahimè, non sapevo dare una risposta. Ciò, dovuto essenzialmente dalla mancanza di informazioni precise ed aggiornate, non riusciva a darmi pace ed il desiderio di vedere con i miei occhi questa nuova realtà del carpfishing mondiale, cresceva in me ogni giorno sempre più. Tuttavia devo ammettere che, di fronte a tante incertezze, ero molto scettico sulle potenzialità di questo lago ed innumerevoli volte mi chiesi se ne valesse veramente la pena affrontare un lungo viaggio per pescarci. Solo dopo esserci stato ed aver provato l’ebrezza di catturare delle carpe straordinarie, non solo ebbi una risposta alle mie domande, ma soprattutto capii che molte volte la realtà è molto diversa dall’immaginazione…

DOVE SI TROVA
Bin El Ouidane è una piccola località che sorge a circa 850 metri di altitudine, sulla suggestiva catena montuosa dell’Atlante in Marocco, tra il mar Mediterraneo, l’Oceano Atlantico ed il deserto del Sahara. Per raggiungerla bisogna percorrere in auto circa 230 chilometri dalla capitale Casablanca, oppure 210 chilometri da Marrakesh, la città più turistica di tutto il paese. Per coprire queste distanze, considerando le condizioni stradali del “maghreb”, occorrono mediamente 4 ore di viaggio, sperando sempre di non rimanere imbottigliati nel grande traffico cittadino o di non restare incolonnati dietro a qualche antiquato automezzo di fortuna. I più, di fronte a queste “difficoltà”, potrebbero tentennare, tuttavia, una volta giunti sul posto, il paesaggio che ci si trova davanti è a dir poco mozzafiato… Montagne ripide e rocciose si alternano a più dolci colline d’erba, zone aride di terra rossa lasciano qua e là il posto a floridi terreni ricoperti di vegetazione, in cui il sole e la calura sono rotti soltanto dall’ombra prodotta da grandi alberi e cespugli…tutto questo immerso nella cornice caratterizzata da un unico grande elemento:  un’immensa distesa d’acqua!

IL LAGO E LE SUE ORIGINI
Il lago di Bin El Ouidane è il più grande bacino artificiale del Marocco, un invaso che, come molte simili realtà europee e nazionali (come per esempio il Lago del Salto), si è venuto a creare in seguito ad un lento e progressivo allagamento di una valle. L’origine di tutto risale al termine della seconda guerra mondiale, quando ebbe inizio la costruzione di una diga necessaria per deviare il corso di un fiume. I lavori, andati a rilento per molto tempo, terminarono nel 1955 e, solo un paio d’anni dopo (1957), iniziò a formarsi il lago. Alimentato da 2 fiumi, il Qed La Bid e l’Assif n’Ohuanco, il bacino di Bin El Ouidane è caratterizzato da un’acqua limpida e cristallina, presente durante tutto l’anno grazie allo scioglimento delle nevi che ricoprono  le montagne circostanti. Il livello dell’acqua è regolato stagionalmente dalla diga stessa, tuttavia, a seconda delle condizioni meteo, è presente una forte escursione che porta la superficie del lago da un minimo di 2500 a un massimo di 3500 ettari. La sua forma allungata ricorda molto, per certi versi, Raduta in Romania, tuttavia volendo fare un confronto, il bacino marocchino risulta molto più frastagliato e ricco di zone di interesse. Bin El Ouidane è infatti caratterizzato da una moltitudine di insenature e piccole baie, luoghi che rappresentano dei punti di riferimento inequivocabili per la pesca, non solo durante il periodo della frega. Accanto a queste realtà, sono presenti altrettante isolette che appaiono e scompaiono con l’abbassarsi o l’aumentare del livello d’acqua, oppure piccole distese pianeggianti che degradano lentamente verso il largo. Il variegato paesaggio che circonda le rive di questo lago, rispecchia perfettamente ciò che riserva il bacino marocchino anche nella sua parte sommersa, ovvero un miscuglio di situazioni totalmente differenti l’una dall’altra ma che tuttavia formano habitat naturale perfetto per la vita acquatica e per la pesca. Dopo un’attenta analisi del fondale con l’ecoscandaglio, si possono infatti rinvenire grandi plateau che salgono dai 20 fino agli 8-9 metri, oppure gradoni molto marcati e stratificati tipici dei laghi montani. A pochi metri da riva ci si può trovare con oltre 6-7 metri d’acqua sotto ai piedi, mentre, verso il centro del lago, le profondità possono toccare gli 80 metri. Sono invece molto rari gli ostacoli sommersi, tuttavia qua e là sono presenti piccole legnaie o ammassi rocciosi, punti che, nel mezzo del nulla più assoluto, rappresentano degli spot di assoluto interesse.



LE CARPE…
La presenza di carpe all’interno di un bacino artificiale nord-africano è sicuramente un fatto curioso e singolare che tuttavia trova la sua spiegazione negli intrighi politici di questo paese. A quanto pare infatti, alla fine degli anni ’80, sotto la pressione del governo francese, per qualche strano caso il Marocco fece la prima semina di pesce nel lago di Bin El Ouidane, introducendovi i primi esemplari di carpa. Contrariamente a quanto si possa pensare, questo ciprinide si adattò perfettamente alle acque del lago trovando in sé un’innumerevole quantità di cibo naturale (in primis piccole cozze e plancton) nonché un ambiente ideale per la sua sopravvivenza e proliferazione. Le carpe marocchine sono infatti caratterizzate da un altissimo rateo di crescita, basti pensare che i primi esemplari catturati nel 2002 al peso di 7-8 chili ora sfiorano, o addirittura superano, i 20 chili e che pesci usciti solo un paio d’anni fa a 18-19 chili, si sono fatti rivedere quest’anno a 25-26 chili. In tutto questo, la cosa interessante è che non stiamo parlando di casi sporadici o isolati, ma bensì della normalità che la statistica annuale delle catture conferma puntualmente. La popolazione di carpe presente, per ovvi motivi, non è quantificabile tuttavia ogni anno con le reti vengono catturati centinaia di esemplari over 20 (tra il 2007 e il 2008 oltre 1000!) che, grazie ad un accordo tra la società che gestisce la pesca ed i pescatori professionisti del luogo, vengono quasi sempre rilasciati sotto il pagamento di una piccola quota. Di questi pesci, circa l’80% sono carpe comuni mentre, il restante 20%, sono un miscuglio di carpe specchi, full-scaled e linear dai disegni e dai colori unici, tipici di queste zone. Attualmente il record del lago pescato con la tecnica del carpfishing è di 31,5 kg (Marzo 2009) anche se con le reti sono stati salpate carpe fino a 42 kg! La percezione è comunque quella che, in un prossimo futuro, quando le carpe inizieranno ad accettare le boilies, catturare una over 30 in queste acque sarà molto facile…

POCHE ESCHE PER TANTE CARPE
Le carpe di Bin El Ouidane non possono certo definirsi sospettose né tantomeno diffidenti nei confronti delle esche che gli vengono offerte, tuttavia, avendo a disposizione una quantità pressoché illimitata di cibo naturale, non ripongono nessun interesse verso altre forme di alimento che non riconoscono come “standard”. Le boilies, in questo senso, non hanno nessun effetto attrattivo, onde per cui l’unica esca a loro appetibile risulta essere il mais. A questo punto la domanda sorge più che spontanea, ovvero: “Visto che il mais non è un alimento di cui le carpe si cibano abitualmente in modo naturale, perché è così attrattivo?”. Da ricerche effettuate presso gli abituali pescatori del lago marocchino, sembra proprio che le carpe associno la forma ed il colore del granoturco alle piccole cozze tipiche di queste acque, onde per cui sono portate ad avvicinarvisi molto facilmente e ad ingoiarlo praticamente in modo istantaneo. Ovviamente questa è solo una teoria basata sull’osservazione del comportamento del pesce che potrebbe anche non corrispondere con la verità dei fatti, fatto sta che ad oggi l’unico mezzo che consente di catturare delle carpe è proprio il mais! A livello di pasturazione non si necessita di particolari accorgimenti e nemmeno di grandi quantità, i pesci del lago sono in continuo movimento e di conseguenza prima o poi arriveranno sulla nostra esca anche se, per accelerare questo processo, si possono realizzare delle palle tipo method da gettare intorno dell’innesco. Basta infatti prendere la tipica terra rossa di questi luoghi, preferibilmente umida, mischiarla con additivi contenenti amminoacidi (sia liquidi che in polvere) ed aggiungere una piccola percentuale di mais; se si vuole rendere ancor più potente il composto, una piccola spolverata di farina di pesce andrà a completare il tutto. Inneschi di mais pop-up o semi galleggianti, con uno o più filotti di grani, montati su terminali tipo line-aligner o d-rig realizzati con ami robusti e dalle dimensioni generose (1/2), rappresentano tutto ciò che serve per catturare le splendide carpe in questo paradiso africano.    

L’ORGANIZZAZIONE
L’unica società autorizzata a gestire la pesca nel lago di Bin El Ouidane è la “Morocco Carpfishing”, un’organizzazione nata nel 2006 e capitanata da Marc Vergauwen, un chimico di origine belga che vive in Olanda. E’ proprio grazie a Marc, sposato con una donna marocchina, che oggi si conosce Ouidane, un lago che lui stesso scoprì nel 2002 durante una vacanza nel paese della moglie, mentre cercava un posto dove pescare. Per riuscire ad ottenere i permessi necessari per la pesca notturna e l’uso di 3 canne, Marc dovette combattere non poco contro la lenta burocrazia marocchina che tuttavia, nel giro di qualche anno, gli dette la concessione di pesca su metà lago. Nel frattempo la Morocco Carpfishing ha avuto il tempo per organizzare la propria struttura ed acquistare tutto il materiale necessario da mettere a disposizione dei propri clienti. Ebbene sì, questa società fornisce quasi tutto per poter pescare e, se ciò non bastasse, offre una serie di servizi aggiuntivi. In particolare a ciascun carpista viene dotato di: un’ampia tenda con veranda, un lettino imbottito a 6 gambe, 3 canne da carpfishing e un rod pod. Per ciascun team vengono inoltre forniti: un gommone a remi equipaggiato con ecoscandaglio Eagle, un guadino, un materassino per la slamatura, un capiente box frigo con un’ampia scelta iniziale di cibo, un piccolo contenitore con pentole e vettovaglie varie, una bombola di gas con relativo fornello a terra, una grosso tegame per cucinare il mais, un contenitore circolare per l’ammollo del mais, un secchio di plastica, un tavolino con relative sedie e, quando fa molto caldo, un gazebo per ripararsi dal sole. Alla luce di questo, le uniche attrezzature che si devono portare da casa sono: i mulinelli, gli avvisatori acustici, i segnalatori visivi, il sacco a pelo e la cassetta contenente un po’ di minuteria come ago, stop boilie, forbice, clip porta piombi, girelle, ami, treccia per terminali, una bobina di shock leader da 0.60 e spugnetta galleggiante di colore giallo. Compreso nel prezzo, la Morocco Carpfishing porta ogni giorno del cibo fresco, in parte già pronto (generalmente per il pranzo) ed in parte da cucinare (per la cena), nonché del pane e della frutta fresca che sostituisce quotidianamente nel box frigo. A parte vengono pagate le bevande (birra, acqua, coca cola, vino e whisky), eventuali cibi particolari come marmellate, formaggi, frutta o carne ed il motore elettrico opzionale per la barca. In loco, vengono inoltre vendute esche, in particolar modo sacchi di mais da 50 chili e le Atlas boilies (palline prodotte artigianalmente con farine molto semplici e aromatizzate banana), i piombi (sia inline che con girella di qualsiasi grammatura), gli stivali e, su richiesta per quanto possibile, qualsiasi altra cosa di cui si necessita. Il motto della Morocco Carpfishing è “il cliente prima di tutto” dove, vi assicuro, basta solo chiedere per essere serviti in tutto e per tutto!   

PERIODI E METEO
Trovandosi a latitudini molto più vicine all’equatore rispetto all’Italia, il Marocco è caratterizzato da temperature miti praticamente tutto l’anno che tuttavia, nel periodo estivo, si alzano progressivamente fino a raggiungere i 40/45°C. Ciò nonostante l’acqua di Ouidane non si scalda mai a dismisura, portando le carpe a cibarsi con una certa regolarità e mantenendole sempre in continuo movimento. Infatti, durante tutti i 365 giorni, si assiste ad una notevole escursione termica tra il giorno e la notte, che porta il termometro da una media di 20-25 gradi nelle ore diurne, a toccare i 6-8 gradi in assenza di luce. Data la sua posizione geografica, il lago è caratterizzato dalla presenza costante del vento che, quasi fosse regolato da un orologio, inizia ad alzarsi  nel primissimo pomeriggio e soffia intensamente fino al tramonto, rendendo quasi impossibile qualsiasi azione dalla barca. Tuttavia, al contrario di quanto comunemente avviene in altri laghi, ai fini della pesca questo vento non ha nessun effetto e poco importa se lo si ha frontalmente o alle spalle. Il vero fattore che gioca un ruolo fondamentale in questo bacino è il sole, non solo per quanto riguarda il livello idrometrico del lago (che ovviamente in estate si abbassa sensibilmente), ma soprattutto per l’attività alimentare del pesce. Le carpe infatti di notte quasi non si vedono, mentre già alle prime luci dell’alba si iniziano a registrare le prime partenze che si susseguono continuamente durante tutto l’arco della giornata. A conferma della loro sensibilità metereologica, in caso di tempo perturbato (per altro molto frequente in queste zone) le carpe ridurranno molto le mangianze, riprendendole velocemente e con voracità alle prime schiarite quando i raggi solari colpiranno lo specchio d’acqua.

COME SI VA’ IN MAROCCO E QUANTO COSTA?
Come detto precedentemente, la Morocco Carpfishing è l’unica organizzazione autorizzata per la pesca nel lago di Bin El Ouidane e, per organizzare i viaggi da tutta Europa, si avvale in ogni nazione di stretti collaboratori. Per l’Italia, gli unici due agenti accreditati per le prenotazioni sono Massimo Mantovani ed Andrea Zanchin, che avranno premura di prendere in considerazione le vostre richieste ed inoltrarle ai gestori del lago. Si hanno comunque a disposizione quattro opzioni: una settimana di pesca al costo di 600 euro, 10 giorni a 750 euro, 12 giorni a 850 euro e 2 settimane al prezzo di 1000 euro. Le cifre indicate riguardano solo ed esclusivamente la pesca, il viaggio in aereo, i trasferimenti interni ed eventuali pernottamenti sono a parte. Per qualsiasi altra informazione a riguardo, potete contattare Andrea ai seguenti recapiti: info@andreazanchin.it o 3494695129 oppure visitare il sito www.moroccocarpfishing.com


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