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Canna Smith GTK 77 - Amami

Di redazione pubblicato il 28/05/12

 Field report

La Smith GTK Amami-3 ( il nome, curioso per noi italiani, è ispirato, come spesso succede per la casa nipponica, a quello di una città della prefettura di Kagoshima sulle coste del Giappone) è una fantastica canna da spinning heavy in 3 pezzi. Perché una canna "travel"? I motivi sono vari e tutti da prendere per lo meno in considerazione. Ma partiamo dall'analisi tecnica della Amami per tornare successivamente sul perché desiderare in maniera esagerata questa canna come è successo a me.

In configurazione viaggio la custodia ha una lunghezza totale di 82 cm. Costruita in pregiato materiale ammortizzante accoppiato ad un bel tessuto esterno resistente allo strappo presenta 3 tasche dove inserire gli elementi della canna per poi chiudere il tutto con strap e due ottime fasce elasticizzate. Finitura pregevole ancor prima di mettere mano alla canna. Non male.

Il manico della canna è "off set" , come consuetudine su questo tipo di attrezzi, lungo 80 cm con crociera e tappo di protezione sul fondo, placca porta mulinello Fuji e una bella fascetta di abbellimento color rosso rubino con incisione laser dell'ideogramma del modello e SMITH LTD Japan.

Il primo pezzo del fusto presenta un innesto a "spigot" che va' innestato sul pezzo superiore più la base leggermente rastremata che va' infilata sul manico. Questo tipo di innesto, con una generosa sezione di carbonio ad alto modulo di circa 7 mm di diametro per 60 di lunghezza, è stato probabilmente scelto per dare una maggiore continuità di azione al fusto in fase di lancio oltre che una ottima robustezza in fase di combattimento.
Attenzione: è ovvio che se si deve prestare attenzione a non far fare pieghe o inclinazioni strane ad una canna monopezzo la stessa attenzione si deve porre ancor più in un attrezzo come questo. I rinforzi in Titanio sono ben visibili longitudinalmente sul primo pezzo della canna mentre sono avvolti elicoidalmente  sul pezzo superiore. Prestigiosi anelli in Titanio Fuji completano la dotazione di bordo di questa canna splendida.

La prova pratica avviene a largo di Ancona a bordo del mio Deep-C, il Robalo R 265 express che utilizzo da qualche anno. Usciamo con il mio compagno di Team SMITH Diego Bedetti (bravissimo ragazzo e gran pescatore) e un ospite d'eccezione, carissimo amico, uno dei pochi veri Anglers professionisti in Italia ovvero Riccardo Tamburini.

Mare leggermente mosso,quasi totale assenza di attività di tonni in superficie, approfitto per prendere confidenza con questo gioiellino.
Montato un trecciato pesante da 100 lbs, viste le recenti catture di giganti vicino al quintale, posso dire che la canna è piacevolissima al lancio: con artificiali da 80 grammi sia metallici come il nuovissimo SMITH TG Chibi che classici stickbaits si carica alla grande proiettandoli a distanze notevoli. Un piccolo popper (piccolo in riferimento alla produzione standard di artificiali da tropico) come lo SMITH-Hammerhead A Cup è catapultato a distanze davvero interessanti e lavorandolo con la Amami si solleva una quantità incredibile di acqua praticando le tipiche popperate secche e lente caratteristiche di questi artificiali.  La grande cosa di questa canna è quella di poter lanciare e lavorare senza difficoltà sia artificiali leggeri come gli SMITH Saruna Dragon sia di peso medio come i Baby Runboh.

Setacciando un tratto di mare con due imbarcazioni insieme agli amici Roberto Pelati, Raudo "Stefano" Tittarelli e Michele Campanelli, grandissimi appassionati di Spinning estremo, notiamo un gruppo di gabbiani appollaiati in acqua e sotto un timido bagliore tipico della presenza di sardina. Non faccio in tempo a dire a Diego e Riccardo che probabilmente verrà a galla un tonno che ecco una bella mangiata a galla. Lancio l'artificiale immediatamente e dopo 2 jerkate ecco l'abboccata. Secca, sorda, violenta.

Come mio solito ferro "dritto per dritto" ovvero portando violentemente in dietro la canna tenendola in asse con il pesce invece di alzare il cimino verso l'alto (ferrata tipica di chi pesca Tarpon giganti in fly fishing, cosa che ho fatto per circa 10 anni in America centrale) e inizia il combattimento con un tonnacchioto di circa 45 Kg. Per carità, niente di che', ma interessante per capire le potenzialità della Amami che mai si è trovata al limite, anzi!

La canna si comporta in maniera eccellente e senza forzare  in poco più di 8 minuti il combattimento finisce con il tonno rilasciato dopo essere stato marcato da Riccardo con un tag della ICCAT. Importante porre l'accento sul carattere scientifico della "taggatura"  per cui se non si compila correttamente la relativa scheda di segnalazione con i dati del pesce, le coordinate geografiche della cattura e non la si spedisce indietro all'ICCAT allora avremo solo appeso uno sgradito monile sulla schiena del nostro amico pinnuto.

Ovviamente pesci sopra i 30 Kg non andrebbero portati in barca per le foto di rito, salvo disporre di un materassino gonfiabile tipo carp fishing e utilizzare tutta una serie di pratiche atte ad evitare di danneggiare il pesce.

Il video del test è disponibile su youtube all'indirizzo

http://www.youtube.com/watch?v=SgxLuJs4vgI&feature=youtube_gdata_player

Andrea Pellegrini

andyflyone@hotmail.it

Photos courtesy by Riccardo Tamburini


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