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Che fine ha fatto la licenza di Pesca in mare?

Di Gionata Paolicchi pubblicato il 16/02/12

L'anno scorso di questi tempi, scoppiava il caso della licenza di pesca in mare. Erano uscite le prime comunicazioni ed i pescatori erano nel caos. Il massimo della confusione era attorno a fine aprile, primi di maggio, quando il nostro sito era arrivato a fare 4300 visite al giorno proprio perché la gente cercava news e chiarimenti in materia. Poi in luglio, dopo anche esser caduto il ministro Galan (e dopo una riunione indetta da FIPO a Roma con il nuovo Ministro Francesco Saverio Romano), giunse comunicazione che non sarebbero state elevate contravvenzioni per chi non aveva il permesso in pesca, quindi, tutto cadde nel dimenticatoio. Ma esiste sempre la registrazione al Permesso di Pesca gratuito in mare? E sarà sempre gratuito? Mah, chi può dirlo, in un anno sono cambiati tre ministri per le Politiche Agricole e credo che il futuro non sarà più stabile del passato, certo è che in questo governo, intento a far cassa ovunque, ci si potrebbe anche aspettare la sgradita mossa di tassare il quasi milione di pescatori che hanno fatto la licenza per il mare. Ma vorrei ricordare al Governo, che quel milione (e forse altri 500.000 non l'hanno fatta) se dovesse sborsare anche solo un euro per un permesso a pagamento, forse diventerebbero centomila e quindi la tassa che finirebbe nelle casse dello stato sarebbe esigua, facciamo due conti. Se chiedessero 20 euro (tipo acqua dolce) per un milione di permessi, sarebbero 20 milioni di euro... e che ci fanno poi con 20 milioni di euro? Ci tirano avannotti di spigola in mare? Ci riservano spiagge? Cose già dette.
Un amico ieri mi diceva della sua convinzione che la FIPSAS avesse fatto di tutto per ottenere questa tassazione... io ho detto che forse si era fumato qualcosa e di cambiare pusher e scusate la franchezza. Se io fossi il presidente di una federazione di pesca, farei ovviamente di tutto per aumentare i miei tesserati, nel bene della Federazione stessa, più siamo e più la federazione vale, ma se anche si triplicano i tesserati, il presidente non diventa più ricco, il Presidente della FIPSAS con 100 o 1.000.000 di tesserati guadagna i soliti soldi, cioè nulla se non rimborsi spese per trasferte, inoltre creare una tassazione per un milione di pescatori, che poi vengono a sapere sono stati tassati per colpa della FIPSAS, io come presidente scapperei molto lontano, per evitare ogni giorno sputi in faccia. Ho fatto presente a questa persona, che del milione di licenze in acqua dolce, nessun euro va nelle casse della FIPSAS, quei soldi vanno parte alle Regioni e parte nelle casse dello stato. Qualora quindi qualche pazzo decidesse di tassarci inutilmente, si terrebbe i soldi per se e non li darebbe di certo alla FIPSAS. Quello che la FIPSAS voleva era far parte (e lo fa in effetti) del tavolo di lavoro che parlava della licenza di pesca in mare, per controllare, tutelare, gli interessi dei pescatori. Mi permetto di dire questo perchè sono davvero stufo di sentire simili cavolate contro la Federazione. La FIPO (aziende della pesca) ha fatto il possibile per allentare la morsa sul permesso di pesca in mare, ed anche alle Aziende della pesca interessa il bene dei pescatori, che nel caso specifico si riflette sul loro andamento economico, cioè se va bene ai pescatori, va bene anche alle aziende e notate bene, trovo questo normale e giustificato, loro difendono il loro lavoro, anche io lavorando nella pesca faccio il possibile per difendere il mio stipendio, ma nessuno può rendermi schiavo di pensieri altrui, nessuno mi può censurare ricattandomi. In buona sostanza: la FIPSAS per il bene della pesca crede che la licenza di pesca in mare serva, la FIPO, sempre per il bene della pesca crede che la licenza di pesca in mare non serva a nulla e che anzi può essere dannosa ed allontani alcuni pescatori dall'esercitare il proprio hobby. Due pensieri opposti, con un unica finalità, il bene della pesca... quindi, c'è da chiedersi... chi dei due sbaglierà? Internet è libertà di espressione e di parola, ovviamente la verità fa male, noi non ci inventiamo nulla, ma vogliamo almeno dire le cose come stanno. Siamo responsabili dei nostri successi o insuccessi, il web ti premia o ti annienta in un giorno se vuole, basta un passa parola nei forum di non andare più su quel sito e dopo poco si vedono le visite crollare. Quindi serietà ed onestà devono essere alla base di tutto. Non dobbiamo ripetere l’errore che alcune riviste hanno fatto per anni… oggi quelle riviste sono chiuse. Vi aspettiamo al Fishing Show di Bologna, l’evento della FIPO, noi di Pescareonline ci saremo e speriamo di trovarvi anche voi numerosi come sempre, che il meteo ci assista.


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