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Considerazioni sulla legge dell'Emilia Romagna

Di enrico ghedini pubblicato il 22/01/13

Intro di Gionata Paolicchi: lascio il mio spazio editoriale del BLOG ad Enrico Ghedini che fa alcune considerazioni in merito alla L.R. n. 11 del 7.11.12 dell’Emilia Romagna

Non sarò breve, tutt’altro, purtroppo il tema non lo consente ed andrò quindi contro tutti i dettami di una moderna comunicazione mediatica, sperando che qualcuno di voi voglia prendersi il tempo per arrivare in fondo a queste mie considerazioni!
Premetto che vogliono unicamente essere spunto di confronto e di discussione, che spero civile, e che scrivo unicamente in qualità di appassionato e residente nel territorio oggetto di questo mio intervento, senza peraltro avere nessuna pretesa di esporre la verità assoluta o di voler apparire faro o guida di nessuno!!
Come molti di voi sanno, la nuova legge in materia di pesca in ER ha sollevato non poche perplessità da più parti. Pur attendendo il recepimento a livello provinciale, vorrei sottolineare alcuni aspetti che non solo io, ma centinaia di appassionati emiliano romagnoli, ritengono davvero incomprensibili e privi di motivazioni plausibili!
Una delle novità maggiori della legge, alla quale sono state attribuite nel tempo diverse finalità, è il divieto della tanto odiata e dibattuta pesca con il vivo!
Ora , prima che arrivi qualcuno ad inveirmi contro, sottolineo che io sono un dei firmatari della petizione per vietare la pesca con il vivo in Abruzzo e quindi sono in linea di massima completamente d’accordo con questo divieto in questo caso! !Invece sono totalmente contrario, come centinaia di altri appassionati, per ciò che attiene la mia regione, con particolare riferimento all’areale padano del Po, e dei canali del Ferrarese!
Sembrerebbe un controsenso vero? Invece non lo è assolutamente e vado ad elencare le motivazioni di questa mia presa di posizione!
Innanzitutto elenco le motivazioni principali con cui si è voluto giustificare questo provvedimento:
1) Gli stessi firmatari e coloro che l’hanno promossa, hanno sottolineato essere un aspetto di civiltà ed un passo avanti in materia di maltrattamento animale!
2) Sono poi arrivati gli amanti della pesca all’italico esocide, dipingendola come norma protezionistica proprio nei confronti del luccio
3) Infine, questa certamente una motivazione risibile e comica……una misura per limitare la diffusione degli alloctoni!
Tutto molto bello e molto condivisibile….ma c’è un però…che andrebbe fortemente sottolineato!
Tutte queste motivazioni, sono perfettamente calzanti, ma applicate alla mia regione, limitatamente all’areale padano del Po e dei canali ferraresi che andrebbero trattati a parte, hanno dei risvolti, se non altro, incomprensibili o meglio, a mio giudizio ipocriti!
Se riteniamo un aspetto di civiltà il divieto di pesca con il vivo, occorrerebbe magari estenderlo alle provincie venete, cosa che sono certo avverrà nel breve, dato che le provincie sono attigue! Ma se vogliamo far passare un concetto di civiltà e di rispetto animale, vorrei che qualcuno mi dicesse cosa vi sia nella pesca ricreativa di civile e rispettoso! Negli anni si è voluto dare alla pesca una connotazione , diciamo così, secondo me troppo “alta”, che in realtà non ha! Molto spesso sento parlare di “eticità” in merito al tema della pesca ricreativa, bisognerebbe iniziare ad utilizzare termini consoni, perché di civile e di etico, nella pesca ricreativa, non è vi è proprio nulla!! Mi spiego meglio. Colui che pesca per diletto, espleta un diritto che gli è dato dalle leggi nazionali dietro pagamento di una licenza di pesca, ed una passione che è molto spesso innata oppure tramandata per tradizione familiare. E questo è un dato di fatto! Ma come è stato detto più volte e da più persone, trascinare un pesce controvoglia per decine di metri, bogarlo….retarlo…..infilargli in bocca ami ed ancorette, sollevarlo di peso fuori dall’acqua per poi fotografarlo mentre soffoca, non credo che nessuno di voi lo possa definire in qualche modo etico, civile o rispettoso degli animali! O sbaglio? Inoltre qui nasce a mio avviso il vero problema che non ci vogliono dire a viso aperto! Essendo un dato di fatto che la pesca con il vivo in regione è quasi esclusivamente indirizzata alla cattura del siluro, appare allora chiaro ed evidente come il legislatore abbia voluto porre un provvedimento coercitivo e fortemente restrittivo nei confronti di chi , contro il volere di qualcuno, pratica la pesca ricreativa del tanto odiato invasore delle acque italiche! Dimenticandosi tra l’altro, delle schiere di stranieri che annualmente giungono nelle nostre provincie proprio per pescare questa specie! Il siluro poi secondo i suoi detrattori (e parlano di maltrattamento animale, ve ne rendete conto??) andrebbe ucciso e lasciato a marcire sulle sponde! Quindi pregherei chi voglia sostenere questo fatto, di smetterla di dire panzanate assurde e di voler portare motivazioni pseudoanimalistiche a questa norma!
Quindi smettiamola di mettere a testa sotto la sabbia e diciamolo con forza, la pesca ricreativa è in parte una pratica brutale, che serve solo ed unicamente ad appagare la nostra passione ed il nostro ego, senza peraltro avere alcuna finalità alimentare!!E già di per sé questo dovrebbe far riflettere qualcuno che sostiene la presunta superiorità di chi pratica il catch and release, rispetto a chi cattura pesci (a norma di legge ed in quantità e misure ammesse) per padellarli!
Parliamo di protezione del luccio: mi piacerebbe sapere quanti lucci si ritiene possano ancora sopravvivere nell’areale del Po padano, e nei canali del Ferrarese…salvo le poche immissioni eseguite in luoghi precisi, e con esemplari dell’est e pochissimi altri luoghi dove forse esistono ancora piccole, piccolissime popolazioni! Vorrei poi chiedere se questa esigua popolazione possa giustificare una così forte limitazione nei confronti anche di centinaia di appassionati che anche qualora il luccio fosse presente, non se ne interesserebbero minimamente! Ma davvero vogliamo fare passare che la pesca con il vivo è stata vietata per questo motivo?
Poi l’ultimo punto, davvero comico….si vuole vietare la pesca con il vivo per evitare la diffusione di specie alloctone……NEL PO??? Ma scherziamo o diciamo davvero???? Ma se tutti i giorni si sentono pareri di ittiologi confermare che nel Po la biomassa sia composta quasi esclusivamente da alloctoni, ma quale diffusione si potrebbe mai causare???? Ed il morto? Non mi risulta che pesci morti tornino in vita per colonizzare interi areali, e faccio altresì notare che esistono fior fiore di aziende che già vendono buste con pesci esca sotto vuoto, appartenenti alle più disparate specie, ma che certo non hanno la capacità di resuscitare andando a colonizzare ulteriormente il Po! Qualcuno poi ha invece sostenuto essere un provvedimento per limitare la rarefazione di specie quali anguille, poiché secondo gli stessi, le anguille sarebbero reperite in loco dai silurai come esca viva, andando quindi a danneggiare e depauperare gli stock presenti! Anche qui, ma stiamo scherzando o cosa? All’art. 22 della legge, non mi pare vi sia scritto che saranno vietati i bertovelli e la cattura dell’anguilla da parte dei pescatori commerciali…..quindi anche questa motivazione appare se non altra immotivata! A meno che non mi si voglia supportare la sostenibilità delle centinaia di bertovelli e di reti più o meno legali presenti, in sfavore di qualche cattura (e vorrei sapere quanti abbiamo catturato anguille in Po negli ultimi 15 anni!!!) di anguilla da parte dei ricreativi! In ogni modo, faccio ancora presente, che esistono negozi che vendo tranquillamente anche anguille di allevamento, ed un siluraio se ha bisogno di qualche anguilla, non se la va certo a pescare nel Po!!
Ora invece volete sapere come la vedo io, magari sbagliando? A mio avviso esistono solo TRE possibili sbocchi dietro a questo OMISSIS, dimenticanza o comunque la vogliate chiamare!
Se come mi è stato detto, qualcuno in Fipsas era o è contrario a questo provvedimento, sarebbe interessante capirne i motivi, dato che Fipsas ha rappresentanti e componenti che siedono ai tavoli delle commissioni provinciali! Non vorrei infatti che fosse il preludio ad una presa di posizione futura di Fipsas in merito a questa norma, magari modificandola in fase di ratifica delle provincie, per ciò che attiene appunto gli areali descritti, magari creando, che ne so, zone a regime speciale, GESTIITE DA FIPSAS e quindi pescabili dietro pagamento del balzello associativo. Fantascienza? Si , magari e lo vorrei tanto, ma dato che leggendo bene la leggere ER, pare che i comuni avranno facoltà di istituire zone speciali di pesca su non più del 40% delle acque pescabili in regione, e dato che saranno date in “gestione” alle associazioni che ne avranno le caratteristiche……beh l’unica associazione che pare avere tali requisiti sembra proprio essere UNICAMENTE Fipsas, sarebbe quindi interessante capire come ci si intenda muovere in questo senso, perché credo che sarebbe se non altro utile a comprendere alcune meccaniche e logiche, che al momento sfuggono ai più!
Altra motivazione potrebbe essere la futura abolizione totale della pesca degli alloctoni, con particolare riferimento al siluro, beh nulla di male, ma che ce lo dicessero a viso aperto!
Altro possibile sbocco futuro, forse l’unico che potrebbe in qualche modo giustificare questa norma, avere uno strumento per controllare e sanzionare i wallercamps legali o illegali che siano! Anche in questo caso però, che lo dicessero apertamente (eh, ma i tedeschi secondo alcuni portano turismo….siii, che turismo ed indotto genera gente che dorme in tenda presso le loro strutture? Due panini comprati al bar al giorno??), anche perché gli strumenti legali già esistono e non ci sarebbe bisogno di estendere altre restrizioni, basterebbe prendere una barchetta e controllare i clienti di questi centri se rilasciano il pesce, e la sanzione sarebbe automatica!
In ogni modo, occorre chiarire e nel caso , spiegare le motivazioni a viso aperto senza voler dipingere il provvedimento con altre connotazioni, e prendendosi le proprie responsabilità di fronte a centinaia di appassionati! ULTIMA CONSIDERAZIONE, dato che le Votazioni sono vicine, questo non fa magari pensare ad altro, che ne so, come dicevano i romani, ad una bella dose di CAPTATIO BENEVOLENTIAE?????? Di questo provvedimento se ne parlava già da un anno e mezzo, ma è uscito casualmente in fretta e furia prima delle elezioni……un caso? Ci sta!
Spero di aver dato un contributo ad una discussione pacifica, civile e costruttiva, ma sono fortemente dubbioso sul fatto che qualcuno si esporrà pubblicamente in merito a questa tematica, ma rimango comunque fiducioso ed attendo risposte e chiarimenti da chi li possa fornire!Mi si dirà facile contestare, bene allora vi voglio segnalare una grande passo avanti invece di vera civiltà, cioè l’esenzione del pagamento della licenza agli anziani over 65 anni, ai minorenni a seguito di frequentazione di corsi di tutela ambientale (questo davvero un passo avanti più che lodevole ed un esempio) ed ai disabili, questi si sono provvedimenti che qualificano il nostro territorio e pongono ER come esempio di modernità ed innovazione per molte altre regioni!

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