Dora Baltea Piemontese

di Ettore Melitto pubblicato il 09/02/17

Dora Baltea piemontese

Di Ettore Melitto

Il fiume Dora Baltea è lungo quasi 170 km, importante affluente di sinistra del Po essendo il quinto come portata. Nasce in Valle d'Aosta sul Monte Bianco dalla confluenza, presso Entrèves, e termina la sua corsa presso Crescentino dopo essere entrato in Piemonte presso Carema dopo aver dato ai viaggianti della strada che costeggia la magnifica visuale del Fort di Bard. Entra in Ivrea e da luogo al grosso Naviglio omonimo che gli sottrae parecchia acqua(77 mcs) mentre parte della restante fa anche da discesa per una pista di kajak. Altri canali di notevole portata ( De Pretis con 66 mcs, Farini) gli sottraggono acqua e solo il torrente Chiusella(6 mcs) nei pressi di Cerone gli da un po’ di ossigeno. Tutto questo nel periodo medio/freddo, diciamo da metà settembre a metà maggio, mentre nei mesi medio/ caldi lo scioglimento dei ghiacciai gli regalano molta acqua, moltissima nelle annate con abbondanti precipitazioni invernali, ma molto fredda con color grigio che oltre a rendere i pesci quasi innapetenti fanno in modo che la pesca sia impraticabile. Nel tratto piemontese molte sono le lunghe e anche profonde lame e buche di cui una (2-3 Km a valle di Ivrea) enorme e profonda sicuramente oltre i 15 metri originata probabilmente da una antica cava di estrazione di ghiaia di cui si notano chiaramente i resti. Molto difficile da raggiungere per i foresti risulta comunque, a mio sapere, improduttiva stranamente per le trote mentre seguendo i canoni dei  misteri della natura regala agli amanti dello spinning qualche luccio anche di taglia usando artificiali molto pesanti e in primis ondulanti a forma quasi rettangolare con una piccolacodina forma di freccia al contrario rossa. Il tratto da Ivrea fino a Carema è agevole facilmente raggiungibile deviando a sinistra a Borgofranco e verso Quassolo ,dove vi è anche una uscita autostradale. In entrambi i casi poco a valle dei ponti che attraversano il fiumi vi sono interessanti e larghe cascate ed in quel tratto ottenni nel 2013 la mia miglior cattura con un esemplare di trota marmorata sugli 8 kg che purtroppo ingoio del tutto  il minnow imitazione vairone di 13 cm e inutile furono i tentavi di rianimazione che io e il mio socio facemmo per farla tornare viva nell’ elemento liquido. Già l’ anno precedente nello stesso tratto il mio socio catturò con un lungo ondulante un esemplare più o meno della stessa stazza che riuscimmo a rilasciare…….sempre la stessa????

 Nel tratto cittadino della città eporediese (Ivrea è detta anche Eporedia dal latino) fu catturata a fine anni “90 un esemplare di 10.2 Kg che appare nel Guinnes dei primati anno 2000.

Naturalmente non mancano le trote di piccola e media taglia che sono pero molto incostanti all’ abbocco. Anni or sono a fine marzo a Borgofranco sotto una neve fine ad ogni lancio o quasi agganciavo trotelle dai 15 ai 22-23 cm mentre 2 giorni dopo sempre collo stesso tempo e nello stesso luogo catturai solo un esemplare ma abbondantemente sopra i 40 cm. Lo spinning non è l’ unica tecnica praticabile e parecchi sono i cultori della pesca a mosca mentre altri pescano a galleggiante o a semplicemente a fondo colle esche naturali cioè in pratica col verme. Anzi è proprio qua che vengono ad allenarsi i gemelli campioni del mondo di PaM che abitano poco distante. A valle di Ivrea qualche Km (diciamo 10-15) si possono trovare i pesci più strani dato che delle piene hanno spazzato via numerosi laghetti scavati vicino alle rive del fiume e io stesso assieme ad amici nel canale De Pretis in stato di quasi asciutta abbiamo preso colle mani un Amur di oltre 10 Kg che pinneggiava a mala pena e parecchi erano i carassi e altre specie che si dibattevano a malapena nella poca acqua compresi dei Black Bass e parecchi temoli. Per fortuna ogni anno il pesce viene recuperato e rimesso nel fiume.

Cominciano ad affacciarsi in maniera decisa i ciprinidi sotto forma di barbi e cavedani colla presenza, anche se non marcata, di carpe e tinche. I pescatori colle esche naturali aumentano decisamente dopo Vische dove in una ampia buca è assodata la presenza di anche qualche anguilla e parecchi sono anche i piccoli pesci gatto. . Giunti a Mazzè il fiume è sbarrato da una grossa diga e dopo essa vi è una riserva gestita dal noto spinner Eugenio Avico dai prezzi stratosferici dove tornano ad essere numerose le grosse trote. Fiume strano, molto strano la Dora Baltea!!!. Il tratto dopo la città eporediese non lo amo molto e lo frequento solo quando compagni di pesca mi ci portano a tutti i costi; Qualche cavedano, anche di discreta mole, lo tiro fuori e una volta presi anche un luccio sui 3 Kg ma preferisco di molto la parte a monte e quella appena a valle di Ivrea.

Da notare che nel tratto finale dell’ immissario Chiusella sono ancora ben presenti i vaironi e i gobioni ed alcune colonie di qualche decina di lasche, alcune molto grosse,  si spinge a monte anche una trentina di Km. Ecco che col vermettino di letame, galleggiantino, amo del N 16/18 è l’ unica pesca che mi diverte nel tratto finale sempre attuando un No Kill il meno cruento possibile rilasciandole subito e bagnandomi le mani. Le lame buone sono una decina e io e il mio socio badiamo bene a non rivelarle…..a chi non lo sa già…..

 

Negozi di pesca:

-Terrin Giancarlo--Corso Guglielmo Marconi, 66 a Montaldo Dora Tel 0125 651451

-Grb s.n.c.  Via Piemonte 35 10019 Strambino
10019 Strambino (TO)
35, via piemonte tel: 0125 639202

 

 

Permessi: Il fiume scorre in parte tutto in provincia di Torino e quindi abbisogna della licenza governativa e DEEP della provincia di Torino del costo di 12 euro attualmente (vedere nel sito Caccia e pesca della provincia in oggetto cioè Torino) mentre a valle fa da confine colla provicnia di Vercelli e basta la governativa.

 

 






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