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Drop shot rig

di Roberto Ripamonti pubblicato il 01/05/12

Un autentica legata al vertical jigging in acque interne che permette di esplorare anfratti e zone con risultati eccezionali.

 Il vertical jigging in acque interne è semplicemente una parte del magnifico mondo scaturito dalle tecniche di pesca ai bass con esche siliconiche. Detto questo per chiarezza e per non credere che esiste un sistema di pesca nuovo è interessante verificare come le esche in silicone permettano una tale ampiezza di azione da poter affrontare praticamente tutte le situazioni di pesca sia in acque interne che in mare. Non è di molto tempo fa una esperienza alle foci di una grande fiume nelle quali catturammo splendide spigole usando texas rig e drop shot rig (finesse) come se stessimo insidiando black bass in un lago, Questa tipologia di esche apre quindi una serie di interessanti novità che possono essere colte anche indirizzandoci verso persici reali, lucci e perca senza dover ricorrere a sistemi tradizionali come il mort maniè, La tecnica di Albert Drachovich di cui tanto ho scritto in passato, ha un grosso limite nella sua relativa “età” intendendo dire che l’uso di pesci veri e sistemi complessi di ancorette  limita il glamour che questa tecnica può avere nei giorni nostri, Sulla sua efficacia non vi è nulla da dire ma, se riusciamo a trovare un sistema che garantisce le stesse catture senza doversi sporcare le mani con esche morte, non abbiamo trovato un tesoro?

Ecco perché in questi ultimi due anni ho cercato di proporre quel poco che sto imparando sul vertical jigging in acque interne anche se esiste una bibliografia molto folta semplicemente andando su You Tube o Google. Cosa che peraltro consiglio se volete esattamente avere una idea dell’incredibile naturalezza con cui un piccolo silicone si muove in acqua se montato correttamente con la tecnica del drop shot.

 Dove pescare

La sandra in particolare è un pesce molto pigro che si muove con grande lentezza e mantenendo le zone riparate. E’ notoriamente un grande predatore notturno ed il suo occhio è fatto apposta per adattarsi alle tenebre. Per noi appassionati, la ricerca si può effettuare di giorno lasciando la notte per altre attività per cui è necessario comprendere dove è possibile insidiare questo predatore. Le zone sono ovviamente quelle classiche che sceglieremmo per qualsiasi predatore ma è interessante cercare di “vedere” l’ostacolo e la zona in cui potrebbe nascondersi la sandra, non dal nostro punto di vista bensì, da quello del pesce. La posizione del sole ad esempio è un fattore assolutamente importante perché raramente troveremo il predatore in luce piena mentre, sarà sempre protetto dalla penombra. Se allora vediamo sull’ecoscandaglio, una grossa pietra cerchiamo di proiettare i raggi di sole e capire dove, l’ostacolo sommerso, crea una zona di semi buio. In quell’area troveremo il lucioperca per cui, la posizione ideale cambierà man mano che trascorrono le ore della giornata. La stessa cosa avviene se abbiamo davanti a noi degli ostacoli evidenti come dei tronchi d’albero o delle legnaie che comunque, creano delle zone di ombra. In quelle zone  dovremo calare la nostra esca cercando di renderla più attirante possibile sempre tenendo in mente un ulteriore fattore importante; il perca chiede che l’esca si muova lentamente sul fondale. Raramente avremo attacchi con esche veloci anche se strisciano sul fondale mentre la percentuale di strike sale immediatamente nel momento in cui cominciamo una azione di recupero talmente lenta da sembrare insistente!

 Come annodare un drop shot

La tecnica del Drop Shot parte da una semplicissima soluzione tecnica che i puristi del bass conoscono perfettamente. Si tratta di annodare un amo dimensionato sull’esca ad uno spezzone di fluorocarbon da 6-8 libbre. Nella sequenza fotografica che descrive il nodo Palomar, non ho volontariamente usato fluorocarbon ma filo di nailon colorato per rendere evidenti i passaggi.

La sequenza di costruzione del Palomar è piuttosto semplice e questo nodo si rivela il migliore poiché riesce a collegare l’amo lungo l’asse del filo, mantenendolo perfettamente orizzontale e quindi, nella posizione esatta per mantenere il nostro silicone in una posizione di nuoto. Proprio se andiamo su You Tube e digitiamo “Drop shot rig” abbiamo modo di vedere come si comporta l’esca collegata correttamente. Ne scaturisce un sistema di una tale naturalezza da rimanere sbalorditi e che non può che scatenare l’attacco di qualsiasi predatore. Semmai il problema del drop shot è dato dalla possibilità che un luccio attacchi l’esca e si ritrovi direttamente in bocca un pezzo di fluorocarbon. A quel punto serve un discreto “fattore K” per non avere una rottura diretta.

Abbiamo detto che useremo uno spezzone di fluorocarbon lungo circa 1 metro alla cui estremità mettiamo una piccola girella di collegamento con la lenza madre, un dyneema 016-018mm non oltre.

Va detto che il rig che costruiamo ha un piombo posto a circa 35-45 centimetri dall’esca e posto in modo che poggi sul fondale tenendo l’esca sollevata. In questo modo avremo molti meno incagli, una presentazione sempre perfetta  ed una sensibilità sulle mangiate del pesce a dir poco eccellente.

 La sequenza del Palomar Knot è la seguente;

 

  1. Facciamo passare il filo nell’occhiello
  2. Lo facciamo ripassare per una seconda volta in senso opposto (spesso infatti far entrare direttamente un cappio non facile)
  3. Facciamo un nodo generico con il cappio
  4. Inseriamo l’amo all’interno dell’asola
  5. Stringiamo il nodo curano la posizione dell’amo

 

Stile di pesca.

Per la pesca in verticale usando il drop shot abbiamo bisogno di pochi accessori ma, di ottima qualità. Esistono canne disegnate appositamente da Luc Coppens che è un pluricampione di questa tecnica di pesca come le versione Vertical Pro sia per entrambe le versioni di mulinello  . Le si trovano nei migliori negozi e le si studiano esplorando il sito www.foxint.com azienda per la quale Luc, collabora.  Il mulinello è caricato da intrecciato da 20 libbre il più sottile possibile e la misura del nostro accessorio non dovrebbe superare il 2500 poiché, soprattutto con i perca, è una pesca fatta di sensibilità. Anche i casting vanno benissimo poiché non è richiesta alcuna velocità di recupero  e solo raramente, si ricorre al lancio. Analogamente esiste una intera linea di esche siliconiche perfettamente disegnate e realizzate che in acqua hanno movimenti molto precisi con il semplice movimento del polso oppure, il rollio della barca. Il drop shot infatti, poiché agisce in verticale, ha bisogno di pochissimi movimenti per far animare ‘l’esca e scatenare l’attacco . Questo significa che possiamo mantenere in pesca una canna con il drop shot in verticale sotto di noi mentre manovriamo una seconda canna con un Texas rig oppure con un più pesante Fireball innescato con un silicone di taglia maggiore. Con un simile set up possiamo quindi affrontare tutte le situazioni di pesca!






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