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Esche da bass - parte 1 di 4

di Fabio Sergenti pubblicato il 22/04/09

Boccalone, branzo, boccalarga, branzino, persico trota, persico nero, black bass o semplicementebass:
Tanti nomi per un unico pesce, per quello che la scienza ufficiale chiama  Micropterus Salmoides (Lacépède 1802), e che dalla notte dei tempi fa impazzire di gioia milioni di americani, e che da un po’ di anni, appassiona molti lanciatori nostri connazionali.

 

Spinnerbaits, softbaits, cranckbaits, buzzbaits, jigs, poppers, minnows, swimbaits …. Tante esche e tutte per insidiare un solo pesce: il black bass!
E’ proprio vero, questa pesca non finisce mai di stupirci e ogni giorno, provando e riprovando, e soprattutto parlando con dei colleghi bassman ne vedo, ne sento e ne scopro di nuove riguardo a questo bellissimo centrarchide e ai modi per catturarlo.

Se entriamo in un negozio di pesca e ci soffermiamo ad osservare i pannelli in cui sono esposte appese le esche artificiali per pescare il black bass ci accorgiamo che c’è di tutto e di più: si va dai vermi in gomma lunghi 3 centimetri e pesanti meno di un grammo, hai grossi pesci in plastica lunghi 35 centimetri e pesanti fino a 60 grammi, passando attraverso strani oggetti metallici di varie fogge e colori.
Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, per tutti i posti, i climi e gli ambienti, e soprattutto per tutti ibass, per quelli da 200 grammi e per quelli da 3 chilogrammi, per quelli che troviamo in 30 centimetri d’acqua, e per quelli che stazionano a 12 metri.

Ebbene si, è proprio così: questo pesce attacca un gran numero di artificiali, in tanti ambienti diversi e nelle condizioni più disparate. Dopo anni di agonismo trascorsi nel mondo del bassfishing vi svelo un segreto: “la regola è che non ci sono regole”.
Avete capito bene: in questa pesca non ci sono delle regole fisse, precise e ben definite, esche miracolose o verità assolute. Chi sostiene di aver capito tutto sta mentendo e forse la bugia più grossa è quella che sta dicendo a se stesso e visto che io non ho voglia di raccontare frottole a nessuno e tanto meno a Voi lettori, mi limiterò a dirvi un po’ di quello che ho imparato in tanti anni di pesca, di gare, di alzatacce all’alba, di cappotti ma anche di giornate indimenticabili.

Lo farò partendo dalle descrizione delle varie categorie di esche, senza la pretesa di essere esaustivo in un argomento che richiederebbe centinaia di pagine e cercherò di introdurvi in questo mondo in un modo che possa essere comprensibile anche ai neofiti.
Prima di entrare nello specifico e di parlare di esche ritengo opportuno fare una precisazione che sarà molto utile per comprendere l’ argomento che andremo a trattare: gli attacchi del bass non sono dovuti solo alla necessità di alimentarsi, ma sono anche finalizzati alla difesa del territorio, della prole e di se stessi.
Comincio la carrellata, cercando di fare un po’ di ordine e di individuare delle macrofamiglie di esche all’ interno delle quali cercherò di racchiudere quasi tutte le esche utilizzabili per insidiare il bass:

  1. Esche metalliche (spinnerbaits, buzzbaits, chatterbaits, spoons)
  2. Esche rigide (jerks, minnows, Swimbaits, cranckbaits)
  3. Esche morbide (GrubsWormsCraws, creatures, tubes, lizards ecc)
  4. Jigs

 

Capitolo 1: Esche metalliche

Sono sicuramente le prime esche con le quali molti si avvicinano allo spinning, basti pensare che tutti, o quasi, i pescatori nostrani con esche artificiali hanno iniziati a suon di cucchiai, rotanti o ondulanti, singoli o tandem e chi più ne ha più ne metta! 
I rotanti sono costituiti da una o più palette metalliche che possono avere varie fogge e colori, e possono essere combinate tra di loro in un gran numero di modi, collocate su un arm metallico alla cui estremità troviamo collegata un ancoretta o un amo singolo, talvolta ricoperto da un ciuffetto di lana. Ci troviamo di fronte ad un esca che produce vibrazioni e provoca l’ attacco del pesce.
Nel caso dell’ ondulante non abbiamo l’ arm, cioè lo stelo metallico e l’ancoretta o l’ amo risultano essere collocati direttamente ad una estremità della paletta metallica. Il potere catturante di questa esca è dato dal fatto che riproduce il movimento più o meno realistico di un pesce preda che nuota. Oggi giorno, in particolare nel bassfishing, le esche metalliche più usate non sono certo i nostri vecchi “cucchiai” ma i più evoluti e sicuramente più catturanti spinnerbaits ebuzzbaits: sono in assoluto fra le esche più usate dagli americani per le indiscusse doti catturanti ed antialga, e proprio per queste ragioni, stanno riscuotendo un ottimo successo anche in casa nostra.
Lo spinnerbait è un esca essenzialmente costituita da una armatura a forma di V, in cui troviamo ad una estremità un corpo con un gonnellino che ricopre l'amo, e sull’ altra una paletta rotante. Solitamente sul lato della V, all’incirca a metà, al cui apice è fissata la paletta rotante, ne troviamo una seconda. Il filo della canna si collega al vertice della V, in cui si trova una specie di occhiello aperto. In sintesi abbiamo quindi una o più palette, un arm in acciaio (o in tungsteno), un corpo (in piombo o altro metallo) all’interno del quale vi è un amo e un gonnellino in materiale siliconico.
Le palette o blade, oltre ad esistere in molte misure, solitamente possono avere due forme:
c’è la colorado, arrotondata, e la willow leaf’s, letteralmente a “foglia di salice”, che possono essere tra loro combinate in varie soluzioni, rendendo il nostro spinnerbait più o meno affondante, e adatto a tipi di recupero da effettuare a diverse velocità.
Inoltre le nostre blade possono essere con colorazioni a metallo tipo rame, nichel o ottone, oppure verniciate con vari colori. Anche i gonnellini e i corpi possono avere varie colorazioni, anche se di solito risultano cromaticamente abbinati tra di loro.
Personalmente uso lo spinnerbait un po’ in tutte le stagioni di pesca al bass a condizione che ci sia vento, o quanto meno una brezza che rende i boccalarga attivi su esche veloci e di reazione come questa. Da sottolineare, che grazie alle sue caratteristiche antincaglio, lo spinnerbait risulta estremamente comodo ed efficace da utilizzare a ridosso di strutture ed ostacoli di ogni genere.  
Il buzzbait, può essere considerato  come l'equivalente di uno spinnerbait per la pesca in superficie. Al posto della paletta rotante troviamo una o più eliche, dotate di due pale triangolari, montate in asse sull’ arm, durante il recupero queste generano delle turbolenze sulla superficie dell'acqua, facendo un discreto rumore che talvolta provoca da parte dei bass attacchi veramente violenti e spettacolari. 
Altra esca metallica, poco conosciuta e relativamente recente, è il Chatterbait:
E’ composto da un arm, un amo e un gonnellino, ed è caratterizzato da una paletta frontale che durante il recupero, grazie alla resistenza dell’ acqua, produce un gran numero di vibrazioni.

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