News

Gianluca Milillo libero e innocente!!!

Di redazione pubblicato il 15/01/15

Gianluca Milillo è libero ed innocente, questo quanto riporta lo stesso Milillo dalla sua pagina facebook:

Il motto militare del reparto dove ho vissuto per 17 anni recitava “nec recisa recedit” che stà a simboleggiare l’assoluto disprezzo per la resa, e anche se oramai in congedo, determinati stati mentali e indirizzi intellettuali non ti abbandonano mai.
Specie per me che so di essere innocente e vittima di un errata interpretazione.
Chi viene condannato per un crimine che non ha commesso, si sente ferito due volte: una prima volta dentro di sè, per la rabbia di scontare una pena ingiusta e una seconda volta davanti a quella società che è certa che “lui” abbia commesso un delitto.
E’ naturale che in ognuno di noi ci sia una forte resistenza a credere che la giustizia, non possa e non debba mai sbagliare ed è per questo che ammettere l’errore da parte dell’istituzione preposta ad assicurare l’ordine, pone in dubbio la solidità dell’ordine stesso e con esso la nostra sopravvivenza sociale.
Ma il non ammettere l’errore giudiziario significa tradire due volte lo Stato: una prima volta perché in nome Suo si è sbagliato e una seconda volta perché non è stato insegnato agli altri operatori che potrebbero essere più prudenti per non incorrere nell’errore.
Di qui l’esigenza talvolta di trovare un colpevole, a tutti i costi, come se la macchina della giustizia dovesse dimostrare di aver svolto il proprio compito portando un risultato concreto, come se la società che guarda attonita l’orrore del delitto trovasse una sorta di rassicurazione e compensazione per la perdita subita, attraverso l’individuazione di un capro espiatorio, più o meno colpevole.
Tuttavia, la tranquillità che infonde una condanna, se non supportata dalla verità, può diventare la più destabilizzante delle menzogne.
Per anni, occupandomi di giustizia ambientale in prima persona ho visto decine (se non centinaia) di eco criminali farla franca o essere intoccabili, ed ora, forse con grassa soddisfazione di questi, trovarmi io accusato di un eco crimine infamante.
Mia figlia spesso in questi giorni mi ha chiesto, in relazione a questo triste episodio “papà, ma tu credi nella giustizia” e la mia risposta è sempre stata “si amore mio, ma so che è anche lunga la strada per ottenerla, come in natura, i semi hanno bisogno di tempo per diventare piante”, ma mi sbagliavo: solo dopo poche ore dall’interrogatorio con il GIP mi è stata rimossa la misura cautelare.
La resa o lo sconforto non sono ammesse, ne è possibile considerarle un opzione, per chi come me ha sempre combattuto certo di essere nel giusto.
Sento il debito d’amore verso tutti coloro che in questi giorni mi hanno manifestato solidarietà, fiducia e onore, uomini e donne con cui ho condiviso le stesse passioni e le stesse battaglie, è questo è un premio e un riconoscimento che non ha prezzo ne eguali.
Mi hanno commosso e ogni incitamento a “resistere” in nome della verità è stato uno scudo che ha protetto il mio cuore.
Parallelamente l’opera di sciacallaggio di infami nemici storici, che come necrofagi si cibano delle disgrazie altrui, opinionisti, giornalisti delle sensazioni e squallidi antagonisti, non mi ha scalfito: non si nutre rispetto per l’opinione di chi vive manifestando le proprie miserie umane, politiche e intellettuali.
Ora ho solo due debiti: uno verso l’amore di chi ha creduto in me e uno verso la continuità di quelle battaglie ambientali che hanno da sempre scandito la mia quotidianità, perché difendere l’ambiente è l’unico modo che ho per ringraziare per la nostra natura di “ospiti” in questo pianeta.
Io sono innocente!


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche: