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I pirati del Mediterraneo

Di Gionata Paolicchi pubblicato il 13/12/11

Una volta i Pirati frequentavano le Isole dell'Atlantico, da Capo Verde alle Canarie, oggi ci sono i pirati nell'Indiano che assaltano le petroliere, ma oggi ci sono anche i pirati nel Mediterraneo e questi sono i pescatori che non riescono ad imparare il catch & release.

Questa storia si svolge in un piccolo paese di provincia, ridente località balneare della Versilia in Toscana, la residenza degli Agnelli, dei Moratti, dei vip: Forte dei Marmi. Io vivo a Forte dei Marmi da sempre e da sempre cerco di lottare contro la pesca di frodo che avviene, sulla costa da Viareggio a Marina di Carrara, a volte questa pesca di frodo viene fatta dagli stessi proprietari degli stabilimenti balneari, che tengono in riva al mare il loro "pattino" o gozzo e la sera sono soliti calare reti, mettere tramagli e quant'altro. Ma facciamo un passo indietro. Anni fa durante un servizio fotografico con un amico a Marina di Massa successe qualcosa di strano... lo strano fu che quella volta, al telefono, con la capitaneria, dissi "io sono un giornalista dovete venire qua". Non lo dico mai, quella volta lo dissi, perchè ero stufo di essere preso in giro, chissà perchè, quella volta, l'unica volta, la Capitaneria arrivò. Era inizio estate, mi pare fosse maggio, stavamo pescando a surf, quando i proprietari di quello stabilimento balneare, decisero di uscire a mettere le reti e ce le misero 50 metri davanti a noi impedendoci di pescare a Surfcasting ed obbligandoci ad andar via. Io mi arrabbiai molto e quando vidi per l'ennesima volta che non arrivava la Capitaneria andai via, ma cinque minuti dopo la mia partenza arrivarono e fecero 3000 euro di multa al pescatore di frodo che addirittura, davanti ai militari, minacciò di morte il mio amico.
Torniamo ad oggi: la scorsa settimana, qui a Forte dei Marmi, dei pescatori che pare abbiano uno stabilimento balneare, sono usciti in barca uscendo dal porto del Cinquale ed in pesca hanno fatto strage di piccoli tonni rossi sui 4-5 kg (oltre 20 pezzi) poi un pesce sui 30 ed uno sugli 80. Tutti morti. Rientrando in barca si sono prima avvicinati a riva, davanti lo stabilimento balneare, hanno scaricato il pesce, hanno lavato la barca e sono rientrati in porto. Purtroppo non so chi siano ed anche se lo sapessi non potrei denunciarli perchè non ho le prove, ma sono loro stessi che vanno in giro raccontando della bravata fatta. Dico solo che se non la smettiamo, non cresciamo, non ci leveremo mai le gambe da questa situazione. Dobbiamo rispettare il mare, io capisco che magari dei pescatori sono usciti in barca dieci volte e non hanno preso nulla e che poi il giorno che prendono rilasciare il pesce sia difficile, ma fare inutili stragi di piccoli pesci (peraltro è vietato ora pescare anche quelli a misura...) è da pirati. Quindi prego la capitaneria, nelle belle giornate autunnali, prendete la barca e girate, tutti sanno dove sono i tonni dalle nostre parti, basta mettersi attorno al Tino e controllare le barche che passano... in mare... e cominciare a fare multe storiche, oltre che applicare il penale. Se non ci pensa il senso civico e l'educazione, ci pensi la legge ad insegnare a queste persone come si sta al mondo, cerchiamo di mettere la testa a posto, siamo ormai nel 2012. Non sto certo criminalizzando i proprietari di stabilimenti balneari, sono pochissimi quelli che fanno certe cose, ma questi due aneddoti da me raccontanti (uno dei quali agli atti visto che ne è seguito un processo) vedono coinvolti ahimè proprio loro. Quindi prego l'associazione locale dei Bagni di evitare inutili querele, perchè sarebbero smentiti in pochi minuti.


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