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Le brutte lezioni

Di Gionata Paolicchi pubblicato il 05/05/11

Il carpfishing prende una brutta piega nel momento in cui certe regole non sono condivise da tutti e chi dovrebbe dare l’esempio, in realtà è il primo a non volerle rispettare. Abbiamo perso diversi amici carpisti; mi viene in mente Ventina, il Salto e tanti altri casi in cui un errore banale o una leggerezza ha provocato la caduta in acqua e l’annegamento. Subito dopo, la grande sequela di retorici ed ipocriti “mea culpa” da parte di editorialisti della domenica, di nuovi torquemada dell’editoria e di grandi giudici popolari. Spesso, dietro a certe penne e certi volti si nasconde il nulla se non, una esperienza personale tutta da dimostrare. Ma la colpa è solo nostra perché abbiamo permesso che alcuni finti personaggi, diventassero.... mezze star... (!!) solo perché non abbiamo avuto il coraggio di raccontare che dietro, c’era il nulla assoluto, magari nemmeno l’attrezzatura da capfishing…

Ma, torniamo alle disgrazie.

In realtà, dopo la prima fase di proclami, tutto torna all’antico e ognuno fa quello che gli pare al grido “gli altri sono dei…. pirla, a me non accade”. Tutti, diventiamo giudici e spariamo sentenze che nascono spesso dall’eccessiva vicinanza della patta dei pantaloni con quella cosa che serve a dividere le orecchie per cui, l’influenza è spesso diretta. Capita però la giornata in cui ci arriva il conto. Saliamo in barca nel cuore della notte per combattere un pesce che ci porta fuori zona; ci sporgiamo per guadinare e ci si ritroviamo a testa in giù nell’acqua gelata… Se siamo fortunati, ne usciamo con un bello spavento; se siamo sfortunati, questa é l’ultima immagine che ci rimane negli occhi e diventiamo statistica e materia per altri editorialisti della domenica. Non avevamo il salvagente, quello lo usano solo “i pirla”… Il mio atto d’accusa va proprio contro coloro che dovrebbero insegnare, spiegare e raccontare ed in realtà se ne fregano altamente perché certi aspetti della nostra disciplina non sono nel loro DNA anzi, spesso non ci sono nemmeno le basi tecniche minime. E’ contro quelli che da anni ci propinano idee strampalate basate su esperienze mezze finte o finte del tutto e che poi si ritrovano nudi, quando devono dimostrare di poter essere un esempio importante. Qualcuno si domanderà perché sono così intollerante e se voglio colpire qualcuno; in realtà si tratta solo di un rospetto che tengo in gola da diverso tempo. Recentemente ho visto tre cose che mi dimostrano che non possiamo più permetterci improvvisati nel settore della comunicazione su carta e in video (tele e dvd). Non farà nomi, non sarebbe elegante anche se mi piacerebbe, prima o poi, togliermi diversi sassi dalle scarpe. A Carp Italy vedo un combattimento in un bel lago laziale, scene bellissime e ambiente famoso per le dimensioni dei suoi pesci. Parte la canna, la preda viene combattuta da due persone su una bagnarola e portata a terra con successo. Nessun salvagente e nessun cenno al fatto che non portarlo è un errore enorme (sarebbe stata una buona attenuante almeno il chiedere scusa). Il dvd viene bellamente venduto e magari, ci si complimenta anche di quello che si vede. Non ho visto critiche anche se ammetto di non averle nemmeno cercate sul web. Ma quando è toccato al sottoscritto, arrvarono a cronometrare il tempo che avevo impiegato per riportare a terra una grossa carp,a guadinata a 400 metri dalla riva.
A remi e con tanto di salvagente indossato… In televisione poi se ne vedono delle belle, con neo carpisti che si mettono a mostrare le loro virtù via satellite (o digitale), pescando senza salvagente oppure, mettendo nei carp sack degli amur di taglia, fregandosene che da lustri noi spieghiamo che le erbivore vanno rilasciate subito.

Ma allora di cosa stiamo parlando?

Troppi divulgano, spesso in italiano incerto e con un background improbabile; alcuni addirittura si improvvisano autori dispensando certezze. Così le riviste diventano illeggibili, i nuovi faticano ad imporsi perché lo strumento è poco credibile e rimaniamo tutti schiavi della superficialità totale. Questa è la direzione con cui la nostra pesca va in balia dell’improvvisazione. Qualcuno da la colpa ad internet, ma internet almeno non la pago! Le riviste si e i video, anche!! In questo momento apprendo che esistono carpisti di vecchia fama che si sono schierati a favore delle reti del Salto perché, a loro dire, riequilibrano la fauna ittica. Qui torniamo ad un editoriale che ho recentemente postato ; quello in cui i geometri cercano di fare i biologi. In questo caso non si tratta di geometri ma di altro che comunque, nulla a che vedere con studi scientifici e preparazione specifica. Qui si tratta del fatto che tutti pensiamo di poter dire la nostra sparando…. cazzate…(.pardon). a spron battuto dietro la copertura di una firma o del fatto che da qualche anno, qualche editore in cerca di soldi, fa pubblicare le nostre facezie. Si dice che il tempo è gentiluomo e tanti, dopo aver visto un riflettore per un attimo, sono spariti nell’ombra. Il loro posto è spesso preso da nuove leve che, oltre a non sapere nulla hanno anche la pretesa di spiegare che tutto sommato, in passato non avevamo capito un granché. Ma anche alcune delle vecchie leve stanno brillando per comportamenti indecenti, con atti di arroganza o con la chiara pretesa di trasformare in guadagno ogni atto. Basta fare sacrifici, basta pesca per divertirsi o comincio a guadagnare oppure smetto…..Me lo sono sentito dire qualche ora fa! Chi ne esce tramortito è l’intero apparato delle riviste di pesca, dei video. Un intero settore è oggi davvero allo sbando da quando Pescare Carpfishing ha chiuso i battenti (per volontà nostra e di nessun altro). Le vendite parlano chiaro, i numeri sotto il minimo della sopravvivenza e assistiamo ad uno sparpagliamento di risorse delle aziende che fa prevedere che la crisi non è finita anzi, siamo solo agli inizi. Ed ora mi arriva all’orecchio che vogliono fare una seconda fiera del carpfishing come se non bastasse la nostra Carp Italy che è un fiore all’occhiello in Europa. Tutto, per soldi, senza nessun amore per quello che abbiamo fatto in questi anni. Tutto per cercare di far passare messaggi sbagliati e provare a vendere qualche cosa senza aver costruito. Tutto, senza comprendere che la coperta sta finendo. Tutto il sistema dei media perde al sua credibilità poiché i meno esperti tra noi, vengono esposti a informazioni spesso basate sul nulla. Spesso cosa da forum, spesso cose orribili di finte riviste. E noi che facciamo parte del sistema dei media da tanti anni ed in modo onesto, veniamo messi nello stesso mazzo. Per questo mi girano le scatole e volevo tirare fuori un mezzo rospo.

Cari amici, sta solo a tutti noi fare una severa selezione.
Roberto Ripamonti


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