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L'essenza del Ledgering in mare

di Marco De Biase pubblicato il 22/08/10

E’ opinione diffusa che il ledgering in mare sia una pesca statica, obsoleta, paragonabile alla pesca a fondo in porto. La differenza apparente con quest’ultima riguarda l’esca: nella tecnica anglosassone l’esca principe è il bigattino, a fondo regna incontrastato il verme di Rimini. Una tecnica di pesca più “light”, con il pasturatore al posto del piombo, che consiste nel lanciare ed aspettare, poi, un pesce di passaggio che cada in inganno, magari richiamato dalla pasturazione. Questa è un po’ l’idea dominante, negli ultimi anni, in provincia di Bari ed in Puglia. Una regione che ha visto nascere la mania del ledgering nel 1997.


L’AVVENTO DEL LEDGERING IN PUGLIA

Dodici anni fa, ancora ragazzino, passavo l’estate a pesca. Ricordo, un giorno, di aver visto dei pescatori dall’inflessione partenopea nel porto di Molfetta, la mia città. continua a leggere clicca qui





Commenti

Icona utente Marco Passavanti il 01/07/11
Caro Marco …..chi ti risponde e’ un altro Marco che nelle tue parole mi ha fatto tornare indietro di qualche anno, ho adesso 52 ed ormai pesco prettamente in Barca con il mio MarcolinoII ( splendida Vittoria Matu’ 18 ben equipaggiata per affrontare tutti i tipi di pesca da 0 a 12 miglia) , ma il cuore lo lasciato sempre al ledgering perche’ credo di esserne stato uno dei veri sperimentatori grazie al mio amico Romoletto che mi disse di lasciar perdere le canne da surf ( io insieme ad una manciata di amici ed un corso con Alberto Belfiore nel 1982 fondammo il John Holden team che adesso a sede a Ladispoli ma nacque a Roma in via Collatina 65. Il mio amico mi portò per le prime volte a Fiumicino a provare questa tecnica dove io abituato a fili e grossi ami da surf facevo fatica ad usare fili del 14 ed ami del 18, ma dopo aver apprezzato le prime potenzialità le spigole abboccavano eccome se abboccavano!!!!!! e con una regolarità disarmante si pescava con l’orologio 1 ora prima fino a 2 ore dopo l’alta marea ( nulla di diverso dal surf ……ma qui i pesci ti veniva a trovare loro quella magica scatoletta che faceva uscire i bigattini e creava al bordo canale quella scia di vemetti bianchi….e la spigola ingorda cominciava a mangiarli uno ad uno fino ad arrivare fino al nostro amo che doveva essere piccolissimo e con un solo bigattino perche’ le furbe sapevano che come diceva il mio amico i mitici vermetti non vanno braccietto……e la cosa entusiasmante che più erano grosse più mangiavano in pizzo al labbro talmente erano furbe che valutavano come si muoveva il bigattino con l’amo in confronto a quello che scendeva in corrente…..e qui toccava cercare robustezza e leggerezza, in quel piccolo strumento….e non era facile mi ricordo che provai quasi tutti i tipi di amo dal 14 al 22 ma se erano fini ed il bigattino si muoveva bene poi sul labbro si aprivano come uno stuzzicadente…fino che non incontrai i mitici drenan Cabon Match fra il 16 ed il 22 Era l’estate del 1990 che fino a settembre mi regalo’ emozioni a non finire a giocare con quei fili del 12 e partenze mozzafiato sul filo di corrente e quelle cannette che si piegavano ad arco e tu dovevi lasciarle andare tenendo appena frenato il filo che usciva con il full control della mitchel il mitico 5540….(pure li quando vedevo questi mulinelli al mio amico e mi spiegava la loro potenzialità di poter tenere la frizione completamente aperta e poi frenare la fuga del pesce al momento del combattimento io fra me e me pensavo senza dirglielo fammela abbocca che poi ce penso io …invece dopo le prime rotture di teminali ed i primi cappotti feci subito il sacrificio ed a rate me ne comprai subito uno e da li li ho provati tutti compresi i nuovi ma alla fine sono rimasto fedele ad i vecchi dia match che testa rossa. Ormai avevo trovato in questa tecnica l’emozione del batticuore del contatto con il pesce che comanda lui e tu ti devi adeguare al suo volere in un gioco di forze che spesso sono a vantaggio loro ma quanta soddisfazione ad ogni cattura!!!!!!!! Ma il 91 fu l’anno che mi ruppe il giocattolo un’ordinanza della capitaneria di porto di Fiumicino bandi’ l’uso del bigattino nelle acque del canale e limitrofi…..e adesso che fare questa splendida tecnica ….dove esercitarla…….ritorno mestamente a Ladispoli dalla spiaggia con le cannone ci sono le orate della Punta ma bisogna lottare per i posti ….fare nottate per prendere le meglio posizioni ma poi spesso a mattina quando mangiano la capitaneria viene e ci caccia….ed a me la pesca deve essere relax…non pensare dopo le tasse che paghiamo di stare a rubare qualcosa che poi sarebbe nei nostri diritti…che se il bagnante deve lavarsi ….hehehehe anche noi potremmo pescare basterebbe setto rizzare la spiaggia e tutti saremmo felici e contenti….. Allora mi si acese la lampadina perche non provare dalla spiaggia il nostro ledgering….una prima cosa da avere come simulare la corrente del fiume che faceva mettre in corrente sul fondo i bigattini……li mi venne in aiuto il ponente che creava una creava una corrente laterale alla spiaggia e faceva lavore il nostro terminale come se fosse nel fiume….a me mi sono sempre piaciuti dal metro e mezzo a 3 metri……cavolo come calo il primo pasturatore lo recupero lo rilancio metto in tensione……bomm una mazzata alla canna fortuna i ful controll tutti aperti e vai un combattimento di una decina di minuti e la mia prima spigola a beach ledgering era uscita fuori mi guardavo intorno tutti stavano senza far nulla qualcuno si era accorto del mio movimento ma io con abile mossa avevo mandato con un calcio il pesce sotto la sedia ed avevo buttato il pasturatore in mezzo hai bigattini ed alla richiesta se avevo preso qualcosa avevo dato colpa a ste cannette che con un po’ d’onda ballano come se avessero preso chissa che ed infatti mi uardavano quasi schifati di vedere sui picchetti reggi canne ste cannuccie strane co sti cimini colorati di al massimo 3 metri di lunghezza…e mi dicevano che ci devi prende le carpe……!!!!!!!!!! Altro che carpe l’altra canna era dritta ed aveva tutto il filo in bando verso sinistra cavolo e mo se questi non se levano……qui ce la spigola che se buttata a corrente esclamo tie’ pmanco me reggono che sti 40 grammi ed allora appena li vedo ritornare alle loro sedie mestamente provo a riprendere contatto con il pesce che ormai ad una 50 metri sulla sinistra mi stava aspettando sotto il bagnasciuga una rapida mossa aiutato dall’onda ed un’altra signora delle maree arriva in spiaggia ed io coome tenendo al guinzaglio un cagnolino per non farla vedere me la porto vicino al picchetto e la faccio sparire come l’altra. Morale quella sera ne faccio altre 3 ed un saragotto…..contentissimo mi preparo a gustare quella splendida estate…. Da allora e’ un susseguirsi di successi comincio a studiare le possibili canne da poter sfruttare per avere una maggior gittata perche spesso a Ladispoli essendo una zona abbastanza scogliosa bisogna raggiungere almenno i 40 50 metri di gittata per poter pescare in certi pozzetti fra sabbia e scoglio che io sapientemente con maschera e pinne mi andavo a vedere specialmente all’inbrunire per vedere con un po’ di risacca come si potevano usare a vantaggio di pasturazione è la cosa più incredibile era che protetto dal torbido del mare appena mosso dal ponente potevi vedere i pesci che avresti potuto catturare la notte e magari avevi visto delle marmore qualche orata dei saraghi e la spigo lotta che al tramonto entra in caccia e tu la notte mentre le catturavi rifacevi l’inventario…..!!!!!!! La svolta fu quando in un catalogo Daiwa trovai la camma dei miei sogni per quel tempo una 3.67 a tre pezzi con manico di sughero piatto che poteva lanciare pastura tori dino a 100 grammi era bellissima costava un botto per le mie tasche circa 350 mila lire ma non si trova e stata prodotta in pochi esemplari ed a roma non arriva…ma grazie ad uno amico che conosceva bene Garue a Milano strappandola ad un assessore comunale non so di dove riusciamo ad averla …… ad i primi di luglio del 1992 sono operativo e meravigliosa i pastura tori drenan piccoli con nentro due pallette da 15 grammi che portano il tutto a circa 60 grammi volano anche fino a 80 metri qui si fanno i numeri….nel frattempo incominciavo a vedere che persone che si ponevano per imparare e non per prendere in giro la tecnica mi faceva piacere fargli provare le stesse emozioni che provavo io con pesci fino a 2 chili giocati in mezzo alla risacca con fili al massimo del 14 specialmente con le orate dell’alba che battevano come tamburi e non sentivano nessuno sforzo con quegli ametti conficcati al pelo del labbro. Una sera incontro in una postazione che prediligevo con mare da scirocco vicino al fosso vaccina….un ragazzo di Napoli che pescava prettamente a fondo ed a bolognese ma aveva gia a quei tempi dei nuovi materiali tipo picchetti reggicanne a tripode la prima lampada a led della ticca e di una simpatia unica e per prima cosa, aveva una di apprendeva dopo aver visto le mie catture, tutto di questa Tecnica fantastica, fatta di semplicità ma di efficacia mostruosa. La mia lenza perfetta e stata sempre pasturatore Drenan finale 2 pallini di piombo una perlina drenan con occhieletto per legare la lenza che però non facevo perchè mi piaceva fare i terminali con asola e brillatura di almenno 10 cm per poi passare l’amo nel buchino della perlina e ripassavo nell’asola per avere un terminale ammortizzato che specialmente con le orate di taglia permetteva di ammortizzarne le fughe, gli ami prettamente drenan Cabon Match fra il 16 ed il 22……..ed altri 2 pallini per non far scorrere il tutto, molto vicino al pasturatore con corrente laterale più in alto con corrente quasi frontale. L’anno dopo quando mi incontra mi dice che la tecnica che gli avevo insegnato appartenendo ad un club di pesca con centinaia d’iscritti aveva cambiato il modo di pescare sia dalle scogliere che dai porti in tutta la provincia di Napoli…e tutti i suoi amici mi mandavano i ringrazziamenti per quello che gli avevo insegnato….. Ecco che mi aggancio al tuo racconto delle persone con inflessione partenopea che nel 97 vedevi pescare in questo modo possono essere figli delle mie esperienze di allora…. Ora ogni tanto quando d’estate vedo che il mare sta per cambiare prima di un abbassamento repentino di pressione specialmente da sud…prendo la mia fida Daiwa e poi l’ultima comprata nel 2001 Mitchell un’ibrida di 4.50 quasi un’inglese fatta per galleggianti pesanti a 3 pezzi ma con una struttura per il lancio ed una delicatezza nei combattimenti che e stata la degna compagna dell’altra mia canna , dedico alle tre ore a cavallo della marea a questa splendida pesca, visto che poi la mattina magari non posso uscire con la mia barca perche’ a montato mare……un saluto ed ICAB Marco e complimenti per il tuo modo di scrivere con dovizia di particolari e consigli..Ciaooooo!!!!!!!!! da Marcolino Ladispoli se mi cerchi con questo nome su Google puoi leggere qualche mia avventura di pesca!!!!!!!

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