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Nuove frontiere: Light drifting con mulinelli spinning casting

di Saverio Rosa pubblicato il 01/08/11

Nuove frontiere: Light drifting con mulinelli spinning casting

 

Negli ultimi anni il termine drifting, solitamente abbinato al tonno, lo si è incominciato ad associare a delle tipologie di pesca che ben poco hanno in comune con la disciplina per la quale è stato coniato…

Niente attrezzature super pesanti, niente palloncini o bottiglie come galleggianti, niente fili di diametri intorno al 1,00 mm… L’unico elemento che mette in relazione il drifting al tonno con i nuovi drifthing sembra consistere nell’impiego della sardina sia come esca che come pastura.

Il pescasportivo si è reso conto che anche specie non appartenentialla famiglia degli sgombridi sono solite seguire le scie odorose di pastura alla sardina. Dentici, saraghi, occhiate, cernie,tanute risalgono dal fondale allontanandosi dagli ambienti bentonici… attirati verso la superficie dal potere attrattivo esercitato dai tochetti di sardina lasciati scendere l’ungo la colonna d’acqua. La capacità attrattiva della sardina risulta infatti essere notevole per praticamente tutti i pesci insidiabili dalla barca e conseguentemente, la parola ‘’drifthing’’, che fa della sardina la sua esca e pastura per eccellenza, comincia ad avere un importanza rilevante anche quando si parla di pesci di elevato pregio culinario.

Se fino a pochi anni fa i pescatori che impostavano le loro battute a light drifting a pesce di fondale, impiegavano canne da bolentino e mulinelli a bobina fissa, da qualche mese a questa parte, una nuova scuola di pensiero sembra prendere sempre più piede.

 

 

AZIONE DI PESCA DEL ‘’nuovo’’ LIGHT DRIFTING

Per coloro che non avessero chiare quelle che sono le esigenze del pescatore di L-D che mira al ‘’pesce di qualità’’, è bene descrivere brevemente in cosa consiste e come si concretizza l’azione di pesca a cui ci stiamo riferendo.

Ancorati in prossimità di cigliate rocciose con fondali che oscilleranno tra i 20 e i 40 metri, dovremo cominciare un’attenta e costante pasturazione a base di sardine finemente sminuzzate con l’ausilio di forbici. Le sardine dovranno essere gettate in mare in continuazione facendo in modo da creare una cascata di pastura che, dalla nostra imbarcazione, seguendo la corrente, dovràlentamente discendere verso il fondo. Le attrezzature che andremo ad impiegare dovranno permetterci di fare in modo di far scendere la nostra lenza nel più naturale modo possibile…La massima naturalezza rappresenta il veropunto di forza di questa disciplina. Le zavorre saranno leggerissime (da 0,5 a 10 grammi in funzione della corrente), il monobracciolo non sarà di lunghezza inferiore ad un metro e il diametro non supererà mai lo 0,33 fluorocarbonio. L’amo dovrà essere leggero. Caleremo la nostra lenza innescata in mare, dopodiché apriremo l’archetto del mulinello e attenderemo che il nostro amo innescato cominci la sua lenta discesa verso il fondo… fino all’incontro con il pesce.

Come è facile intuire, in una situazione di pesca come questa in cui la lenza viene lasciata libera di scendere lentamente verso il fondo, l’avvertimento dell’abboccata non sarà di facile interpretazione. Un valido stratagemma puo’ essere quello di tenere d’occhio la quantità e la velocità di fuoriuscita del monofilo dal mulinello…ma in condizioni meteo in cui è presente un po’ di vento, o una corrente troppo forte, l’impresa aumenterà il suo grado di difficoltà.

 

NUOVE FRONTIERE

Adesso che abbiamo messo a fuoco l’ ABC del light drifting a pesci di ‘’pregio’’, vediamo di concentrarci su quelle che sono le migliorie che, negli ultimi mesi, sono state apportate a questa tecnica.

 

ATTREZZATURE NEW

Abbiamo detto che una delle esigenze fondamentali per ottimizzare la nostra azione di pesca, è quella di migliorare la percezione dell’abboccata.

Alleggerire le attrezzature aumenterà il divertimento e diminuirà lo stress da stanchezza. Trovare il modo di assottigliare il filo impiegato come lenza madre e magari aumentarne la rigidità, ci permetterà di minimizzare il quantitativo di filo in bando e di ottenere conseguentemente un miglior contatto diretto con l’esca in pesca.

 

 

IL MULINELLO

Prendendo in esame tutti questi aspetti si intuisce facilmente che la soluzione ottimale sarà quella di utilizzare…piccoli mulinelli rotanti da casting in sostituzione di quelli classici.

I mulinelli che fanno al caso nostro saranno i mulinelli che nascono per la pesca a spinning… quelli a bobina rotante da casting.

Nello specifico abbiamo deciso di andare ad impiegare il modello di punta tra i rotanti casting della Rapture… il modello VENTO che risulta perfetto per le nostre esigenze.

 Andando ad impiegare i rotanti casting, riceveremo i seguenti benefici:

-dimezzeremo il peso delle attrezzature

-aumenteremo la potenza del mulinello (i mulinelli a bobina rotante possiedono una notevole forza in più rispetto ai mulinelli a bobina fissa)

-avremo a disposizione una frizione più comoda e più facile da gestire.

- e, aspetto più importante, saremo in grado di capire esattamente quando il pesce è rimasto all’amo.

Se con l’impiego dei classici mulinelli a bobina fissa la percezione della ritmo di fuoriuscita del filo sarà di difficile interpretazione, con il rotante,capire quando è il momento giusto per ferrare, risulterà molto più immediato e intuitivo.

Durante l’azione di pesca, tenendo d’occhio la velocità di rotazione della bobina, sapremo capire immediatamente quando il pesce starà mangiando il nostro filetto di sardina innescato. Improvvise accelerate della velocità di rotazione della bobina ci trasmetteranno la notizia dell’avvenuta abboccata senza la minima possibilità di errore valutativo. Se poi sostituiremo il nilon con del tracciato, l’azione di pesca risulterà ancora più perfetta.

La rigidità del tracciato ci permetterà di trasmettere la ferrata al pesce con incredibile tempismo. Il numero dei pesci slamati si ridurrà al minimo e gli strike a ‘’vuoto’’ saranno pochissimi.

Impiegando dei tracciati riusciremo inoltre a ridurre il diametro del filo scelto, passando da uno 0,35 nilon ad uno 0,15/0,18 dacron. Un filo più sottile diminuirà il quantitativo di filo in bando.

 

 

LA CANNA

Pescando con il tracciato, non avremo più la necessità di andare ad impiegare strumenti eccessivamente lunghi. Le canne da bolentino di 4 metri lasceranno spazio a strumenti nuovi che abbinano potenza a leggerezza… oltre che una notevole sensibilità e maneggevolezza.

Abbineremo ai nostri mulinelli rotanti delle canne da light jigging che ci permetteranno di affrontare in totale sicurezza anche i combattimenti più impegnativi.

 

Per la pesca delle occhiate e delle tanute in light (visibili nelle foto) abbiamo scelto una canna Rapture… in particolare serie SNATCH LT-J PE 0.6/1.5  che si è rivelata uno strumento decisamente divertente, pratico e affidabile.

 

 

PICCOLI ACCORGIMENTI

 

Ci sono delle piccole astuzie da apportare a questa tecnica che cisembrava doveroso mettere a fuoco.

Prima di tutto, se si decide di pescare con mulinelli rotanti casting, la prima cosa da fare, prima di mettere in pesca la nostra attrezzatura, sarà quella di calibrare la frizione magnetica.

 

Posizioneremo la rotella sul punto di massima trazione… il freno magnetico dovrà quindi esercitare il massimo del suo potere frenante. Questo ci permetterà di minimizzare il pericolo imparruccamenti dovuti all’improvvisa accelerata di rotazione conseguente all’abboccata del pesce.

 

Un altro piccolo accorgimento da adottare sarà quello di utilizzare come zavorra dei minipiombi a pinzetta. Questi piombetti possono essere agilmente allontanati e avvicinati all’amo poiché hanno la caratteristica di autobloccarsi in qualsiasi punto del terminale. Li avvicineremo e allontaneremo in base alla corrente, alla suscettibilità del pesce e alla voluminosità dell’esca impiegata. 

per altre info sui prodotti della linea Rapture vai al sito http://www.rapturelures.com/

 





Commenti

Icona utente Saverio Rosa il 20/01/12
A seguito di alcune domande in merito alle origini e alla "storia" di questa nuova tecnica, ci tengo a precisare che, l'uso del mulinello da casting per il drifthing, nasce in toscana e più nello specifico a Livorno. Il primo a testare con successo e divulgare questo nuovo abbinamento tecnica-strumento è stato l'amico Luca... titolare del negozio Pesca sport Castiglioncello. Luca pesca a drifthing con rotanti e trecciati sottili  da tempo impiegando, per le sue battute di pesca, lunghe canne da spinning... Luca coinvolge e consiglia al meglio  molti dei sui clienti che si vogliono avvicinare a questa nuova disciplina.  Personalmente ritengo perô che, per ottimizzare l'azione di pesca, sia  più opportuno, come ho scritto nell'articolo, abbinare ai rotanti non delle canne da spinning ma bensì delle canne da light jigging o, meglio ancora, delle 4 o 5 m da bolentino(di alta qualità) con cimino sensibile in carbonio pieno. un cordiale saluto a tutti i lettori.
Icona utente Saverio Rosa il 06/08/11
ciao vito...per quanto riguarda la canna, non credo che una canna da casting sia adatta...meglio rimanere su una canna da light jigging...o al più una da bolentino di 4 metri...ma deve essere potente e leggera. il bracciolo sarà intorno ai 2 metri e la piombatura la dovrai posizionare sulla lenza madre a pochi cm dalla girella di giunzione terminale-madre....a presto Saverio
Icona utente Vito il 03/08/11
Gran bell'articolo , complimenti , si possono usare anche canna da casting?Intendevo proprio per un divertimento maggiore , magari una 3/4 si poteva impiegare per questo uso?Inoltre il terminale quanto deve essere lungo?E la piombatura a che distanza dall'esca si deve trovare?grazie!

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