La pesca all'occhiata col saltarello o pulce di mare, si pratica da tempo immemorabile su tutte le coste del sud. Anche se gli amanti di tale pesca non ci tengono molto a divulgarla.
Ma cominciamo a svolgere la nostra matassa e ad annodare il filo dove serve. Occhiata, black tail, brande basse, oblada, oblade, melanura. Occhiata per la sua macchia nera sulla coda come un occhio su fondo bianco che, probabilmente, serve a confondere il predatore. Bocca fragile tagliata verso il basso, quindici denti come incisivi in posizione anteriore. Elegante in tutta la sua linea, carni buone, ottime se cucinate bene. All'anagrafe di Nettuno è iscritta tra i pesci più veloci; appare e scompare dal nulla, in un lampo. Il suo attacco all'esca è proverbiale.
Ma è proprio la sua stessa velocità a giocarle brutti scherzi, tante volte infatti si aggancia all'amo da
sola con un deciso strattone. Macchia nera fugge, è vero, alla minima ombra, al minimo movimento; il suo bulbo oculare che non esegue nessuna vibrazione involontaria come il nostro, registra ogni movimento proiettato nel suo schermo bianco che pone in stato di allarme gli organi di difesa. Per tenerla a portata di canna ad arte appresa, occorre che non ci veda, che non ci senta.
Stare nascosti e non far stagliare la nostra sagoma contro il cielo è regola comune a tante tecniche
di pesca, specialmente a quella col salterello. Continuando a svolgere il nostro filo, diciamo che per essere perfettamente in regola, con tale gioco occorre una canna fissa di cinque metri circa dal cimino un po’ mozzato che fa punta con 2 mm di diametro e che risulti relativamente rigida. Un filo dello 010, un gallegiantino piccolo, l'inganno dello 012 con punta affilatissima, un piombino semplicissimo. Per esca useremo i salterelli “Talitrus Saltator” che recupereremo dalle spiagge tra gli accumuli di alghe e di detriti. Per procurarsene un certo quantitativo occorre un secchio qualsiasi con una retina a mo di coperchio; con una operazione veloce, poggeremo sulla retina le alghe spiaggiate e detriti dove siano presenti i salterelli che filtreranno spontaneamente verso il basso e quindi nel secchio.
